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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1102
MODICA - 16/06/2008
Attualità - Modica - Sbalorditiva sentenza del giudice monocratico

Carlo Ruta condannato:
attacco alla libertà di stampa?

Per aver curato un blog 150 euro di multa e 5mila euro
per spese processuali. Lo storico terrà un incontro mercoledì
Foto Corrierediragusa.it

Lo storico Carlo Ruta è stato condannato dal tribunale di Modica per il reato di "stampa clandestina". Ruta è stato giudicato reo di aver curato il sito di documentazione storica e sociale "accadeinsicilia.net", già oscurato d´autorità.

Un fatto gravissimo, che porterà effetti negativi per la libertà di espressione sul web in Italia. Carlo Ruta è stato condannato a una pena pecuniaria di 150 euro oltre a 5mila euro per il pagamento delle spese giudizirie, per "stampa clandestina", avendo gestito un sito di documentazione storica e sociale, in sostanza un normalissimo blog, di cui peraltro era stata comprovata, dalla polizia postale di Catania, cui era stato conferito l´incarico degli accertamenti, la non periodicità regolare.

L´accusa contestata a Carlo Ruta è difatti proprio quella di periodicità non regolare. "Quale irregolarità? In nome di quale principio si applica
il criterio della periodicità ad un blog?" si chiede lo storico intervistato da Articolo21. C´é il sospetto che la motivazione della chiusura del blog e della condanna dello storico non sia tanto di ordine tecnico o burocratico.

"Nel mio blog - afferma lo storico - ho fatto ampie ricostruzioni, con una documentazione dettagliata e in parte inedita sul caso di Giovanni Spampinato, il giornalista, collaboratore dei quotidiani "l´Ora" e "l´Unità" che nel 1972, a soli 22 anni, fu ucciso a Ragusa mentre stava portando alla luce, in un´inchiesta su un delitto, un rilevante intreccio di affari e malavita...".

L´incredibile sentenza penale è stata emessa dal giudice Patricia Di Marco, dietro denuncia presentata dal magistrato Agostino Fera, noto alle cronache per le censure di cui è stato fatto oggetto da diversi parlamentari della Repubblica, da Giuseppe Di Lello al presidente dell´Antimafia Francesco Forgione, in relazione alla gestione dell´inchiesta giudiziaria sul caso del giornalista Spampinato.

Una sentenza del genere, che annovera precedenti soltanto in Cina e in qualche nazione a regime dittatoriale, rispetto alle leggi vigenti nel nostro Paese appare un´assurdità, rappresentando un attacco frontale al mondo del web, alla democrazia, ai diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione. E´ quindi importante che le realtà delle reti, le sedi dell´informazione, le espressioni del paese civile rispondano con la massima determinazione.