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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 888
MODICA - 30/11/2014
Attualità - L’appuntamento presso la sede della Fondazione Grimaldi

Beha racconta il grande "Cuore in fuga" di Gino Bartali

Lo scrittore-giornalista ha presentato il suo ultimo lavoro dove emerge una figura inedita del campione toscano Foto Corrierediragusa.it

Un campione che riassume in sè valori che oggi è difficile trovare. Coraggio, generosità, disponibilità, altruismo. Gino Bartali è stato anche un grande campione, capace di accendere passioni e regalare successi di grande valenza come il Giro d´Italia e il Tour de France. Oliviero Beha (nella foto), scrittore e giornalista,racconta l´epopea di Bartali nel suo "Un Cuore in fuga", presentato nel salone di Palazzo Grimaldi, ospite della omonima Fondazione e del Consorzio di Tutela del Cioccolato modicano. Gino Bartali, toscano verace, morto nel 2000, uomo tutto di un pezzo, non ha inseguito solo titoli sportivi e onori. Anzi, ha detto Oliviero Beha, è stato uomo che si è sempre sottratto alla ribalta ed alla notorietà.

Nell´inverno del 43´ il suo "cuore in fuga" corre per salvare vite umane. Dopo i fasti del Giro e del Tour, conquistati contro il Regime, è iniziata tutta un’altra storia anche per lui. Una storia di coraggio e orrore, di eroismo e follia. Mentre le leggi razziali vengono applicate con brutalità in Europa, circa quindicimila ebrei raggiungono l’Italia per trovare rifugio. Ma Gino non si ferma. Finge di allenarsi, e in realtà trasporta documenti falsi da Assisi a Firenze, celati nei tubi del sellino e del manubrio. Migliaia di chilometri percorsi avanti e indietro, per consegnare nuove identità alle famiglie ricercate con feroce determinazione dai fascisti della Rsi e dai nazisti. Sono più di ottocento gli ebrei che hanno avuta salva la vita grazie al valore silenzioso di un grande del novecento.

Passano gli anni, la guerra finisce e di nuovo, in una torrida estate che si fa di ghiaccio sul leggendario Izoard, c’è un uomo solo che pedala. Per vincere il suo secondo Tour, dieci anni dopo il primo, ma anche questa volta per qualcosa d’altro, per molto di più: per scacciare un fantasma che si chiama guerra civile. Bartali corre, più forte di tutti, nell’agonismo estremo della sua anima, sulle strade impolverate e sulle pagine di questa storia che ci restituisce un personaggio vero, lontano dai luoghi comuni che l’hanno etichettato troppo spesso solo come il rivale eterno di Coppi il Campionissimo, quasi fosse il figlio di un dio minore.