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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:47 - Lettori online 982
MODICA - 03/07/2014
Attualità - Il comune negherebbe le autorizzazioni agli esercenti onesti. La riposta del sindaco

Abusivismo centro storico Modica: denuncia in procura

Angelo Amore del bar "Ciokafè" dichiara: "Mi impediscono di lavorare e non mi forniscono motivazioni"
Foto CorrierediRagusa.it

«Far west» suolo pubblico in centro storico: una illegalità diffusa che sfocia in una denuncia alla procura da parte di un esercente che si sente danneggiato da una amministrazione comunale a suo dire «indulgente» e dagli abusivi che non pagano le tasse, mettendo in moto l’insidioso meccanismo della concorrenza sleale. Angelo Amore, titolare del bar «Ciokafè» di corso Umberto I (foto), è sicuro di ciò che dice: «Ci sono colleghi che non pagano il suolo pubblico da anni e se la cavano con un verbale di 149 euro senza la revoca della licenza prevista per legge in caso di recidiva. Ci sono esercenti che hanno ottenuto inspiegabilmente autorizzazioni per realizzare dehors (le pedane di legno con tavoli e sedie, n.d.r.) a tempo di record, mentre a me negano l’installazione di gazebo, nonostante sia provvisto di tutti i requisiti necessari, compreso il parere favorevole della soprintendenza».

Alla luce di ciò Amore ha inteso denunciare i fatti alla procura tramite il suo avvocato di fiducia. «Mi impediscono di lavorare e non mi forniscono motivazioni adeguate. Quando mi sono recato negli uffici mi hanno detto che il parere della soprintendenza era indispensabile per ottenere le autorizzazioni. Ora che ce l’ho non basta più nemmeno quello. Che devo fare? Sono in regola con i pagamenti del suolo pubblico e non ottengo quanto richiesto. L’esatto opposto accade invece a beneficio di chi non ha mai sborsato un euro all’amministrazione, pur disseminando di tavoli e sedie la porzione di suolo dinanzi ai rispettivi locali, rendendo talvolta impossibile pure il passaggio ai pedoni o ai residenti per accedere alle loro abitazioni».

Parole pesanti come macigni di cui Amore si assume ogni responsabilità: «So di cosa sto parlando e saranno le carte a suffragare le mie affermazioni – dice – dal momento che con il mio legale abbiamo pure fatto richiesta delle visure agli uffici competenti per accertare nero su bianco chi è abusivo e chi, come me, paga regolarmente 4mila euro annui di suolo pubblico e pur tuttavia si vede limitato nel proprio lavoro, con gravi ripercussioni sul già risicato volume d’affari».

Ma perché ad Amore il comune non concede l’autorizzazione all’installazione dei gazebo acquistati con la non indifferente spesa di 7mila 500 euro, previo ottenimento del parere favorevole della soprintendenza? A rispondere è il sindaco Ignazio Abbate, il quale precisa che «L’autorizzazione all’installazione dei gazebo potrebbe essere rilasciata all’esercente se dovesse essere presentata con la formula di «occupazione temporanea di suolo pubblico» fino al 30 settembre, a condizione quindi di smantellare tutto entro ottobre. Un percorso obbligato – prosegue il primo cittadino – per non creare un precedente che indurrebbe tutti gli altri esercenti ad avanzare simili richieste che il comune dovrebbe poi per forza concedere e che porterebbero ad una «copertura» pressoché totale del centro storico.

Una situazione paradossale che va contro le linee guida del piano commerciale e di regolamentazione del centro storico inserito nella più ampia documentazione del prg, in vista dell’approvazione definitiva entro la fine dell’anno. Ho fiducia cieca – dice il sindaco – nel dirigente di settore, l’architetto Salvatore Monaco, e nel funzionario Sergio Cannizzaro. Non intendo quindi interferire nelle loro decisioni, anche se vanno contro i pareri della soprintendenza, se ciò serve a tutelare la bellezza del centro storico».

E cosa risponde il sindaco rispetto al problema degli abusivi che non pagano solo il suolo pubblico, ma anche le tende e le insegne? «Poniamo in essere decine di controlli al mese ed altrettanti sono i verbali elevati – dice il primo cittadino – per contrastare come meglio si può l’abusivismo. Non ci possiamo di certo presentare pistole in pugno, ma per gli esercenti recidivi abbiamo già segnalato i casi alla procura, proprio come sta ritenendo giusto fare l’esercente Amore, che si sente leso nei propri affari».

Ma se le cose stanno esattamente come sostiene il sindaco, allora perché la procura non si muove? A chi spetta revocare la licenza, al comune o alla procura? Perché questo far west confermato da tutti e di cui tutti conoscono l’esistenza continua a proliferare? Perché devono continuare ad esistere esercenti onesti ed altri abbastanza «furbetti», magari pure favoriti da non si capisce bene chi, tanto per essere eufemistici?

Tutte domande sacrosante alle quali lo stesso Amore tenterà di trovare risposte, cominciando con la denuncia dei fatti a quella stessa procura che non si è finora mossa, nonostante le segnalazioni che sarebbero già state presentate in riferimento a varie casistiche, come confermatoci al telefono dallo stesso sindaco Abbate. Certo è che se tutti gli abusivi cominciassero a pagare quanto dovuto all’ente, una boccata d’ossigeno riempirebbe le asfittiche casse comunali che si tenta comunque di colmare con le tasse (dovute, per carità) a carico dei contribuenti.

Ma qualcuno non aveva sbandierato ai quattro venti quel bel motto del «Pagare tutti per pagare meno»? Solo le parole, però, non servono di certo ai contribuenti onesti (e sono ancora tanti, per fortuna), che, nonostante tutto, continuano a mettere mano al portafogli.