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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:16 - Lettori online 1211
MODICA - 10/04/2015
Attualità - Interventi del senatore Giarrusso e dell’associazione Caponnetto

Ancora minacce al giornalista Borrometi: "Va aiutato"

Frasi inquietanti sui social network di soggetti poco raccomandabili e di altri esponenti della criminalità e della mafia Foto Corrierediragusa.it

«Le ultime minacce di soggetti poco raccomandabili e di altri esponenti della criminalità e della mafia, visibili a tutti perché pubblicate su Facebook, rappresentano un nuovo ed accresciuto pericolo per la persona e per l’impegno giornalistico del giornalista modicano Paolo Borrometi. Bisogna intervenire e bisogna intervenire immediatamente. Se le Istituzioni non interverranno, si assumeranno la grave responsabilità di aver dimenticato non solo Borrometi, ma chi cerca di raccontare la verità in un territorio difficile come quello siciliano. Di questa responsabilità dovranno dare conto». E´ quanto dichiarato dal Senatore Mario Michele Giarrusso, componente della Commissione Bicamerale Antimafia, sulle ultime minacce al giornalista siciliano dell’Agi e direttore della testata giornalistica on-line www.laspia.it, Paolo Borrometi.

«Borrometi non può e non deve essere lasciato solo - conclude Giarrusso - perchè si occupa di inchieste giornalistiche contro la mafia ed il malaffare in Sicilia e segnatamente nel Ragusano, dove si continua ostinatamente a dire che la mafia non esiste".

Anche la fondazione Antonino Caponnetto, tramite il presidente Salvatore Calleri, interviene nella vicenda: "A rivolgere stavolta minacce ed ingiurie nei confronti del giornalista sono stati direttamente soggetti molto vicini alla criminalità organizzata vittoriese e non solo. Tali minacce seguono ad altre riguardanti diverse realtà criminali siciliane e calabresi provenienti da altri soggetti già coinvolti in indagini e processi per associazione mafiosa. E non bisogna dimenticare - conclude la nota - il pestaggio di un anno fa e il successivo attentato incendiario".

Nella foto Paolo Borrometi qualche giorno dopo il pestaggio nella sua casa di campagna