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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 964
MODICA - 10/06/2014
Attualità - L’opinione dell’avvocato del Foro di Modica sull’argomento caldo che fa discutere

Iacono: "Ragusa per Libero consorzio"

Troppo caos sulla creazione del libero consorzio denominato Val di Noto con capofila Modica, con conseguente distacco dalla «vecchia provincia di Ragusa» Foto Corrierediragusa.it

Assisto davvero allibito al dibattito ed alla disputa in corso a Modica sulla questione del libero consorzio. Interminabili sedute consiliari, prese di posizioni dei vari gruppi, mozioni di maggioranza e di opposizione, mozioni terza via, mozioni rimodulate e di mediazione, mozioni con piano A piano B. Sullo sfondo la creazione di un libero consorzio denominato Val di Noto con capofila Modica, con conseguente distacco dalla «vecchia provincia di Ragusa».
Assisto con «apprensione» alle esternazioni sulla questione del Sindaco di Modica (un po´ di umiltà e tanta meno arroganza non farebbe male). La proposta sarebbe quella di istituire un libero consorzio tra i quattro comuni orientale della attuale provincia di Ragusa (Modica, Scicli, Pozzallo e Ispica) allargato ai comuni meridionali della attuale provincia di Siracusa (Noto, Rosolini, Pachino e Porto Palo di Capo Passero) ed i comuni dell´area iblea della stessa provincia ( Palazzolo, Cassaro, Ferla etc). Sovviene innanzitutto una prima domanda (se la dovrebbero fare i protagonisti della disputa in corso, Sindaco in testa, innanzitutto). Ma i sopra citati comuni, partners necessari ed indispensabili del Consorzio, sono interessati alla proposta? Se si discutiamone, se no è solo stucchevole ed autoreferenziale disputa, priva di alcun senso e logica. Invero nessuno tra i supporters del Val di Noto si è posto la domanda o ha fatto si che attraverso passaggi formali venissero sentite le rappresentanze istituzionali dei Comuni futuri partners. E ciò non a caso. Tutti sanno, e chi lo nega è in malafede, che la risposta degli altri comuni non è affermativa. In particolare i tre comuni individuati come partners dell´attuale provincia di Ragusa (Scicli, Pozzallo e Ispica) non solo non hanno alcun interesse a partecipare a questo illusorio e velleitario progetto, ma addirittura non hanno alcun interesse e motivo di tirarsi fuori dal contesto istituzionale, economico, infrastrutturale e sociale dell´area dell´attuale provincia di Ragusa. E ciò è stato detto in diverse occasioni, da tutti e con chiarezza non solo dai rappresentanti istituzionali dei comuni in questione, ma anche da quanti della società civile hanno avuto modo di esprimersi in propostito. La discussione a Modica arriva al paradosso quando, constatata la indisponibilità degli altri Comuni, addirittura si cercano come interlocutori le minoranze consiliari dei comuni interessati. Queste cose sono state dette e scritte dal Sindaco di Modica e dai suoi consoci di questa velleitaria avventura. Non lascio in proposito alcun commento: si commentano da se.
Ma a rendere ancora più stravagante la disputa sono alcuni interventi di «uomini di cultura» accreditati addirittura come storici.

E questi interventi sono davvero al limite della comicità (in effetti è tutta una situazione comica per la piega che ha preso la disputa). In sostanza verrebbero immaginate ipotesi di sviluppo che avrebbero come primo risultato di tagliare in due le tre principali economie della zona: l´agricoltura della fascia trasformata e la sua rete di mercati, la zootecnia e la produzione olearia (quest´ultima di altissima qualità) dell´altopiano, il turismo (ovvero il complesso mare – barocco – Montalbano). Ed in questa magnifica idea (al limite della demenzialità) persino perderebbero unità funzionale e comprensoriale le principali infrastrutture di mobilità (aeroporto di Comiso, porto di Pozzallo. viabilità in fieri).

Bene, rispetto ad una classe dirigente inetta e incapace di guardare al futuro (ma anche al presente) prigioniera di velleitarie quanto stravaganti idee, animata solo da uno spirito di rivincita dopo il torto subito da Ragusa ottanta e passa anni fa e da calcolucci meramente elettorali e di consenso, che pur di tenere in piedi un castello illusorio nega la stessa esistenza della luce del sole (a partire dalla naturale constatazione che se voglio farmi «zitu» quantomeno la mia futura «zita» dovrebbe saperlo e forse anche essere d´accordo..), il compito della società civile è quello di dire a chiare lettere come stanno le cose ed impedire il trascinarsi di una disputa che serve solo a fare perdere tempo al territorio (non dico di ostacolare il progetto, perchè si ostacola da se, tanto è illusorio e velleitario ..e meno male).

Al Sindaco di Modica e a chi lo sta sostenendo in questa comica avventura (politici in carica ed ex, storici etc) vorrei dire che, come meno arroganza e più ragionevolezza, alle richieste di confronto fatte dal Sindaco di Ragusa non si risponde dicendo che il ragusano ha avuto paura perchè ha capito che da queste parti facciamo sul serio (sapendo che di serio non c´è nulla) ma sollecitando un momento collettivo di confronto con tutti i Comuni dell´area iblea.

Una classe dirigente seria (o quantomeno meno comica) che vuole affrontare con tutta la necessaria attenzione il tema del libero consorzio a questo punto dovrebbe rinsaldare le file tra tutti i comuni della attuale provincia di Ragusa e creare le condizioni per una promozione del Consorzio per allargarlo ai comuni viciniori dell´area meridionale della provincia di Siracusa, della zona iblea siracusana e catanese (comprendendo anche Vizzini, Licodia Eubea) ma anche del calatino come Mazzarrone e Grammichele ed alla stessa Caltagirone.

Promozione del Consorzio dico non «espansione» autoritativa. Promozione significa andare a parlare con i Sindaci e i Consigli Comunali, con la società civile di quei comuni individuati come possibili partners, cercando di allestire una proposta funzionale e di qualità, credibile sotto il profilo socio economico e frutto di serie riflessioni, aperta al contributo di tutti gli interlocutori.

Di questo dovrebbe occuparsi una classe dirigente seria, non di una nano dimensione localistica che fa solo perdere tempo al territorio ed alle nostre comunità. Dovrebbe una classe dirigente seria mettersi attorno ad un tavolo e organizzare gruppi di promozione e di studio, tra pari e senza mire egemoniche o di primazia. Segnali positivi in questa direzione vengono da Ragusa e da un po tutti i Comuni iblei, assolutamente dissonante (direi inutilmente dissonante) rimane il Sindaco di Modica e la compagine (o allegra brigata) che lo sta sostenendo. Suvvia Sindaco, porta i piedi a terra e, se vuoi fare un servizio alla tua città ed al territorio, lascia perdere i velleitarismi e rilancia il confronto a partire dall´attuale territorio della provincia di Ragusa.

*Avvocato del Foro di Modica


FINALMENTE!!!
15/06/2014 | 19.29.47
Tano

caro avvocato Iacono sono felicissimo di leggere una persona ke la pensa esattamente come me, lo dico e ripeto da tempo, ormai mi sono anche stancato di commentare fatti e fattucci di politicanti e pseudo storici (pseudo xkè i veri storici devono raccontare la storia dall´inizio alla fine e non solo i capitoli ke convengono a lui)


concordo pienamente
10/06/2014 | 17.58.59
orazio

Egregio Avv. Iacono concordo pienamente con lei, smettiamola con i personalismi, su un tema così importante per lo sviluppo del nostro territorio.