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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 236
MODICA - 29/05/2014
Attualità - Il contestato metodo Vannoni, ora vietato, aveva portato positivi effetti sulla piccola

Giudice ai medici: "Stamina per Rita"

"Un giorno – dicono i genitori – qualcuno dovrà rispondere di tutto questo, davanti alla giustizia non solo terrena, ma soprattutto divina"
Foto CorrierediRagusa.it

Poco più di un anno fa si invocava quasi al miracolo per la piccola Rita (nella foto con i genitori Carmelo e Ausilia) , la bimba modicana di due anni e 8 mesi affetta dal raro morbo di Nieman Pick, una malattia degenerativa che non lascia scampo. La piccola, destinataria di una diagnosi infausta da parte dei medici, che non avevano lasciato neanche un filo di speranza ai genitori sulla sorte della loro figlia, era rinata grazie al contestato metodo «Stamina», per la gioia di mamma Ausilia e papà Carmelo. Qualche settimana fa, però, si è verificata una pericolosa ricaduta, con il ricovero d’urgenza della piccola al «Maggiore» di Modica, e prima ancora a Ragusa e Catania per il repentino aggravamento delle sue condizioni di salute. Ma oltre alla lotta per la vita, un’altra assurda battaglia si sta combattendo a suon di carta bollata nelle aule di tribunale. Già un anno fa un giudice aveva intimato ai medici degli «Spedali civili di Brescia» di cominciare la cura, i cui positivi effetti si erano rivelati tangibili.

Ora la storia si ripete, visto che il giudice del Tribunale di Ragusa, sezione lavoro, ha emesso un dispositivo con il quale obbliga gli «Spedali Civili di Brescia» ad individuare un medico per somministrare le cure necessarie col metodo «Stamina» alla bimba modicana, dopo la sospensione del trattamento per via della ben nota e controversa vicenda del metodo ideato da Davide Vannoni. La sentenza, al di là delle valutazioni di merito, ritiene che il metodo è tuttavia l’unico che possa allo stato salvare la vita alla piccola. Pare però che quasi tutti i medici della struttura ospedaliera bresciana abbiano presentato ricorso all’obiezione di coscienza sul metodo «Stamina». I genitori della piccola Rita, assistiti dall’avvocato Luigi Carpenzano, continuano tuttavia ad aggrapparsi con tutte le loro forze a questo metodo sperimentale, lottando contro la burocrazia per la vita della loro bimba. Ausilia Viola non vuol sentir ragioni: «L’obiezione di coscienza di questi medici li porterà a lavarsi la coscienza pur condannando a morte nostra figlia»? Parole pesanti come macigni, dettate dalla comprensibile disperazione di una madre che si aggrappa anche alla più flebile speranza pur di salvare la vita alla figlioletta.

«Rita – dice – doveva sottoporsi ad una nuova infusione lo scorso novembre. Nonostante il pronunciamento dei giudici, il blocco dell’Aifa ha impedito che ciò avvenisse. Dal 19 marzo nostra figlia sta malissimo. Ha iniziato a soffrire di violente crisi epilettiche, è già stata più volte ricoverata d’urgenza in tre ospedali. Da qualche giorno abbiamo preferito riportarla a casa, ma la situazione – prosegue Ausilia Viola – resta drammatica, perchè mia figlia ha bisogno 24 ore al giorno di ossigeno indotto artificialmente per respirare, e necessita di un sondino nasogastrico per alimentarsi. Quanto potrà resistere? Un giorno – conclude – qualcuno dovrà rispondere di tutto questo, davanti alla giustizia non solo terrena, ma soprattutto divina».

La piccola Rita cominciò ad accusare qualche problema motorio già alla tenerissima età di otto mesi, quando fu poi preda di una violenta polmonite. E così, tramite esami specialistici, i genitori scoprirono che la bimba era affetta dal raro morbo di Nieman Pick, che colpisce in primis polmoni e milza, e che non le avrebbe concesso scampo. Ora la burocrazia rischia d’essere più letale della malattia stessa.


Non è un problema burocratico
29/05/2014 | 12.06.52
Antg

La burocrazia non c’entra, il problema è giuridico-medico. Stamina non è un ‘metodo’ secondo i più elementari criteri di serietà scientifica. Valgano, come sintesi, le parole del senatore a vita Cattaneo, esperta internazionale di staminali: «Nel maggio 2012 l’Aifa fa una ordinanza di blocco che è un esempio di competenza e di rigore. Un’ordinanza di blocco è una cosa grossa. Dopo quell’ordinanza Stamina doveva essere espulsa dall’Italia e dal mondo. Questo non è un gioco». Che una piccola minoranza di giudici continui a dire agli scienziati che cosa fare o non fare è grave. Al limite ci si curi privatamente come si vuole, ma non costringendo lo Stato a finanziare «olio di serpente». Nell’aprile 2014 il procuratore Guariniello ha scritto, a chiusura delle indagini preliminari: «Vannoni ha operato su 101 pazienti senza eseguire o far eseguire i test necessari prima dell’impiego del prodotto sull’uomo, così indebitamente trasformato in cavia, e in assenza di qualsivoglia pubblicazione scientifica atta a identificare le caratteristiche del cosiddetto metodo Stamina e a renderlo consolidato e riconoscibile». Vannoni e gli altri indagati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa hanno operato «in assenza dei prescritti requisiti e delle autorizzazioni necessarie per l’impiego di terapie avanzate al di fuori della sperimentazione clinica, e quindi delle necessarie garanzie di efficacia sicurezza e qualità del prodotto somministrato».