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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:00 - Lettori online 1574
MODICA - 21/11/2014
Attualità - Si interrogano la Cna e il consigliere D’Antona

Quale futuro per la zona artigianale di Michelica?

Finora solo parole ma niente fatti Foto Corrierediragusa.it

La Cna territoriale vuole capire meglio che tipo di futuro l´amministrazione ha in programma per la zona artigianale di Michelica (foto). Una richiesta di un incontro è stata inoltrata a sindaco, presidente del Consiglio e capigruppo. L’associazione di categoria considerati gli sforzi fatti in questi anni per rendere la zona artigianale un modello in Sicilia per efficienza e potenzialità di sviluppo, porrà il problema di servizi efficienti all’interno dell’area a partire dall’illuminazione pubblica in modo costante; inoltre è da definire l´utilizzo del centro direzionale sorto per garantire servizi alle imprese. Ancora irrisolta la questione dell´allargamento dell’area utilizzando i fondi ex Insicem messi a disposizione e di come assegnare i lotti liberi all’interno dell’attuale area.

"Vorremmo capire anche i termini e le modalità – è scritto nella nota, firmata dal presidente Giovanni Colombo e dal responsabile Carmelo Caccamo, in cui si richiede la convocazione – con cui si sta procedendo alla realizzazione dell’isola ecologica e quale perimetrazione e gestione sarà prevista; intendiamo altresì conoscere l’iter e le modalità con le quali si sta procedendo alla liquidazione della società consortile denominata ArtGest. Infine, avanziamo formale proposta di valutare con attenzione la possibilità di togliere finalmente il pagamento dei canoni di gestione che ogni singola azienda versa annualmente per avere un diritto di superficie o di proprietà».

Sull´argomento è intervenuto anche Vito D´Antona con un documento nel quale il consigliere Sel scrive che dal sindaco gli artigiani attendono "fatti e non parole e ribadisco ancora una volta che il progetto per l’ampliamento della zona artigianale di Modica, il cui finanziamento di sei milioni di euro è a carico dell’accordo di programma per l’utilizzo dei fondi ex Insicem, in un anno e mezzo non ha registrato alcun passo avanti. Il Centro Direzionale, oggi adibito ad uffici comunali deve essere messo al servizio delle imprese e dei cittadini i locali che potrebbero ospitare uffici bancari o postali, oltre ad esposizioni permanenti di prodotti dell’artigianato modicano e sala congressi, nella considerazione che il finanziamento regionale che nel 2000 fu ottenuto per la sua realizzazione, prevedeva una destinazione a favore delle piccole e medie imprese.