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MODICA - 16/10/2014
Attualità - I parrocchiani si schierano compatti dalla parte del sacerdote

Fedeli e consiglieri tifano don Michele!

Nessun commento ufficiale dal mondo ecclesiale e solo un sacerdote, che preferisce mantenere l’anonimato, dice: «Sono decisioni che vanno accettate e rispettate» Foto Corrierediragusa.it

C´è pure il consigliere comunale Andrea Caruso tra i fedeli 2.0 che hanno inviato una petizione con 500 firme via e-mail al vescovo della diocesi di Noto Monsignor Antonio Staglianò contro il trasferimento di don Michele Fidone (foto), parroco della chiesa della Madonna del Carmine, nell’ambito dei periodici avvicendamenti.

Riceviamo e pubblichiamo in maniera integrale la nota di Andrea Caruso:
Come residente del quartiere S. Paolo sento il dovere di intervenire nel dibattito scaturito dal trasferimento di Padre Michele Fidone ad opera del Vescovo di Noto da cui personalmente avevo appreso la notizia già qualche settimana fa in occasione di una sua visita istituzionale in Comune.
Nonostante io non possa considerarmi un cattolico praticante, difficilmente infatti si è notata la mia presenza alle affollate funzioni celebrate dal Parroco, mi preme sottolineare anche il grande impegno civile e sociale, e non solo spirituale, profuso da Padre Michele in favore degli abitanti del quartiere.

Oltre ai numerosi progetti già realizzati in favore soprattutto delle classi più disagiate, Padre Michele aveva ancora in cantiere molte altre iniziative quali la mensa per i poveri e il centro sociale per i giovani. Quale rappresentante delle istituzioni, che negli anni hanno dimostrato di non essere state all´altezza di tutelare pienamente gli interessi collettivi della comunità, sono preoccupato che il suo allontanamento possa recare ulteriore danno in un momento così difficile per il nostro paese.

La Chiesa del Carmine e quella di S. Paolo sempre aperte hanno rappresentato per gli abitanti del quartiere, e non solo, un punto di riferimento anche civile ove poter trovare quelle risposte che le Istituzioni spesso tardano a dare. Padre Michele è stato più di un sacerdote. Padre Michele è stato anche psicologo, assistente sociale, ufficio di collocamento, compagno di gioco . semplicemente c´è sempre stato per tutti e la sua assenza si farà sentire anche per chi come me non lo ha cercato!

Invito pertanto la Curia diocesana a tener conto delle istanze spontanee e genuine provenienti dai fedeli e derogare, come consentito oltretutto ad altri sacerdoti, alle norme canoniche anche per Padre Michele. Non sottragga il Vescovo alla comunità di Modica un conforto spirituale almeno sino a quando non cessi questo difficile momento sociale ed economico.
Andrea Caruso, consigliere comunale a palazzo San Domenico a Modica


I FEDELI TUONANO: "DON MICHELE NON SI TOCCA"!
«Il nostro sacerdote non si tocca», tuonano i fedeli che stravedono per don Michele Fidone, giovane prete che in poco tempo si è guadagnato l’amore dei parrocchiani, il cui numero è aumentato a dismisura per la piccola chiesa nel cuore del centro storico di Modica. L’attività parrocchiale ha in questi mesi rivitalizzato l’intero quartiere di San Paolo, di recente interessato da frequenti episodi di microcriminalità, con risse e spaccio di droga in primis. Ora i fedeli non ci stanno e, come accennato, si oppongono al trasferimento del loro amato sacerdote, che, come già deciso dal vescovo e a meno di ripensamenti dell’ultima ora, sarà destinato tra il 5 e il 6 novembre alla chiesa dell’Annunziata a Ispica, il cui sacerdote attuale lascerà per trasferirsi a Pachino. Il posto di don Fidone invece dovrebbe essere occupato da don Rosario Rabbito, attuale vice parroco di San Pietro.

La petizione inviata via e-mail dai moderni fedeli basterà ad indurre il vescovo a tornare sui suoi passi? Difficile pronunciarsi in merito ma i parrocchiani, è il caso di dirlo, non perdono la fede e pregano affinché il loro prete resti al suo posto. Nessun commento ufficiale dal mondo ecclesiale e solo un sacerdote, che preferisce mantenere l’anonimato, dice: «Sono decisioni che vanno accettate e rispettate».


dunque
16/10/2014 | 18.00.25
emiliano di rosa

dunque mi pare ragionevole e logico che il vescovo faccia restare il prete al suo posto ...