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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 861
MODICA - 02/09/2014
Attualità - L’ultima speranza era riposta nel decreto "Sblocca Italia"

Per il palazzo degli studi a Modica appello al presidente

Studenti e docenti hanno così preso ancora una volta la penna e scritto una lettera al Presidente della Repubblica dopo essersi prima rivolti al Presidente del Consiglio e poi al Papa Foto Corrierediragusa.it

La speranza era riposta nel decreto "Sblocca Italia" per la parte riguardante il progetto "Scuole sicure". Nessun finanziamento è arrivato tuttavia per il recupero dello storico palazzo degli studi (foto) di corso Umberto I. Studenti e docenti hanno così preso ancora una volta la penna e scritto una lettera al Presidente della Repubblica dopo essersi prima rivolti al Presidente del Consiglio e poi al Papa. Tutti gli appelli sono caduti nel nulla e l´unico intervento concreto è stata la pulizia straordinaria dell´ultimo piano del palazzo per motivi di igiene e salute pubblica. La ristrutturazione dell´immobile, ormai in condizioni precarie e a rischio chiusura, diventa così sempre più lontana e difficile anche perchè servono almeno sette milioni di euro per rendere l´immobile sicuro e funzionale alle esigenze di un istituto scolastico. Scrivono Cristian Piccito in rappresentanza degli studenti e Giorgio Stracquadanio per i docenti: "Il complesso, che si divide su tre piani, è fruibile solo in parte dato che il terzo piano, ormai da anni, è inagibile e viene lasciato all´erosione del tempo.

Da poco tempo, dopo una estenuante lotta e una raccolta firme che ha coinvolto l´intera cittadinanza di Modica, siamo riusciti ad ottenere la pulizia del terzo piano, che ormai versava in condizioni pietose essendo divenuto l´habitat di tutti i piccioni di Modica. Inoltre nei locali del terzo piano dovrebbe essere allocato il Liceo Artistico, altro indirizzo della nostra istituzione scolastica, ma da più di dieci anni la Provincia, per permettere lo svolgimento delle lezioni, paga ad un privato un affitto annuo pari a 350mila euro. Noi, con il supporto della cittadinanza, chiediamo il recupero e la ristrutturazione totale dell´edificio.

Da oltre un anno, interloquendo con i vari rappresentanti delle Istituzioni locali e nazionali, le nostre richieste sono state puntualmente disattese e non prese in considerazione dai nostri rappresentanti". Giorgio Napolitano rappresenta così l´ultima speranza in una vicenda trentennale che si è trascinata tra speranze e illusioni.