Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1455
MODICA - 06/03/2015
Attualità - Piove sul bagnato (non solo in senso metaforico)

A Modica si riasfaltano le strade ma le buche restano

Perchè l’asfalto si è "sgretolato" così facilmente? Di chi è la responsabilità? Chi paga per tutto questo? Solo a quest’ultima domanda abbiamo purtroppo una risposta: i cittadini Foto Corrierediragusa.it

Piove sul bagnato (non solo in senso metaforico) e le strade sono di nuovo disseminate di buche ad appena due mesi dalla stesura del tappeto di asfalto, evidentemente non di qualità eccelsa. Via Nazionale, via Risorgimento, via Don Bosco, via Quasimodo sono alcune delle tante arterie dove gli operai sono dovuti intervenire svuotando le profonde buche dall´acqua che le aveva riempite, rendendole quasi invisibili e quindi ancora più pericolose per gli automobilisti e non solo, e poi riempiendole con materiale di risulta, coprendo infine il tutto con dell´asfalto alla bisogna. E´ bastata una pioggia di normale intensità a mandare tutto il (costoso) lavoro alle ortiche perchè le buche si sono riaperte, il materiale di ricopertura è scivolato via e per gli automobilisti i problemi sono riapparsi peggio di prima.

Resta lo spreco di tempo e soprattutto di denaro pubblico da una parte e la mancata risoluzione del problema dal´altro visto che le strade sono ritornate come prima, se non peggio, nonostante fossero state riasfaltate in "pompa magna" appena qualche settimana fa. Per il Pd è questo un altro degli esempi emblematici di spreco di denaro dei contribuenti da parte dell´amministrazione comunale con interventi che si dimostrano solo costosi palliativi a tutto danno dei cittadini. Perchè l´asfalto si è "sgretolato" così facilmente? Di chi è la responsabilità? Chi paga per tutto questo? Solo a quest´ultima domanda abbiamo purtroppo una risposta: i cittadini.