Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:00 - Lettori online 1394
MODICA - 11/08/2014
Attualità - Chi pagherà se dovesse verificarsi un incidente stradale?

Modica: passeggiata in strada, sui marciapiedi non si può

Il far west è ormai di casa in corso Umberto I Foto Corrierediragusa.it

Pedoni con in testa famiglie intere con bimbi e passeggini al seguito costretti a scendere dai marciapiedi e a proseguire il passeggio praticamente in strada dove sfrecciano le auto a causa dei tavoli e delle sedie dei locali che occupano il suolo pubblico in maniera selvaggia (foto). E’ l’incredibile e vergognosa scena di inciviltà che si presenta ogni giorno, specie la sera, in corso Umberto Primo, ex salotto buono del centro storico di Modica. Tutto questo accade senza che nessuno muova un dito a palazzo San Domenico, come se la legge non esistesse in città e tutti si sentono nelle condizioni di agire come meglio credono. Tanto nessuno verrà a sanzionarli. E così a farne le spese sono pedoni e residenti, infastiditi da quello che si configura come un autentico sopruso. Ma di chi è la responsabilità? Chi ha autorizzato i commercianti ad agire i dispregio delle regole? Ormai da tempo a Modica è autentico far-west e sindaco e giunta latitano nelle risposte che la gente richiede a gran voce.

E tutto questo accade mentre parecchi commercianti non pagano nemmeno il suolo pubblico che occupano in maniera abusiva. Fatti intollerabili che vanno denunciati. Di chi sarà la responsabilità se un pedone dovesse essere investito da un veicolo perché costretto a passeggiare sulla carreggiata a causa dei marciapiedi invasi da tavoli e sedie? Ci auguriamo che questa circostanza non abbia mai a verificarsi, ma prima di noi se lo deve augurare ci sta incredibilmente continuando a chiudere non uno, ma tutti e due gli occhi dinanzi a questa stucchevole situazione. Qualche commerciante sussurra pure del presunto utilizzo, da parte degli uffici comunali competenti, del classico quanto biasimevole metodo dei due pesi e delle due misure per la deroga per le licenze commerciali a quei locali senza somministrazione di cibi o bevande ma solo autorizzati al cibo d’asporto.

E pensare che c’è ancora chi ha la faccia (di bronzo) di proclamare il rispetto delle regole. Ma chi le rispetta? Quasi nessuno. E chi non le fa rispettare? Noi una mezza idea ce l’abbiamo, assieme alle centinaia di modicani arrabbiati e molti dei quali si sono rivolti alla nostra redazione per denunciare fatti che sono sotto gli occhi di tutti e restano comunque impuniti. Anzi, il far west continua a proliferare in particolare nel tratto di corso Umberto compreso tra la chiesa di San Pietro e piazza Monumento. Gli «ultimi arrivati» sono i tavoli e le sedie al servizio di una pizzeria di nuova apertura nei bassi di un antico palazzo che ospita un hotel. Non essendoci sufficientemente spazio nel tratto antistante l´ingresso del locale, tavoli e sedie ora occupano il suolo pubblico persino davanti ai bassi del palazzo della Cultura, in un recinto di piante ornamentali. Anche in questo caso, insomma, sembrano tutt´altro che rispettate le previsioni delle ultime linee guida sull´installazione di "strutture leggere" in centro storico, che, pur essendo molto permissive, prescrivono testualmente che le opere siano da "collocare nell´area immediatamente antistante il prospetto del locale di proprietà e non oltre la sua lunghezza". Inoltre tavoli e sedie, rigorosamente di plastica, anche nelle ore diurne, quando la pizzeria è chiusa, vengono lasciati accatastati di fianco al marciapiede.

Insomma, il mega dehor al servizio di tre diversi esercizi sorto dall´altra parte della strada ormai più di un mese e mezzo fa, che ha fatto da "apripista" a questa vera e propria "invasione" del suolo pubblico, pur avendo suscitato clamore per le sue dimensioni (che hanno sottratto più di dieci parcheggi a pagamento, "recuperati" dal Comune in via Marchesa Tedesca, laddove prima gli stalli erano tutti bianchi), si presenta quantomeno il più adeguato a stare in un centro storico, sia per lo stile, sia perché sin da subito è stato realizzato in modo da lasciare libera una passerella per i pedoni. Poco dopo è sorto, di fronte a Palazzo Grimaldi, il dehors recintato con i blocchetti di pietra e anche un altro, poco più avanti rispetto alla chiesa di San Pietro, nel quale per diverse settimane non è stata nemmeno lasciata la passerella pedonale, obbligatoria per legge. Ma a Modica ormai il rispetto delle regole è poco più che un optional.