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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:41 - Lettori online 1397
MODICA - 04/10/2014
Attualità - Estirpato senza motivo l’albero di via Nazionale

A chi dava fastidio quel pino? Se lo chiede Ruffino

Il consigliere comunale e buona parte dei modicani restano in attesa di una puntuale risposta da palazzo San Domenico Foto Corrierediragusa.it

A chi dava fastidio quel pino? Se lo chiede il consigliere comunale Alessio Ruffino. Al di là della rima baciata non voluta, resta l’interrogativo: perché il pino che insisteva da almeno mezzo secolo al centro della piccola rotatoria tra via Nazionale e contrada Caitina (foto) è stato estirpato? Parecchi i modicani che hanno visto la circostanza non di buon occhio, tanto per essere eufemistici, a giudicare dalla «tempesta mediatica» sollevatasi su Facebook e di cui si fa portavoce Ruffino, che riprende una lettera aperta inviata qualche giorno fa proprio da un residente, il modicano Orazio Baglieri. Oltre al grave fatto che la città è stata privata senza motivo apparente di un pezzetto di verde, il pino era considerato pure un cosiddetto punto trigonometrico della città, ovvero un punto di riferimento per professionisti quali ingegneri, architetti, geometri e tecnici vari che dovevano effettuare rilievi, al pari della stazione ferroviaria o del castello dei Conti.

«L’amministrazione Abbate – scrive il consigliere Ruffino – ha fatto la sua fortuna sulla potatura e sulla scerbatura, facendo in troppi casi di tutta l’erba un fascio e prodigandosi addirittura personalmente con un interesse quantomeno smisurato . Perché»? Se lo chiedono anche parecchi cittadini piuttosto infastiditi non solo dall’estirpazione del pino di via Nazionale, ma anche di altri alberi ultradecennali sradicati dalla porzione di bosco lungo via San Giuliano e in altre zone periferiche. Insomma, laddove altre amministrazioni comunali si prodigano per attrezzare le città con quanto più verde possibile, la giunta di Modica invece elimina gli alberi già esistenti!

«A furia di potare – scrive ancora Ruffino –c’è andato di mezzo l’albero di pino che ha fatto anche da riparo a parecchie generazioni di studenti. Quali sono le reali ragioni per averlo abbattuto»? Ruffino e buona parte dei modicani restano in attesa di una puntuale risposta da palazzo San Domenico.


Senza vita, non ci sono alberi da ammirare
05/10/2014 | 17.35.20
Giovanni

enrico a, perché non lo racconti alla mamma della bambina morta due mesi fa a Firenze per la caduta di un albero sulla testa, o ai familiari della donna morta a Roma per un albero di pino caduto sull´auto che stava guidando. Se il pino fosse caduto sulla testa tua, o di tua figlia, o di un altro tuo famigliare, probabilmente capiresti che ammirare la bellezza degli alberi (cosa che tutti facciamo) non significa che si debba rinunciare a mettere in sicurezza (o eliminare, se necessario) quelli pericolosi. Per ogni albero eliminato, se ne può comunque piantare un altro meno pericoloso, nello stesso posto. A che serve vedere la numinosità e la bellezza di un albero, se poi disprezzi la vita umana. Senza vita, non ci sono più alberi numinosi da vedere.


05/10/2014 | 13.47.20
enrico a

L´uomo "economicizzato" ha occhi solo per l´utilità o per la pericolosità, non sa più vedere la numinosità, la bellezza di un albero, il suo perfetto equilibrio tra cielo e terra, la sua passione di esistere. E´ dalla modernità che l´uomo non vede più nella natura il riflesso dell´Invisibile, e fa passare questa sua cecità per scienza e civiltà.
"GLI ALBERI SONO LIRICHE CHE LA TERRA SCRIVE SUL CIELO"


era pericoloso
05/10/2014 | 8.13.17
Giovanni

L’eliminazione di un albero provoca sempre tristezza e dispiacere, ma questo che è stato tagliato era purtroppo pericoloso a causa del tronco inclinato (i tronchi inclinati, prima o poi, cedono e si spezzano, con il rischio di provocare delle vittime, come è successo a Roma e a Firenze un paio di mesi fa). A mio parere, è stato giusto eliminarlo, ma andrebbe ora sostituito con un altro albero, di dimensioni più piccole e soprattutto che non abbia il tronco inclinato.