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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 1326
MODICA - 13/09/2014
Attualità - Lucia Cannata aveva inviato una missiva su Facebook e alle testate online

Il sindaco risponde alla modicana

Il primo cittadino esorta la residente ad incontrarsi al comune Foto Corrierediragusa.it

Ha ricevuto la risposta del sindaco Ignazio Abbate la signora Lucia Cannata, autrice di una accorata lettera aperta indirizzata al primo cittadino tramite Facebook e le testate online. Noi l´avevamo sentita al telefono, la signora Cannata, e ci aveva confermato rigo per rigo il contenuto della sua toccante lettera, fotografia impietosa e vera di una società sempre più in difficoltà a causa della crisi. «Il sindaco non mi ha finora degnato di una risposta – aveva al telefono la signora – ma io quella risposta la pretendo. Non chiedo favori o elemosine, vivo con 150 euro al mese e me li faccio bastare. Pretendo però chiarezza da chi dovrebbe pensare a risollevare le sorti della città e con il quale invece – conclude mestamente la signora Lucia – non è nemmeno possibile fissare un appuntamento per parlare a quattrocchi».

Adesso il sindaco ha risposto alla signora con un comunicato inviato alla nostra redazione e che pubblichiamo in maniera integrale assieme alla lettera aperta della signora Lucia, con l´auspicio che primo cittadino e residente possano incontrarsi quanto prima.

Il comunicato del sindaco di Modica
Preg.ma Sig.ra Lucia,
La presente, in riscontro alla Sua lettera intercettata attraverso i canali online, per rappresentarle che da verifiche effettuate, non risulta alcuna interlocuzione con il mio ufficio di segreteria cui la S.S. avrebbe potuto rivolgersi. Tra l´altro il sottoscritto è sempre stato a disposizione a qualunche ora del giorno per interloquire con i propri concittadini, che hanno la necessità di esporre le proprie problematiche. Le rappresento inoltre che sono stato e lo sarò sempre, fino alla fine del mio mandato, a disposizione di chiunque ha la necessità di incontrarmi. Infatti, ho voluto dedicare tutti i giorni della settimana ad eccezione del martedì, giorno che ho destinato ai problemi interni e ai funzionari comunali, al ricevimento dei cittadini. Leggendo attentamente la sua missiva, non posso che manifestarle la mia disponibilità e vicinanza e allo stesso tempo invitarla presso il mio ufficio di Gabinetto, per cercare di capire le sue esigenze e allo stesso tempo trovare delle possibili soluzioni, perché come lei certamente saprà, a Modica vivono numerose famiglie con grandi difficoltà. Per quanto mi riguarda, le confermo la mia disponibilità, quando lo desidera, può venirmi a trovare, rassicurandola allo stesso tempo, che non ho mai negato a nessuno di potermi parlare, perché, credo fermamente che un buon amministratore debba essere come un buon padre di famiglia, sapere innanzitutto, ascoltare. E questo le assicuro è stato il mio primo obiettivo, aprire le porte del Comune a tutti.
Carissima Lucia, io come lei amo il mio Paese, la mia Città, lotto giorno dopo giorno, sacrificando ogni attimo della mia vita, questo perché sono orgoglioso della mia terra e desidero che questa Città possa offrire sempre di più soprattutto a chi come lei ha serie difficoltà ad andare avanti per sopravvivere, qui non conta il potere, non conta la gerarchia, quello che conta e il bene comune, se sto bene io, devono stare bene pure gli altri. Se ho deciso di cavalcare quest’onda, sacrificando tutto e tutti, non l´ho fatto per interessi personali ma perché amo la mia Città e lotto, per dare sempre di più ai miei cari concittadini.
Nel rinnovarle la mia vicinanza e disponibilità, l’aspetto quanto prima nel mio ufficio.
Cordialmente
Ignazio Abbate


La lettera aperta della signora Lucia Cannata
Egregio Signor sindaco,
Visto che non ho potuto contattarla ne di presenza ne richiedendole l’amicizia su Facebook, e mi creda, ho provato in tutti i modi a prendere un appuntamento con lei, ho deciso di scriverle una lettera aperta, per mezzo del mondo virtuale e delle testate online, con la speranza che arrivi fino a lei. Con queste parole, le descriverò la mia situazione e i problemi che assillano ogni giorno me e altre migliaia di modicani. Signor sindaco, io sono stanca oramai di questa situazione che mi sta uccidendo, sono stanca di non poter dormire la notte pensando a tutte le bollette che devo pagare, al pensiero di non sapere come comprarmi il pane. Sono stanca di non poter socializzare con le persone solo perché le mie condizioni economiche non mi permettono di andare a mangiare una pizza di tanto in tanto con gli amici o di fare una passeggiata al mare perché il mio mezzo di trasporto non ha la revisione in regola e l’assicurazione scaduta. Sono stanca di non poter dare ai miei figli un solo euro per un gelato e di stare chiusa in casa, come se fosse la mia prigione. Sono stanca di andare a lavorare di tanto in tanto per 4 o 5 euro l’ora o di andare a sbrigare le pratiche negli uffici del comune e sentirmi dire che l’impiegata è in malattia e poi la vedi in giro a passeggiare, o di andare a fare le domande di riduzione sulla bollette in data precisa di scadenza, e poi arrivo là e mi sento dire che il sindaco ha cambiato gli ordini sulle scadenze ed è ormai troppo tardi per procedere. Sono stanca di vedere le ingiustizie a Modica, stanca di vedere che i nostri soldi sono sprecati per le illuminazioni delle ricorrenze festive, o di vedere che il suo stipendio equivale a quello di 4 o 5 famiglie messe insieme e di vedere che non si fa niente per diminuire gli stipendi dei sindaci in modo da sfamare altre famiglie. Sono stanca di non avere risposte alle mie domande da parte di chi amministra e governa o di sentirmi dire «Si rivolga a chi di competenza, io non posso farci niente, non è compito mio». Come posso spiegare ai miei figli che non si respira più e che non avranno mai un futuro in questa falda di terra. Si ricordi, signor sindaco, che esiste una gerarchia in qualunque popolazione, e chi amministra e governa un paese sta al di sopra dei semplici cittadini e lei, come sindaco , amministratore e portavoce di Modica, deve agire e amministrare come farebbe un buon padre di famiglia. Non è il potere o a fare di lei un uomo, ma l’umiltà di lottare per dare una dignità ai suoi elettori e anche a quanti non l’hanno votata. Mi creda, non ho paura di morire, ma la mia più grande paura è quella vivere in queste condizioni mentre a palazzo San Domenico si pensa ad inaugurazioni, feste, sagre e altre amenità.
Distinti saluti da una cittadina che ama il suo paese ma non è fiera di essere modicana.
Lucia Cannata
P.s. Dimenticavo: non si aspetti da me entrate economiche perché non posso più pagare le bollette... non ho più niente da perdere.