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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 726
MODICA - 06/03/2014
Attualità - Gli studenti premono: petizione pubblica nel fine settimana

Palazzo degli Studi: 7 milioni e progetto

Fu messo a punto da due ingegneri strutturisti della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Catania su mandato dell’allora amministrazione provinciale guidata da Franco Antoci Foto Corrierediragusa.it

La protesta degli studenti del "Campailla" ha avuto il merito di avere smosso le acque attorno all´annosa questione del recupero del Palazzo degli Studi (nella foto). Il sindaco Ignazio Abbate ha incontrato il dirigente scolastico del "Campailla", Sergio Carrubba, per mettere a punto un percorso comune che possa portare innanzitutto al recupero ed all´aggiornamento del progetto già a suo tempo definito nelle linee di massima, del recupero dell´immobile. In particolare dell´ultimo piano, chiuso da quaranta anni, ed ormai sede stabile di piccioni e volatili in genere con tutte le conseguenze del caso. Gli studenti si preparano aduna raccolta di firme questo fine settimana per rappresentare alla città le sorti del loro istituto e del Palazzo degli Studi. Il sindaco da parte sua ha assicurato che alcuni operai saranno utilizzati per tamponare almeno le aperture dell´ultimo piano e ripulire quanto più è possibile i locali sovrastanti quelli dove sono ospitate le aule del liceo classico "Campailla".

L´amministrazione comunale, proprietaria dell´immobile, si rende conto della necessità e dell´urgenza del recupero ma deve trovare i fondi necessari. L´ultima ipotesi progettuale, affidata a due strutturisti della Facoltà di Ingegneria dell´Università di Catania per conto dell´allora amministrazione provinciale capeggiata da Franco Antoci, fissava in circa sette milioni di euro la somma necessaria per rendere l´immobile sicuro e funzionale. Oggi serve un´azione concentrica sul governo Renzi per avere a disposizione almeno una parte delle somme messe a disposizione, si tratta di due miliardi, per l´edilizia scolastica nazionale.