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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 586
MODICA - 04/05/2014
Attualità - La 4a edizione presso lo spazio Padre Basile dell’ex Foro Boario

Con "Crisci ranni" festa per bambini ed adulti

Al suono delle campane e al grido «Crisci ranni» i genitori hanno lanciato in alto i piccolissimi, mentre gli altri hanno fatto un salto in avanti, a indicare che si vuole crescere con decisione Foto Corrierediragusa.it

Crisci ranni 2014 si è celebrato per la quarta volta, con una presenza ricca di calore e di gioia, nell’area Padre Basile dell´ex Foro Boario. Gli 800 disegni sul tema di quest’anno («Com’è grande la città, com’è bella la città, siamo noi la città) esposti nell’auditorium del cantiere educativo si sono aggiunti ai 150 scatti fotografici ospitati già dal 17 aprile alla Fondazione Grimaldi, a testimoniare che alla festa si è arrivati con un cammino educativo che ha permesso di viverla, non come un’evasione dal quotidiano ma come un nutrimento dello stesso. Si è iniziato con l’animazione quindi si è formato un grande cerchio per assistere alla messa in scena del racconto «Crisci ranni 2014».

Al suono delle campane e al grido «Crisci ranni» i genitori hanno lanciato in alto i piccolissimi, mentre gli altri – i ragazzi, i giovani – hanno fatto un salto in avanti, a indicare che si vuole crescere con decisione. Poi si è continuato con l’esibizione di gruppi musicali giovanile, accompagnati da un messaggio alla città consegnato all’assessore alle politiche sociali e da un momento di convivialità. Come ha ricordato don Franco, parroco della Catena (presente insieme al vicario foraneo don Corrado) si è vissuta una festa dalla valenza pasquale, con la partecipazione delle parrocchie perché esse vogliono veramente essere case di Dio tra le case degli uomini. Crisci ranni è una frontiera della Chiesa che vuole veramente stare nella compagnia degli uomini, ma che anche vuole indicare come una festa diventa vera, come una festa sostiene il quotidiano e assume valenza civica. I messaggi dei giovani l’hanno esplicitato: «saremo noi a cambiare le sorti delle nostre città». Mostrando grande attaccamento alle proprie radici: «mai nessuno potrà strapparci dal cuore il nome della nostra città».

E gli adulti presenti, molti dei quali insegnanti o catechisti, hanno testimoniato che non si vuole lasciare soli i bambini e i giovani, che non si vuole lasciare fuori nessuno e che, per questo, la gente che si è riunita si è ritrovava in una comunicazione spontanea e ricca di tensioni civiche proprio per questo filo aureo che l’accomunava.