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MODICA - 05/10/2007
Attualità - Modica - L’approvigionamento idrico al quartiere Sorda

Mezzo milione di euro speso
in un anno per l´acqua

Ma la nuova rete idrica resta ancora una chimera Foto Corrierediragusa.it

Assicurare l’acqua al quartiere S. Cuore è costato quasi mezzo milione di euro nel corso dell’ultimo anno. I dati non sono ufficiali ma sono molto attendibili secondo le fonti dell’ufficio tecnico comunale.

« Servizio farraginoso e costoso soprattutto ? dice un funzionario- che non soddisfa l’utenza e pone tanti problemi organizzativi al personale che deve essere sempre pronto a correre a destra e manca con le autobotti». L’ingente somma è servita a rifornire di acqua condomini e ville del popoloso quartiere dove risiedono ormai 15 mila persone e sono insediate i tre quarti delle aziende e degli operatori commerciali della città.

La cronica penuria d’acqua nel quartiere è dovuta alla insufficienza della rete idrica sia dal punto di vista della portata delle tubazioni sia per la mancanza di rifornimento dai pozzi. Questi sono infatti insufficienti a coprire la richiesta di acqua nel quartiere ed il progetto di individuazione e di costruzione di nuovi pozzi è ancora fermo. Per il consigliere Nino Cerruto c’è anzi una scomoda verità « Il milione di euro incassati dal comune a seguito del ribasso d’asta per l’appalto della nuova rete idrica del quartiere non sono stati utilizzati per finanziare le ricerche di nuovi pozzi, già autorizzate dal Genio Civile di Ragusa. L’amministrazione ha pensato bene di utilizzare questi soldi per finanziare invece l’illuminazione pubblica di alcune campagne in piena campagna elettorale.»

La mancanza d’acqua ed il ricorso alle autobotti, soprattutto nella zona a valle del quartiere, Caitina e case popolari in particolare, sono destinate ancora ad essere il cruccio dei residenti visto che il progetto della nuova rete idrica del S Cuore non sarà completato e messo a regime prima del prossimo anno. In molti casi gli utenti sono costretti a pagare l’acqua due volte quando è necessario rivolgersi alle ditte private in mancanza o in assenza del servizio pubblico di autobotti. L’acqua immessa nei recipienti passa infatti dai contatori e quindi pagata nelle bollette; a fronte di una spesa di 35 euro per camion infatti solo un decimo, appena 4,60, è infatti rimborsato a titolo di indennizzo.