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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 661
MODICA - 15/09/2014
Attualità - Il sindaco ha scritto al prefetto e promette l’installazione delle telecamere

Delinquenza dilagante a Modica: telesorveglianza?

Da non dimenticare lo stanziamento di 30mila euro per il sistema di telesorveglianza di ultima generazione con 35 telecamere Foto Corrierediragusa.it

Il sindaco di Modica, a seguito degli ultimi episodi di microcriminalità che si sono verificati in centro storico, con le due risse in 48 ore nella zona del quartiere San Paolo, ha chiesto al Prefetto di Ragusa Annunziato Vardè la convocazione di un incontro con il Comitato per l´Ordine e la Sicurezza Pubblica. Nel frattempo ci si chiede: che fine ha fatto il progetto di telesorveglianza a Modica? Già quasi in anno fa (correva il mese di novembre) era stato annunciato lo stanziamento di 30mila euro per il sistema di telesorveglianza di ultima generazione con 35 telecamere da installare in diversi punti strategici non solo a Modica, ma anche a Marina e Frigintini, di concerto con le forze dell’ordine. La somma era prevista nel bilancio a suo tempo approvato, ma non se ne è saputo più nulla.

Lo stesso primo cittadino ha annunciato in queste ore, nelle more del vertice con il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, l’installazione entro fine mese di almeno 13 telecamere in città nei punti strategici a suo tempo individuati dalle forze dell’ordine. Speriamo bene.

LE REAZIONI DEI CONSIGLIERI COMUNALI
Un quartiere pressochè invivibile, meta di sbandati che bivaccano e rendono pericolosa la vita dei residenti. Gli ultimi episodi di cronaca delle due risse in circa 48 ore nella zona di S. Paolo, con un ragazzo ferito e un povero cane accoltellato, hanno indotto il consigliere comunale e capogruppo di Fare Modica Andrea Caruso, che nel quartiere ci vive e sa bene cosa accade, a prendere carta e penna per scrivere un appello, che riportiamo di seguito: "Vivo nel quartiere S. Paolo da alcuni anni e purtroppo devo constatare che negli ultimi tempi è divenuto invivibile. Durante tutte le ore del giorno e della notte siamo prigionieri di bande di giovani sfaccendati, italiani e stranieri, spesso accompagnati da cani di grossa taglia tenuti senza guinzaglio né museruola. Quando non si scontrano, bivaccano intere giornate bevendo alcolici e fumando spinelli. Fanno chiasso sino a tarda notte, disturbando la quiete e il sonno di decine di famiglie, e lasciano i vicoli e i portoni delle abitazioni nella sporcizia tra lattine di birra, bottiglie rotte, cartoni di pizza ed escrementi umani ed animali di ogni genere. Vani sono rimasti i precedenti appelli dei residenti rivolti alle autorità competenti affinchè aumentino i controlli specie nelle ore serali e notturne.

Siamo costretti a vietare ai nostri bambini di giocare fuori casa anche di giorno - scrive Caruso - e tutti noi temiamo per la nostra incolumità personale in quanto rischiamo di essere incolpevolmente travolti dai loro scooter o peggio coinvolti nelle loro frequenti risse. Da consigliere comunale sollecito l´amministrazione ad attivarsi rapidamente per l´installazione delle telecamere, per la pulizia delle strade specie la domenica e per un maggior controllo da parte della polizia municipale. Invito infine il Sindaco ad intercedere presso il Prefetto affinchè convochi un tavolo tecnico con le forze dell´ordine per studiare un piano straordinario di intervento per "ripulire" il quartiere e renderlo più vivibile. Ne faccio una priorità politica - conclude Caruso - cui subordino anche il mio appoggio a questa amministrazione senza sconti né ulteriori ritardi e al prossimo consiglio comunale rappresenterò formalmente la mia posizione al Sindaco e lo inviterò nel quartiere per incontrare la gente".

A fare da spalla a Caruso è il consigliere Alessio Ruffino di Modica grande di nuovo, secondo cui è necessaria la videosorveglianza e una presenza più percepibile delle forze dell´ordine. "Ci rivolgiamo pertanto al sindaco affinché possa in maniera straordinaria provvedere ad incontrare il Prefetto e i vertici delle forze dell´ordine affinché insieme ai consiglieri comunali possano trovare coincidenza di intenti sul frenare, fermare e prevenire ogni atto vandalico di disturbo per l´incolumità selle nostre comunità. Speriamo inoltre che il sindaco e l´amministrazione - conclude Ruffino - ascolti le proposte fatte dal sottoscritto e da Caruso senza distinguo tra diverse forze in consiglio comunale, ma percepisca il dato come priorità assoluta di una Modica che non riconosciamo".

Anche il consigliere comunale Tato Cavallino si è appellato al sindaco affinché "Sia avviato un piano di sicurezza urgente finalizzato alla prevenzione e repressione predisponendo servizi di controllo costante con gli agenti di Polizia Municipale , dislocandoli nei punti più nevralgici, teatro in questi giorni di questi gravi fatti, non solo nel centro storico ma anche alla Sorda dove insistono istituti bancari e attività commerciali. Servizi quindi di Polizia Municipale - scrive Cavallino - supportata delle associazioni di volontariato e degli istituti di vigilanza che possono contribuire a scoraggiare i delinquenti e i malintenzionati. Nella consapevolezza che purtroppo gli organici delle forze dell’ordine sono sottodimensionati ed in questo senso il Governo Renzi non sta certamente aiutando le categorie, Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, e di conseguenze i cittadini che si vedono negato il diritto alla sicurezza, è opportuno coinvolgere subito Prefetto e Questore affinchè possano con forza chiedere al Governo Nazionale una maggiore presenza di personale negli organici dei vari corpi.

La presenza di cittadini extracomunitari è altrettanto motivo di preoccupazione - prosegue Cavallino - e non mi si accusi di razzismo perché non si tratta di questo, purtroppo è un dato di fatto: la nostra benevola e ampia accoglienza non è meritata da soggetti che nella maggior percentuale dei reati e trasgressioni sono i protagonisti. La situazione di questi giorni rappresenta uno stato di allarme e preoccupazione reale e tangibile come lo deve essere subito l’azione del sindaco - conclude Cavallino - che ha precise responsabilità di Governo e non deve assolutamente sottacere o dare la colpa agli altri se non si può garantire sicurezza".

I FATTI DI CRONACA CHE ALLARMANO LA COLLETTIVITA´
Un cane meticcio accoltellato e in fin di vita è la vittima incolpevole della seconda rissa in circa 48 ore che si verifica in centro storico a Modica tra tunisini e modicani. Pare che i protagonisti di quest’ultimo episodio violento verificatosi nella tarda serata di sabato siano gli stessi di quello accaduto poco dopo mezzogiorno di giovedì scorso, quando tre tunisini hanno picchiato a sangue un 20enne modicano che li aveva sorpresi mentre tentavano di scassinare una «Fiat 500» parcheggiata in via Albanese. Il giovane era poi stato trasportato con l’ambulanza in ospedale per la rottura del naso, del labbro e di un dente. Come si ricorderà, si era registrata la fuga dei tunisini inseguiti dai modicani in piazza Matteotti tra le gente impaurita, fino all’intervento della polizia. Sabato sera il copione si è ripetuto, mentre la zona era affollata di persone che si stavano godendo la movida. Un gruppo di tunisini da una parte e un gruppo di modicani dall’altra, a quanto pare gli stessi del precedente fatto, come accennato, se le sono date di santa ragione nei pressi del quartiere San Paolo, vicino alla chiesa del Carmine, con tanto di spranghe e coltelli.

Proprio da una coltellata, forse inferta a da uno dei tunisini a mo’ di sfregio, è stato ferito il cane che uno dei modicani stava portando a spasso e che era intervenuto per difendere il suo padrone. Il povero animale sarebbe stato affidato alle cure di un veterinario, ma le sue condizioni sembrano gravi.

E domenica sera, dopo il ferimento del cane a quanto pare di proprietà del 20enne ferito giovedì, una trentina di coetanei modicani, armati di spranghe e bastoni che avevano nascosto in via Pellico, si sono diretti nella casa dove risiedono i tunisini che starebbero generando questa tensione e avrebbero messo a soqquadro l´abitazione, considerato che la persona cercata non si è fatta trovare. Poi hanno incrociato il tunisino per strada e c´è stata una "grandinata" di pietre lanciate per strada tra le due fazioni contrapposte, per fortuna stavolta senza feriti.

Il parapiglia scatenato dalla rissa di sabato sera ha indotto i residenti a chiamare aiuto. Sono intervenuti polizia e carabinieri per delineare i contorni di questo ennesimo episodio violento che non fa altro che rafforzare l’intolleranza razziale già evidenziata dal precedente fatto violento, quando alcuni degli amici del giovane picchiato si era rivolto con tono minaccioso ad uno dei tunisini bloccato dalla polizia, accusandolo di aver reso invivibile l’intero quartiere alle spalle di corso Umberto. I tre tunisini fermati erano stati rilasciati nel tardo pomeriggio per via delle testimonianze discordanti.

Ora quest’altra rissa scoppiata sabato sera, a quanto pare, per qualche parola di troppo tra i due gruppi, la cui tensione già in essere si era acuita dopo il pestaggio del 20enne modicano di giovedì scorso. Almeno mezza dozzina di persone sono state identificate ed interrogate dalle forze dell’ordine.

LA PRIMA AGGRESSIONE DI GIOVEDI A MEZZOGIORNO
Dal presunto tentativo di furto di un’auto sono scaturiti un 20enne modicano in ospedale col naso e il labbro spaccati e un dente rotto, tre giovani tunisini fermati e poi rilasciati dalla polizia e una caccia all’uomo da parte di un gruppo di modicani che avevano visto il loro amico picchiato a sangue sotto i loro occhi. Scene da fiction giovedì mattina in piazza Matteotti, in corso Umberto I, il salotto buono della città nel cuore del centro storico.Tutto si è svolto in pochi attimi tra gli sbalorditi e intimoriti passanti, intorno a mezzogiorno, quando un terzetto di giovanissimi stranieri ha cominciato ad armeggiare su una «Fiat 500» parcheggiata in via Albanese, discutendo poi col modicano 20enne che aveva intuito il tentativo di furto.

I tunisini avrebbero quindi afferrato per il collo il ragazzo, sbattendogli la faccia contro l’utilitaria e scagliandogli poi una pietra che ha prima colpito l’auto, frantumando il finestrino lato guida, carambolando poi sul volto del modicano. Gli amici del giovane hanno rincorso a piedi il gruppetto di aggressori che è fuggito a gambe levate lungo corso Umberto I, strattonando alcuni passanti e creando panico. Poi l’arrivo di una pattuglia di polizia che si trovava nei pressi per il normale giro di perlustrazione. I poliziotti hanno bloccato due fuggitivi in piazza Matteotti, rintracciando e fermando il terzo circa 20 minuti dopo. Il pestaggio del 20enne è stato violento, come testimoniato dalle vistose macchie di sangue sul marciapiede, ma i tre tunisini sono stati rilasciati nel tardo pomeriggio e se la sono cavata solo con una denuncia per lesioni personali aggravate in concorso per via delle testimonianze discordanti in base alle quali non è stato possibile confutare il tentativo di scasso dell’auto.

Sono stati comunque momenti di tensione poi sfociati in una pericolosa intolleranza razziale da parte degli amici del ragazzo picchiato, i quali hanno rivolto frasi minacciose agli stranieri rei, a loro dire, di rendere invivibile il quartiere San Paolo. Circa una settimana fa, difatti, lo stesso gruppetto avrebbe schiaffeggiato una ragazza e distrutto la vetrina di un bar. Il 20enne modicano è stato invece trasportato in ambulanza al «Maggiore» e poi dimesso con 25 giorni di prognosi.


BLABLABLA...
15/09/2014 | 19.56.01
Gianni

Da qua a che le telecamere siano attive passeranno tanti episodi delinquenziali; e poi, tali individui sapranno dove agire al di fuori dagli occhi delle telecamere. Applicate la normativa dell´espulsione per gli individui pericolosi e indesiderati...le leggi esistono, APPLICATELE!!!!!