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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:00 - Lettori online 1483
MODICA - 04/06/2014
Attualità - Lascia tanta amarezza e troppa rabbia la morte di una innocente

Ultimo saluto a Rita dagli occhi neri

I genitori Carmelo ed Ausilia avevano cominciato la loro battaglia nelle aule del tribunale già un anno fa
Foto CorrierediRagusa.it

Celebrati nella chiesa del Sacro Cuore i funerali della piccola Rita,la bambina modicana di due anni e 8 mesi affetta da una rara malattia degenerativa che solo il metodo stamina sembrava poter contrastare. Ma anche per lei le cure erano state sospese dopo il blocco dell’Aifa. Distrutti dal dolore i genitori, che porteranno avanti la battaglia in nome della figlioletta. «I tuoi profondi occhioni neri adesso brilleranno intensi più che mai da lassù». Si susseguono in queste ore di tristezza i messaggi nella pagina «Gli occhioni di Rita» su Facebook, dove centinaia di utenti ricordano la bimba. «Tenera dolce Rita, vola come una farfalla libera nel cielo, e fa che i tuoi splendidi occhi restino a tener sveglio ogni notte chi ha deciso per te». Oppure «Che adesso tu possa continuare il tuo cammino in un posto più pulito e senza interessi... ciao, piccola, continua a vegliare su chi ti ha voluto bene,e illumina la mente di chi non ha voluto far nulla». E poi ancora «Occhi gonfi di dolore ma anche pieni di amore, se qualcuno c´è veramente lassù, le faccia vivere una vita serena». Ma le parole più cariche di composto e dignitoso dolore sono quelle che ci ha detto al telefono papà Carmelo, a caldo, a distanza di poche ore dall’incolmabile perdita: «Ci sarà tempo e luogo per portare avanti una battaglia, che, assieme a mia moglie, non intendo mollare, affinché altri non sperimentino la nostra tragedia, per fare in qualche modo giustizia in memoria di Rita. Glielo dobbiamo, alla nostra piccola, per i tantissimi, indimenticabili momenti di felicità che ci ha regalato nonostante tutto in questa sua troppo beve permanenza su questo mondo terreno».

Troppo straziata invece mamma Ausilia per rilasciare dichiarazioni: con Rita se n’è andata un pezzo di lei. Qualche giorno fa, mentre assisteva la figlioletta sempre più grave a casa, la coraggiosa madre aveva puntato il dito contro quei medici degli «Spedali Civili di Brescia» che avevano presentato ricorso all’obiezione di coscienza sul metodo «Stamina». «L’azione di questi signori – aveva detto in lacrime – li porterà a lavarsi la coscienza pur avendo condannato a morte nostra figlia»? Unita nel profondo dolore dei coniugi Lorefice anche la famiglia Terranova, con i primis Anna Carta, mamma del 24enne modicano Mauro, pure lui bisognoso delle staminali in quanto affetto da atassia spino cerebellare. L’insegnate modicana qualche mese fa tentò addirittura il suicidio, scavalcando la recinzione del ponte «Guerrieri» per sensibilizzare le istituzioni sulla sorte del figlio. «Se il mio Mauro deve essere condannato a morte dallo Stato – urlò in quei drammatici momenti – allora io lo voglio precedere». La donna, che fu salvata in extremis dai vigili del fuoco, può dunque capire, forse più di chiunque altro, il dolore lacerante di Carmelo e Ausilia.

LA TRAGEDIA ANNUNCIATA
E´ morta all´alba di martedì la piccola Rita, la bambina di Modica di due anni e otto mesi, affetta dal morbo di Niemann Pick, la malattia degenerativa che non lascia scampo per il quale era stata in cura a Brescia con il metodo Stamina. La piccola Rita stava malissimo da qualche settimana ed aveva ricorrenti crisi epilettiche; la sua debilitazione fisica l´ha portata lentamente alla morte. La piccola aveva bisogno di ossigeno indotto artificialmente per respirare e di un sondino nasograstrico per alimentarsi. Il Tribunale di Ragusa solo una settimana fa aveva ordinato agli Spedali Riuniti di Brescia di effettuare "una infusione d´urgenza entro cinque giorni" di cellule staminali, ma nessun medico si ero detto disponibile a eseguire il trattamento.

Qualche settimana fa si era verificata una pericolosa ricaduta, con il ricovero d’urgenza della piccola al «Maggiore» di Modica, e prima ancora a Ragusa e Catania per il repentino aggravamento delle sue condizioni di salute. I genitori Carmelo ed Ausilia avevano cominciato la loro battaglia nelle aule del tribunale già un anno fa e proprio la scorsa settimana il giudice del Tribunale di Ragusa, sezione lavoro, aveva emesso un dispositivo con il quale obbligava gli «Spedali Civili di Brescia» ad individuare un medico per somministrare le cure necessarie col metodo «Stamina» alla bimba modicana, dopo la sospensione del trattamento per via della ben nota e controversa vicenda del metodo ideato da Davide Vannoni. La sentenza, al di là delle valutazioni di merito, si basava sul riconoscimento del fatto che il metodo era l´unica possibilità per salvare la vita alla piccola Rita. I medici degli Spedali riuniti di Brescia tuttavia hanno fatto ricorso all´obiezione di coscienza non dando corso di fatto al dispositivo del giudice.