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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 591
MODICA - 07/04/2014
Attualità - Intervento di Uccio Barone su un tema che ha suscitato notevole interesse

Consorzio del Val di Noto: sfida aperta

"Il Libero Consorzio del Val di Noto non dovrebbe escludere Ragusa nè alcun’ altra città che voglia aderire a un serio progetto di valorizzazione dei Beni Culturali e Ambientali, dell’ Archeologia, del Barocco, del Turismo e delle tante eccellenze iblee" Foto Corrierediragusa.it

Ritorno sul tema del Libero Consorzio per l´interesse dimostrato dai lettori e per chiarire qualche malinteso. IL mutato quadro legislativo regionale e nazionale impone la necessità di un dibattito franco e trasparente. Chi conosce la mia lunga attività culturale e politica sa che non sono mai stato e non potrei essere campanilista. Fra l´altro conto troppi amici a Ragusa, città bella ed operosa dove risiede una parte della mia stessa famiglia, per essere sospettato di animosità municipalista. Mi limito perciò a porre alcune questioni oggettive, che attengono alla rimodulazione delle circoscrizioni territoriali della Sicilia. Piaccia o non piaccia, le vecchie Province non esistono più. Si tratta però di stabilire come, perché e con chi rimettersi insieme . Le comunità si interrogano, sorgono come funghi comitati civici a favore dell´una o dell´altra soluzione, si moltiplicano gli interventi sulla stampa, comincia a formarsi un´opinione pubblica. Qualcuno magari insulta, approfittando dell´anonimato,ma non convince neppure se stesso. Riproviamo a riflettere.

Prima questione: La Storia non si può demonizzare e non si può dimenticare facilmente. Il passato esiste e pesa sul presente, può addirittura condizionare il futuro. Ora la Storia ci testimonia che a rompere l´unità politica e socioeconomica del Val di Noto e´ stata proprio Ragusa , che ha disarticolato per ben due volte l´ organizzazione territoriale del Sud-Est : una prima volta nel 1926-27 spezzando la grande Provincia di Siracusa e sdoppiando in due il Circondario di Modica per diventare capoluogo di una piccola Provincia ; una seconda volta nel 1950 rompendo l´ unità religiosa della Diocesi netina per far nascere un vescovado "scissionista" di pochi comuni limitrofi. A nulla valsero allora gli appelli accorati e gli inviti a non frantumare le istituzioni politiche e religiose. Chi oggi accusa Modica di separatismo dovrebbe riconsiderare queste vicende prima di dare lezioni. Aggiungo en passant (ma non e´ questa la sede per discuterne) che tutta la storia di Ragusa e´ segnata da profonde fratture interne e dalla contrapposizione di "due città" ( Ragusa Superiore e Ragusa Inferiore, comuni autonomi fino al 1926 ), e non a caso "riunite" solo per l´elevazione "fascista" a capoluogo ( il capolavoro di Pennavaria ).

Seconda questione: La divisione del territorio e della Diocesi ha sicuramente indebolito il peso politico del versante sud-orientale dell´isola, che è stato ridimensionato dall´ascesa metropolitana di Catania. Da questo smembramento la città di Ragusa ha certamente tratto benefici, in termini di concentrazione degli investimenti pubblici e privati, per la crescita delle attività terziarie e dei servizi, ma questi benefici non si sono equamente distribuiti, di fatto emarginando le altre realtà urbane dell´area. Modica e Noto sono state le città più colpite da questo smembramento: la prima ha perduto l´antico predominio di centro politico dell´ex-Contea, la seconda è stata schiacciata dal polo petrolchimico siracusano che ha prosciugato risorse umane e materiali nell´insostenibile difesa di un´ economia industriale sfociata nell´inquinamento costiero e nel degrado ambientale . Non stupisce pertanto che proprio dalle due città più penalizzate dalla "rottura" ragusana nella prima metà del XX secolo - Modica e Noto ( entambe città capoluogo prima dell´Unità ) - sia partita l´iniziativa di una diversa configurazione amministrativa del territorio, sulla base di consolidate identità socioculturali ed economiche condivise da altri comuni contigui.


Terza questione: Chi insiste sui macroconsorzi non ha forse chiaro che i Liberi Consorzi non sono stati istituiti per replicare gli apparati burocratici e gestionali delle vecchie Province, ma per avvicinare le istituzioni ai cittadini e per valorizzare la progettualità in tema di servizi, turismo e sviluppo locale in base a precise identità storico-culturali. Non a caso molti comuni non intendono far parte forzatamente delle aree metropolitane di Palermo, Catania e Messina (Acireale e Caltagirone non vogliono stare con Catania, Taormina rifiuta Messina,ecc.), che rischiano di diventare colossi d´argilla ingovernabili e inefficienti. Consorzi di media dimensione demografica, a forte vocazione turistica e con distretti produttivi di qualità, possono invece esprimere al meglio uno sviluppo equilibrato e sostenibile se sorretto da una "mission" innovativa e di qualità. Il Val di Noto, appunto, ha sulla carta tutti gli elementi per affermarsi come area di intenso dinamismo culturale ed imprenditoriale nel panorama nazionale ed euromediterraneo. Ciò non significa che esso nascerà sicuramente e che avrà successo. Tutto dipenderà dalla consapevolezza diffusa dei cittadini e dalla capacità politica delle classi dirigenti di fare sintesi. Il cambiamento è possibile, ma dipende da noi.


Quarta questione: Il Libero Consorzio del Val di Noto, a mio avviso, non dovrebbe escludere Ragusa nè alcun´ altra città che voglia aderire a un serio progetto di valorizzazione dei Beni Culturali e Ambientali, dell´ Archeologia, del Barocco, del Turismo e delle tante eccellenze iblee. La soluzione ottimale sarebbe quella di ricostituire un Val di Noto senza inquinamento industriale e attrattivo per le sue risorse paesaggistiche e culturali. In tal caso, tuttavia, si tratta di capire "come" stare nel nuovo Consorzio, che non può replicare il vecchio modello di una Provincia il cui capoluogo si è ingrassato per decenni sulle ceneri delle altre comunità. Una Provincia di Ragusa (come finora si è configurata) allargata a Noto è oggi improponibile. Quando si affronteranno seriamente i veri nodi politici ( la ripartizione equa e solidale delle risorse, la redistibuzione dei servizi, il decentramento delle funzioni istituzionali ,gli insediamenti produttivi e commerciali) ,solo allora si potrà cominciare a discutere di un comune progetto. Sedersi attorno a un tavolo prima di affrontare tali questioni e accettare supinamente lo "statu quo" ( come sembrano fare alcuni Sindaci ) non aiuta a riaprire il dialogo. Anzi, serve a dividersi. Senza un nuovo "Patto costituente" ciascuno va per la sua strada. E potrebbe anche darsi che sull´asse Modica-Noto nuove strade si aprano.


11/04/2014 | 22.00.32
Gianni

Peppe I. oggi, come dici tu, oltre ad annunciare la chiusura del carcere di modica, vieene divulgata per l´ennesima volta la notizia dell´invivibilità del carcere di ragusa, ed il suo personale sottodomensionato. e noi qui a parlare di torti dalla storia. stiamo assistendo alla "guerra dei poveri", architettata da qualche genio e noi cittadini stiamo facendo il suo sp*****o gioco. Un caro saluto di pace a tutti...


Per l´amico Emanuele
11/04/2014 | 16.46.04
Peppe I.

Oggi i nostri giornali locali, per primi quelli ragusani, hanno pubblicato la notizia che a breve anche il carcere di Modica sarà soppresso definitivamente (altra umiliazione non solo per Modica, ma per l’intero comprensorio modicano). Ergo per il Tribunale di Modica non c’è più aiuto.
Una volta che il malato, nonostante tutte le cure , sia deceduto e si sia provveduto a seppellirlo, non resta che portargli i fiori sulla tomba. Punto e basta.
Ricambio i saluti.


Emanuele
11/04/2014 | 15.40.15
Giusy F.

A Emanuele va riconosciuta la coerenza e l´onestà intellettuale. Io non condivido alcune delle cose che lui ha scritto su questo forum e la penso molto diversamente da lui su vari punti, ma ritengo che lui sia in buona fede e apprezzo il fatto che è sempre coerente con le cose che dice.


Per Peppe I.
11/04/2014 | 15.00.50
Emanuele

Peppe io non frequento i forum, ma sono disposto a mettere per iscritto la mia opinione su qualsiasi forum che parli di questo argomento. Se ritieni che questo possa aiutare la causa - e la cosa mi onora, grazie - indicami il link. Saluti


Per l´amico Emanuele
11/04/2014 | 12.55.36
Peppe I.

Verba volant, scripta manent.