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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 936
MODICA - 27/06/2014
Attualità - Vito D’Antona parla di fallimento della politica finanziaria del sindaco Abbate

Ritardo approvazione Piano riequilibrio, incarico a Barone

Il professionista dovrà tirare l’amministrazione fuori dalle secche in cui si trova Foto Corrierediragusa.it

Il si al Piano di riequilibrio finanziario non arriva ed il sindaco si affida ad un consulente esterno. Antonio Barone (nella foto), avvocato, cassazionista, docente universitario a Bari, è il professionista al quale Ignazio Abbate ha affidato il compito di tirare l´amministrazione fuori dalle secche perchè, come si legge nella delibera di affidamento dell´incarico " La Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali e il Ministero dell´interno hanno già sottoposto all´ente l´esigenza di acquisire ulteriore documentazione amministrativa inerente la rimodulazione del piano, oltre alla documentazione concernente i provvedimenti dell´ente in materia di gestione del personale". Dopo due aggiornamenti del Piano con relative modifiche non basta ancora alla Commissione ministeriale la documentazione prodotta ed ecco la scelta di affidarsi ad un esperto esterno.

La decisione dal punto di vista politico è oggetto di critiche da parte di Vito Dì´Antona (Sel) che vede in questa opzione del sindaco "il fallimento politico". Dice D´Antona: "Dopo un anno di annunci e di proclami sul superamento della crisi finanziaria e sul ritorno alla normalità del Comune, il Sindaco si accorge solo ora che occorrono impegno e competenza per seguire il problema principale che il Comune ormai da anni ha di fronte ed affida all’esterno quello che comunemente è un compito proprio dell’Amministrazione Comunale e dei suoi uffici, cioè interloquire con il Ministero e con la Corte dei Conti". Per D´Antona emergono in modo chiaro improvvisazione e superficialità ed è la chiara dimostrazione che "l’Amministrazione Comunale si dimostra impreparata a risolvere la questione finanziaria, dal Piano di Riequilibrio all’impostazione dei bilanci, caratterizzati, in modo allarmante, da una sopravvalutazione di entrate per tributi di anni pregressi ma non riscossi, da una espansione della spesa e dal ricorso eccesivo all’anticipazione di cassa, tutti elementi giudicati negativamente in tante occasioni dalla Corte dei Conti.