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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 544
MODICA - 23/02/2015
Attualità - Non si capisce poi con quali uffici delle forze dell’ordine siano collegate le videocamere

In consiglio a Modica caso telesorveglianza

Intanto le videocamere sono state sostituite e stavolta, a quanto pare, posizionate alla giusta altezza per evitare ulteriori danneggiamenti Foto Corrierediragusa.it

Approderà in consiglio comunale la vicenda delle videocamere di sorveglianza del quartiere San Paolo in centro storico distrutte sabato sera da un vandalo marocchino 21enne già denunciato dalla polizia. La vicenda, che presenta aspetti poco chiari, è difatti oggetto di una interrogazione del Partito Democratico di Modica che chiede a sindaco e giunta di chiarirli in tempi brevi, i suddetti punti poco chiari. «Le cinque telecamere distrutte – si legge nella nota a firma dei consiglieri comunali Giovanni Migliore e Carmelo Cerruto – non facevano parte del progetto primario di telesorveglianza concordato con le forze dell’ordine, ma di una installazione aggiuntiva prevista dall’amministrazione. Chiediamo quindi di conoscere lo stato di avanzamento dei lavori della rete primaria di videosorveglianza nel centro storico. Poiché diversi residenti della zona riferiscono che le videocamere divelte risultavano posizionate ad un’altezza inferiore a quella minima utile a preservarle da danneggiamenti volontari, in punti non propriamente strategici e alla mercé del primo vandalo di turno, che, difatti, le ha distrutte a pochi giorni dall’installazione – si continua a leggere nella nota – intendiamo visionare gli elaborati progettuali contestualmente alla discussione in consiglio comunale e di poter avere notizie dai progettisti della rete circa i costi e le modalità di funzionamento.

Della problematica – conclude la nota del Pd – si richiede dunque una discussione urgente nel prossimo consiglio comunale utile». Chi ha deciso dove e come collocare le videocamere, al di là dei sopralluoghi già effettuati con le forze dell’ordine in riferimento al progetto originario di telesorveglianza? Perché anchje in questo caso non sono state coinvolte le forze dell’ordine che avrebbero potuto fornire consigli sull’installazione, magari scongiurando questo atto di vandalismo? E poi con quali uffici erano collegate queste videocamere di sicurezza? Da noi interpellati, polizia, carabinieri e polizia municipale ci hanno difatti risposto che non ne sapevano nulla di queste telecamere.

A questo punto sorge addirittura il dubbio se gli «occhi elettronici» erano funzionanti oppure no. Intanto le videocamere sono state sostituite e stavolta, a quanto pare, posizionate alla giusta altezza per evitare ulteriori danneggiamenti. Ma quanto sta costando ai cittadini questo progetto di telesorveglianza parallelo a quello originario? E con quali uffici delle forze dell’ordine sono collegate queste telecamere? Domande alle quali di dovranno trovare le risposte nel corso della prima seduta utile del consiglio comunale.