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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 348
MODICA - 10/02/2014
Attualità - I cantieri non saranno aperti in contemporanea

Lavori di manutenzione per i ponti Guerrieri e Costanzo

Si trovano lungo la statale 115 Foto Corrierediragusa.it

Aggiudicata la gara d´appalto per la manutenzione straordinaria di quattro viadotti che si trovano lungo la statale 115 che attraversa parte sud orientale dell´isola. Due viadotti interessano direttamente la provincia iblea; si tratta infatti del viadotto Irminio e del ponte Guerrieri (foto). In provincia di Siracusa si trovano invece il Tellaro nei pressi di Noto ed il Cassibile ai margini dell´omonima cittadina. L´appalto prevede un investimento di cinque milioni di euro e rientra tra gli interventi urgenti previsti dal "Decreto del Fare" per il rilancio dell’economia e dal piano di manutenzione straordinaria definito nella convenzione stipulata con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L´impresa aggiudicataria dell´appalto è l’Associazione Temporanea di Imprese Autotrasporti dei Fratelli Pierro e la Edilfalco dei Fratelli De Falco. L´impresa avrà otto mesi di tempo per concludere i lavori sulle quattro infrastrutture interessate. Sarà la stessa impresa insieme ai funzionari del Compartimento Anas a stabilire le priorità di intervento sui singoli viadotti dopo avere consultato gli enti locali. Una conferenza di servizio dovrebbe tenersi a breve per stabilire tempie modalità di apertura dei singoli cantieri.

I lavori più consistenti riguardano il ponte Guerrieri dove l´ultimo intervento risale alla fine degli anni 80´ mentre sul viadotto Irminio, comunemente noto come ponte Costanzo, sono state realizzati alcuni lavori già qualche anno fa. Nei giorni scorsi erano stati annunciati i lavori solo sul ponte Guerrieri in relazione alle problematiche della circolazione stradale nel centro urbano di Modica. Il fatto che si intervenga anche sul viadotto Irminio non semplifica ma complica le cose, o comunque allungherà i disagi per tutta la rete viaria iblea, anche se i cantieri non saranno aperti in contemporanea. Resta da stabilire se l´impresa potrà operare garantendo il senso unico alternato o dovrà necessariamente chiudere i viadotti. Nel caso dell´intervento manutentivo sul ponte Costanzo sono stati assicurati gli impianti semaforici per regolare il traffico. I dati positivi dell´investimento riguardano la messa in sicurezza di strutture vitali per la circolazione e l´investimento notevole che non potrà non dare maggiori opportunità di lavoro al comparto edile in grave crisi occupazionale.

PONTE GUERRIERI QUALE FUTURO?
La programmata chiusura del Ponte Guerrieri (foto) potrebbe rivelarsi un problema quasi insormontabile per Modica, per la sua economia, oggi asfittica ed in crisi, per la sua vivibilità, già messa a dura prova da un’orografia senza paragoni, ma anche per quanti saranno chiamati a gestire la città in quello che si preannuncia come uno dei momenti più difficili degli ultimi anni.
Forse addirittura più difficile della crisi finanziaria che attanaglia da anni il Comune, e forse persino più complicata della gestione di un territorio che, solo per fare un esempio, attende una pianificazione urbanistica degna di questo nome oramai da oltre trent’anni.

Perché chiudere il Ponte Guerrieri per tre mesi, nella speranza che i mesi non diventino 6 e poi 9, non rappresenta solo l’avvio di una qualsiasi manutenzione pubblica, ma la consapevolezza che le vie di uscita ed accesso alla città, ed anche quelle di fuga sarebbe opportuno ricordare, si riducono in maniera esponenziale, rendendo, solo per fare un esempio, impossibile raggiungere direttamente la direttrice Ragusa-Catania dal Polo Commerciale e dalla Statale 115; significa anche rendere impossibile a migliaia di pendolari recarsi dal popoloso quartiere Sorda a Ragusa, congestionare l’afflusso al polo scolastico cittadino, rallentare spostamenti e soluzioni alternative al traffico interno.
Il tutto a meno di voler immaginare che l’attraversamento del Corso Umberto, seppure solo per le auto, rappresenti un’alternativa valida possibile. Ed i camion, ed i bus? Quale percorso alternativo si pensa di utilizzare senza ingolfare la città e senza rendere superfluo l’attraversamento del Polo Commerciale che altrimenti rischia di morire? Per eventuali informazioni sul grado di difficoltà basta chiedere agli amministratori che negli anni ’80 si trovarono a gestire la prima chiusura del Ponte Guerrieri; sui loro visi alla domanda sulle soluzioni sembrano affiorare ancora le antiche rughe di chi, sull’altare di quelle soluzioni alternative, ci rimise carriere e pure sindacatura.

Una lezione però quell’esperienza l’ha lasciata: nessuna emergenza come questa necessita di massima concertazione tra chi governa e la città; nessuna emergenza come questa ha bisogno di umiltà da parte dell’amministrazione e della consapevolezza che affidarsi ad un «emergency manager» è una necessità stavolta e non un capriccio; nessuna emergenza come questa richiede calma, sangue freddo e dialogo con i cittadini e le categorie produttive che a breve affolleranno Palazzo San Domenico inferociti. Tanto più che, invece di attendere il periodo estivo, o almeno la chiusura delle scuole, si è scelto di procedere nel momento di massimo traffico sia delle merci che delle persone, turisti compresi.

Pensare ad un differimento degli orari di entrata ed uscita nei singoli istituti scolastici, differenziandoli ed evitando sovraffollamenti, immaginare una disciplina particolare di mercati, fiere ed eventi, limitare ogni altro lavoro pubblico o intralcio al traffico urbano, sembrano essere misure minime per consentire alla città di sopravvivere.

Tutte iniziative che mal si coniugano con il clima che si respira in questi giorni a Palazzo san Domenico, dove l’autorevolezza viene troppo spesso scambiata con il decisionismo, e dove non sembra che confronto e concertazione siano i pezzi forti dell’amministrazione. Anche perché, inevitabilmente chi criticherà avrà gioco ben più facile di chi sarà chiamato a risolvere gli enormi problemi che verranno sollevati dalle attività di manutenzione del Ponte: polemiche che solo la coscienza di essere alle prese con un evento simile ad una sorte di calamità incruenta potrà smorzare.

Altrimenti prepariamoci al solito balletto di responsabilità, alle solite accuse ed alle stentate difese, ma, soprattutto ad una città alla quale la frattura viaria potrebbe infliggere un colpo da cui sarà veramente difficile riprendersi.