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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 852
MODICA - 07/02/2015
Attualità - Non è mai successo nella storia democratica del comune: dato inquietante

"Cosa nasconde il sindaco di Modica"?

Allungato da 3 a ben 30 giorni il termine per la consegna degli atti delle società partecipate ai consiglieri comunali che ne chiedono l’accesso Foto Corrierediragusa.it

"Cosa nasconde il sindaco di Modica Abbate"? Se lo chiedono i consiglieri comunali di opposizione, ma soprattutto, lo stesso presidente del consiglio comunale Roberto Garaffa. E´ la prima volta nella storia del civico consesso che lo stesso presidente del consiglio si scaglia contro il sindaco e la maggioranza, considerati essere gli artefici di "Un vero e proprio "attentato" alla trasparenza". Tutto è successo nell´ultima seduta della civica assise. Insomma, cose mai viste a Modica che si commentano da sole, suscitando l´indignazione dell´opposizione che in una dura nota denuncia questo incredibile stato di cose, mai verificatosi nella storia democratica del comune e, soprattutto, senza una motivazione adeguata in consiglio comunale. Nella nota a firma non solo del già citato presidente del consiglio Roberto Garaffa, ma anche dei consiglieri di opposizione Giovanni Spadaro, Carmelo Cerruto, Michele Colombo, Ivana Castello, Andrea Caruso, Alessio Ruffino, Vito D´Antona, Massimo Puccia e Claudio Gugliotta, si evidenzia come "All´orizzonte del comune di Modica si addensino nubi nere che fanno temere l´instaurarsi di una vera e propria cappa che da qui a breve ci renderà incapaci di vedere cosa si decide nel palazzo". Una sorta di atto unilaterale del sindaco, sostenuto come sempre dalla maggioranza organica, che mette a repentaglio quella trasparenza dovuta per legge dagli enti pubblici.

"Ciò che è accaduto consiglio comunale - scrivono il presidente del consiglio e i consiglieri - è un fatto di gravità inaudita e forse la più grave azione contro la trasparenza nella pubblica amministrazione che questo sindaco, pur provandoci ogni giorno, sia finora riuscito a concretizzare: stabilire in 30 giorni il termine per la consegna degli atti delle società partecipate ai consiglieri comunali che ne chiedono l´accesso vuol dire nella sostanza inibire l´azione di controllo che rientra non solo nei nostri diritti ma innanzitutto nei nostri doveri.

Se pensiamo che i tempi per l´accesso agli atti del Comune sono di tre giorni e che i trenta giorni sono previsti solo per l´eventuale consegna di documenti ai cittadini che ne facciano motivata richiesta, i tempi previsti nel regolamento sul controllo delle partecipate proposto dall´amministrazione e votato dalla maggioranza negano uno dei presupposti fondamentali affinché questo controllo si realizzi.

L´ostinazione, poi, della maggioranza, nel bocciare categoricamente l´emendamento proposto dal Pd e in particolare dal consigliere Ivana Castello per riportare a tre giorni i tempi dell´accesso agli atti, ci lascia basiti per quella che si manifesta a tutti gli effetti come una mancanza di consapevolezza rispetto al ruolo del Consiglio comunale e di ogni singolo consigliere.

Non era infatti, di certo, una questione su cui maggioranza e opposizione dovessero dividersi, tanto più che il regolamento passato dal consiglio regola i meccanismi del rapporto tra Comune e partecipate a prescindere dal tempo di questa Amministrazione orientata ad accentrare il potere e a sopprimere i meccanismi di controllo.

Non si rendono conto, i consiglieri di maggioranza - scrivono i consiglieri di opposizione - che con quest´ennesimo atto di cieca obbedienza hanno accettato di vedere umiliate le ragioni per cui si sono candidati a rappresentare ai cittadini e, nella sostanza, di abdicare al proprio ruolo"?

Il dato inquietante, aggiungiamo noi, è che quasi certamente invece i consiglieri di maggioranza se ne rendono ben conto di ciò che hanno fatto e questo dato risulta già emblematico di uno stato di cose allarmante e già da tempo sotto gli occhi di gran parte dei cittadini.

"Sappia il sindaco - prosegue la nota - che noi non abdicheremo e che, nonostante le briglie e i bavagli che lui tenta di metterci, controlleremo ancor più insistemente proprio la gestione delle partecipate, che peraltro è tra le criticità maggiori che minacciano l´equilibrio finanziario del Comune. Ci auguriamo solo, a questo punto, che al sindaco non venga in mente di intervenire anche sui regolamenti comunali per comprimere, con l´avallo dei suoi fedelissimi - conclude la nota - anche le nostre possibilità di controllo sugli atti diretti della sua amministrazione".

Nella foto da sx il sindaco Abbate e il presidente del consiglio Garaffa


07/02/2015 | 21.12.04
Palù

Polemiche a parte,
sarebbe ora che la magistratura intervenisse su questa amministrazione che continua a giocare con i portafogli dei cittadini e con il futuro di questo paese che sta sprofondando nel degrado.