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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 880
MODICA - 30/03/2014
Attualità - Nel dibattito sul futuro assetto territoriale interviene Uccio Barone

Libero Consorzio Val di Noto vincente?

Chi riduce la questione al campanilismo tra Ragusa e Modica o non ha capito o finge di non capire. Il problema è squisitamente politico Foto Corrierediragusa.it

Il Corriere di Ragusa accoglie con grande piacere il contributo di Uccio Barone (nella foto), docente, opinionista sempre attento al dibattito politico e culturale del nostro territorio. Riteniamo di arricchire le "voci" della nostra redazione grazie a questa nuova collaborazione che inizia con un articolo sul dibattito in corso sul futuro dei Liberi Consorzi.

LIBERI CONSORZI, CHE FARE?
di Uccio Barone

Non c´è e non ci può essere peggiore Libero Consorzio di quello vecchio, di origine fascista, e dunque non "libero", che oggi si vorrebbe riproporre. Chi tenta di rilanciare come "nuovo" Consorzio l´ex-Provincia di Ragusa non serve una buona causa e semmai cerca di aggrapparsi al passato e di fermare il tempo. E di tempo, invece , non ce n´è più . Sarò perciò esplicito: chi riduce la questione al campanilismo tra Ragusa e Modica o non ha capito o finge di non capire. Il problema è squisitamente politico : la legge regionale ( pur con tutte le sue macroscopiche imperfezioni ) presuppone che per dar vita ad un Consorzio sia necessario fondare ( o rifondare ) un progetto condiviso tra tutti i comuni aderenti, un vero e proprio "patto costituente" basato sul libero consenso, sulla corresponsabilità, sull´equa partecipazione ai costi e ai benefici.

Finora non mi pare che Ragusa abbia brillato nell´applicazione dei suddetti criteri, che qualora attuati avrebbero consentito di sanare in questi 87 anni lo " scippo" del 1927 ( questa e´ Storia , non campanile ). Invece le classi dirigenti del capoluogo hanno sopravvalutato il loro ruolo ed hanno preso tutto ciò che c´era da prendere, hanno accentrato funzioni, servizi, infrastrutture (vogliamo parlare di sanità ? di viabilità?) , senza lasciare neppure le briciole alle altre città . Quando in ultimo hanno avuto l´ opportunità di fare un gesto di generosità politica , come nel caso del Tribunale unico con Modica, hanno tenuto un atteggiamento a dir poco arrogante, approfittando di un´ improvvida legge dello Stato che ha accorpato la struttura giudiziaria nel capoluogo di una Provincia abolita da un ´altra legge dello Stato!

Ecco perché non mi convincono i recenti anatemi e piagnistei degli amici notabili ragusani . Solo quando il predominio a lungo esercitato sembra scricchiolare, allora s´invoca l´identità iblea, allora si cercano le tardive convergenze, allora si demonizza il preteso "tradimento" del sindaco Abbate reo di non aver partecipato alla conferenza provinciale dei Sindaci convocata da Piccitto ( a proposito : ma la Provincia esiste ancora? E quale diritto di convocazione ha il Sindaco di Ragusa ? Non sarebbe stato meglio concordare insieme l´incontro,invece di imporlo?). Solo ora si piange sul latto versato, solo ora si pretende che decenni di disunità e di squilibri territoriali dovrebbero improvvisamente partorire la concorde unità delle "dodici terre".
Ritengo a questo punto legittima l´aspirazione del Sindaco Abbate a realizzare un differente progetto di riorganizzazione amministrativa e territoriale basato sull´alleanza strategica tra Modica e Noto insieme alle altre città del Sud-Est. L´attuale quadro legislativo rende possibile un diverso posizionamento delle gerarchie urbane, che tenga conto dei flussi commerciali, delle risorse paesaggistiche, dei pubblici servizi ( agricoltura, piccole e medie imprese, artigianato di qualità, scuole, distretto sanitario, turismo ). Con Scicli, Ispica e Pozzallo esistono stabili e forti sinergie. Sul versante siracusano sono molti i centri urbani ( da Avola a Palazzolo, da Pachino a Rosolini e Portopalo ) ad essere scontenti della "dittatura" di un capoluogo che ha scaricato su quel territorio il dissesto socioambientale del fallimentare polo industriale. L´asse Modica-Noto recupera anche l´unità spirituale e religiosa della Diocesi e ricompone uno spazio geoeconomico e culturale che un Libero Consorzio può consolidare.

Si tratta di una sfida difficile, ma occorre tentare la carta di una nuova progettualità. Senza inutili rivalse, ma pure senza sudditanze. Apriamo le finestre e facciamo entrare un po´ di aria fresca, di politica vera e pulita, basata sul consenso e sulla democrazia partecipata : a differenza del 1927, infatti,questa volta saranno i cittadini a scegliere la soluzione migliore.


04/04/2014 | 18.23.21
Emauele Cavallo

I soldi li stanzia la Regione in base all´importanza operativa delle strutture. I nosocomi di Modica e Scicli ricevono stanziamenti per soddisfare quattro comuni no 8 come di fatto è. Alcune cose sono sottintese. Ci mancherebbe che le province avessero avuto nelle mani anche la sanità.


Considerazione
04/04/2014 | 16.51.03
Peppe Iemmolo di Modica

Ringrazio la Redazione del giornale per avere subito postata la mia nota con cui ho chiarito che nel forum c’era un Peppe di troppo: a volte l’ eccessivo amor patrio gioca brutti scherzi.
Inoltre ci tengo a ringraziare sia Giusy F. che Emanuele Cavallo (anche se quest’ultimo in effetti ha risposto ad un Peppe che non si sa chi sia) per avere contribuito in modo serio e con sincera partecipazione alle domande che avevo posto circa le difficoltà che il Sindaco Abbate troverà sul suo insidioso cammino.
Tuttavia penso che bisogna tentare di far nascere il nuovo consorzio non per rivalità o peggio per campanilismo (=infantilismo in certi casi), ma perché come dice il Prof. Barone un po’ di aria fresca farebbe bene e aggiungo io a tutti.
Il problema fondamentale è convincere gli altri Comuni della bontà del progetto.
Se si dà l’ impressione che il vero scopo è solo quello di realizzare il sogno di diventare Modica Comune capofila, il progetto, penso, è destinato a concludersi con un nulla di fatto e ne usciremo male.
Ogni città che si vuole fare entrare nella nuova realtà consorziale deve percepire che questa offre di più di quella che lascia, altrimenti il gioco non vale la candela.
Ad esempio discutendo con un mio amico ispicese se fosse d’ accordo sul progetto Consorzio ‘’ Val di Noto ‘’, la prima cosa che mi ha chiesto è stata: ‘ per Ispica cosa cambia? ’
Ho risposto così: intanto non sarà più la periferia della provincia assieme a SR più periferica d’ Italia, perché anche se il nuovo consorzio per motivi geografici sarà quello più in periferia (chiedo venia per la ripetizione dello stesso termine), Ispica nella nuova realtà avrà un ruolo centrale e un domani potrebbe ospitare servizi logistici che nel consorzio ibleo non potrà mai avere.
In effetti quasi tutti i paesi delle due province SR e RG che farebbero parte del nuovo consorzio si troverebbero in posizione centrale. Mi riferisco a Rosolini, Portopalo, Pachino, Ispica e anche Pozzallo.
Mentre ora sono solo periferia di periferia e destinate a restare tali.
Mi fermo qui.
Se qualcuno (Giusy F. , Emanuele Cavallo e altri) vogliono dire la loro, tanto meglio.


Nota
04/04/2014 | 12.22.19
Peppe Iemmolo

Prego vivamente la redazione del Corriere di Ragusa che reputo molto seria e sensibile alla verità di postare questa mia nota per chiarire che il Peppe del post ‘’ A conclusione ‘’ non è quello dei post precedenti.
Infatti c’è il rischio che al sottoscritto per omonimia i lettori attribuiscano considerazioni non mie.
Da questo momento metto nome e cognome per evitare confusione: Giuseppe Iemmolo di Modica


PER CAVALLO
04/04/2014 | 12.05.01
Emanuele

Emanuele, l´ente provincia non ha alcuna competenza in tema sanitario. Per gli ospedali decide, purtroppo, la regione. quindi ai fini della costituzione del consorzio la tua argomentazione non ha alcun peso.
Vi ripeto, la provincia fino ad un anno e mezzo fa, prima dell´insediamento del commissario, era governata da un consiglio e da una giunta, composti da consiglieri rappresentativi di tutti i dodici comuni componenti. E NEGLI ULTIMI LUSTRI IL PESO POLITICO MAGGIORE L´HANNO AVUTO QUELLI MODICANI, E I MODICANI POTENTI CHE STAVANO DIETRO LORO. QUINDI FINIAMOLA CON QUESTO VITTIMISMO. BISOGNA MIRARE AL BENE COMUNE E NON ALLE DIVISIONI.


04/04/2014 | 10.39.32
Emanuele Cavallo

Carissimo Peppe. Le motivazioni che spingono a tentare la costituzione di un libero consorzio diverso da quello che sarebbe, come sottolineato dal Porf. Barone, vecchio, sono molteplici. Uno in particolare, per quanto mi riguarda, guardando a lungo periodo, quando cioè fra 20 o 30 anni si ritornerà ad investire in strutture comprensoriali , come potrebbe essere per quelle sanitarie, non ci sarebbe alcun dubbio che il libero consorzio non sarebbe trattato come un città comprensorio e basta, ma sicuramente si ragionerebbe in maniera più ampia perché giuridicamente non potrebbe essere diversamente.
Mi spiego meglio; attualmente l’ospedale maggiore di Modica o il Busacca di Scicli vengono considerati avendo riferimento ai quattro comuni del comprensorio fornendo però i servizi a Rosolini, Pachino, Portopalo, Noto e Avola, perché così è; con la costituzione del libero consorzio quei comuni che ora fruiscono di servizi forniti da Modica e Scicli verrebbero giuridicamente prese in considerazione per la divisione dei pani.
Così rimanendo, dovemmo comunque fornire i servizio a 8 o 9 comuni con strutture sottodimensionate, perché in sede di ripartizione non si può scrivere però i comuni del libero consorzio di Siracusa vengono nei nostro pronto soccorso! Risultato!? Peppe ma sei mai andato al pronto soccorso di Modica? Non lo auguro neanche al peggior nemico.
Questo è un esempio che puoi trasferire ad altre situazioni in cui si parla di comprensorio.
Da parte mia è legittimo perché penso al futuro della mia città. Pesala come vuoi, campanilismo non campanilismo. Vorrei sapere però da te, oltre al mero fatto storico, che cosa condivide Modica con Ragusa o con Vittoria o con Comiso riferito agli ultimi 30 anni! Te lo dico io: NIETE! NIENTE! NIENTE.