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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 745
MODICA - 30/07/2014
Attualità - Grazie al campo dei volontari di Legambiente e la collaborazione dell’Università di Catania

Scoperte archeologiche nel parco di Cava Ispica

Tutte databili al periodo ellenistico. Si è lavorato su un’area lunga 74 metri che già in passato aveva fornito spunti interessanti Foto Corrierediragusa.it

Una tomba, una scodella, otto unguentori, una moneta tutte databili al 1° secolo avanti Cristo , periodo ellenistico, sono il frutto di una ricerca archeologica portata avanti in queste settimane a Pernamazzone all´interno del Parco archeologico di Cava Ispica. Le attività di scavo, promosse dalla soprintendenza di Ragusa in collaborazione con l’Università di Catania, il comune di Modica e il circolo «Il Melograno» di Legambiente di Modica, sono state illustrate al Palacultura nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte l’assessore al centro storico, Giorgio Belluardo, la soprintendente, Rosalba Panvini, l’archeologa, Annamaria Sammito, (nella foto: da sin con il gruppo dei volontari) e il presidente del circolo «Il Melograno» di Legambiente di Modica, Giorgio Cavallo.

«Per i ragazzi di Legambiente, - dice Giorgio Cavallo, - si è trattato di un’esperienza unica. I volontari hanno lavorato gomito a gomito con gli archeologi dell’Università di Catania. Abbiamo esaudito un desiderio atteso da tempo». Le scoperte sono state fatte le corso del campo internazionale di Legambiente, circa tredici persone che hanno lavorato dal 30 giugno al 12 luglio.

«E’ un area lunga 74 metri - precisa l´archeologa Annamaria Sammito - che già nel passato aveva dato segnali interessanti in fatto di scoperte archeologiche in riferimento a tracce di frequentazione di età greco ellenistica. Un’area che va ancora attenzionata per quello che potrà ancora offrire».

«Siamo partiti quasi alla cieca - ammette la sovrintendente Rosalba Panvini - ma il sito si è dimostrato assai interessante per la ricerca. Grazie ai miei studenti dell’Università di Catania, fortemente collaborati dai volontari di Legambiente, siamo riusciti a conseguire un risultato importante; per tale ragione il prossimo anno ho intenzione di organizzare un campo di ricerca per gli studenti del nostro ateneo ma in modo più articolato nel senso che i volontari saranno sostenuti da manodopera specializzata negli scavi. Posso solo affermare alla luce delle scoperte fatte che Modica aveva un ruolo primario nella Sicilia del periodo ellenistico».