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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 814
MODICA - 05/05/2014
Attualità - Si auspica unità

Consorzio: prese di posizione propositive di Pd e Cgil

Si cerca di coinvolgere pure la comunità, che sembra disinteressata Foto Corrierediragusa.it

Il Pd cittadino prende posizione nel dibattito sul Libero Consorzio del Val di Noto dopo la soppressione delle province. "La concezione fatalista dell’immobilismo stride sempre con quella dello sviluppo e del progresso - si legge nella nota - e da tempo immemorabile la nostra terra, la Sicilia, è stata vittima delle decisioni altrui senza che il popolo siciliano abbia potuto esprimersi su questioni importanti come ad esempio la conformazione geografica e istituzionale del proprio territorio. L’istituzione stessa della provincia di Ragusa, come del resto quella di Siracusa, fu conseguenza di una decisione presa dall’alto. Oggi, forse per la prima volta, i cittadini siciliani hanno l’opportunità di poter decidere loro quale conformazione e organizzazione istituzionale dare al proprio territorio. La possibilità e l’opportunità offerte dalla nuova legge sui liberi consorzi sono infatti uno spunto politico non indifferente per i comuni sud orientali del nostro comprensorio, e come Partito Democratico ci sentiamo in dovere di porre tale problematica all’attenzione della comunità. Già da tempo abbiamo avviato una discussione all’interno del nostro circolo cittadino che ha avuto come seguito quello di coinvolgere gli altri circoli dei comuni limitrofi.

Stessa cosa ci proponiamo di portare all’attenzione di tutte le altre forze politiche della nostra città, poiché riteniamo che il confronto e la dialettica politica siano lo strumento utile e necessario per giungere ad una sintesi che sia poi la migliore per il bene della nostra comunità. Apprezziamo che nella nostra città sta cominciando a germogliare un confronto dialettico tra le varie e diverse posizioni della classe dirigente, che auspichiamo «contamini» le altre realtà territoriali, ma siamo preoccupati delle scortesie istituzionali che gli amministratori dei vari comuni, specie quelli del nostro comprensorio, stanno attuando.

Siamo convinti che seppur rappresentino la maggioranza politica della propria città, i sindaci abbiano l’obbligo di parlarsi e confrontarsi in ogni caso per poter poi coinvolgere i cittadini delle rispettive città.
Sono infatti i consigli comunali e poi i cittadini i soggetti cui la legge attribuisce in via esclusiva il diritto di esprimersi e decidere.
Per questo - conclude la nota del Pd - chiediamo uno sforzo e una maturità della nostra classe politica provinciale che sia all’altezza del momento e dell’opportunità storica che stiamo vivendo, convinti come siamo che la forza delle idee valide e buone prevarrà.

Per Giovanni Avola, segretario provinciale della Cgil, "Nel Libero Consorzio degli Iblei e del Barocco, il ruolo di Modica diventerebbe strategico per la sua posizione baricentrica e per la varietà e molteplicità delle sue ricchezze naturali, ambientali, artistiche, agricole, gastronomiche e commerciali. Anziché crogiolarsi sugli scippi subiti, Modica deve pensare al suo futuro non perimetrando un orticello, peraltro contrastato dai confinanti, ma scommettendosi nell’ambito di un territorio più amplio. Tutto ciò implica una progettualità di ampio respiro ed il superamento del complesso di superiorità che è figlio dell’inanità galoppante. Al Consiglio Comunale, alle forze produttive, politiche, sociali, alla società civile, il compito di individuare un progetto ambizioso per rilanciare il ruolo trainante e strategico di Modica e dell’intero comprensorio.

Il Libero Consorzio non dovrà essere il fine del progetto ma uno degli strumenti da utilizzare. E Modica ha energie, forze, risorse ed intelligenze capaci di poter impiegare gli strumenti giusti, Consorzio compreso. Bisogna però andare oltre! Poiché il contesto economico e produttivo del nostro territorio rischia di modificarsi per i colpi inferti dalla inarrestabile crisi, l’istituzione dei liberi consorzi può diventare l’occasione utile per ripensare e ridisegnare le nostre future prospettive a partire dal nostro ruolo all’interno dell’Area Vasta. Ecco perché la Cgil vuole aprire un dibattito vero innanzitutto con tutte le istituzioni, con l’associazionismo, tra tutti i Comuni dell’ex Provincia per ripristinare compattezza, solidarietà ed unità, per definire un’unica proposta credibile per il consorzio da cui fare squadra per il resto, evitando però mire espansionistiche.

E’ auspicabile - conclude Avola - un incontro immediato tra tutti i sindaci ed i presidenti dei consigli comunali, le rappresentanze di tutte le forze politiche, sociali e datoriali, l’associazionismo cattolico e laico, per costituire un ampio, forte e coeso blocco territoriale che attorno all’identità iblea possa far nascere un unico e nuovo soggetto capace di restituire a tutta l’ex provincia il prestigio e la funzione che sta rischiando di perdere.