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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:30 - Lettori online 728
MODICA - 05/02/2014
Attualità - Sarebbe bene programmare per tempo e sulla base della concertazione come organizzarsi

Chiusura ponte Guerrieri: quale futuro?

Affidarsi ad un «emergency manager» è una necessità stavolta e non un capriccio Foto Corrierediragusa.it

La programmata chiusura del Ponte Guerrieri (foto) potrebbe rivelarsi un problema quasi insormontabile per Modica, per la sua economia, oggi asfittica ed in crisi, per la sua vivibilità, già messa a dura prova da un’orografia senza paragoni, ma anche per quanti saranno chiamati a gestire la città in quello che si preannuncia come uno dei momenti più difficili degli ultimi anni.
Forse addirittura più difficile della crisi finanziaria che attanaglia da anni il Comune, e forse persino più complicata della gestione di un territorio che, solo per fare un esempio, attende una pianificazione urbanistica degna di questo nome oramai da oltre trent’anni.

Perché chiudere il Ponte Guerrieri per tre mesi, nella speranza che i mesi non diventino 6 e poi 9, non rappresenta solo l’avvio di una qualsiasi manutenzione pubblica, ma la consapevolezza che le vie di uscita ed accesso alla città, ed anche quelle di fuga sarebbe opportuno ricordare, si riducono in maniera esponenziale, rendendo, solo per fare un esempio, impossibile raggiungere direttamente la direttrice Ragusa-Catania dal Polo Commerciale e dalla Statale 115; significa anche rendere impossibile a migliaia di pendolari recarsi dal popoloso quartiere Sorda a Ragusa, congestionare l’afflusso al polo scolastico cittadino, rallentare spostamenti e soluzioni alternative al traffico interno.
Il tutto a meno di voler immaginare che l’attraversamento del Corso Umberto, seppure solo per le auto, rappresenti un’alternativa valida possibile. Ed i camion, ed i bus? Quale percorso alternativo si pensa di utilizzare senza ingolfare la città e senza rendere superfluo l’attraversamento del Polo Commerciale che altrimenti rischia di morire? Per eventuali informazioni sul grado di difficoltà basta chiedere agli amministratori che negli anni ’80 si trovarono a gestire la prima chiusura del Ponte Guerrieri; sui loro visi alla domanda sulle soluzioni sembrano affiorare ancora le antiche rughe di chi, sull’altare di quelle soluzioni alternative, ci rimise carriere e pure sindacatura.

Una lezione però quell’esperienza l’ha lasciata: nessuna emergenza come questa necessita di massima concertazione tra chi governa e la città; nessuna emergenza come questa ha bisogno di umiltà da parte dell’amministrazione e della consapevolezza che affidarsi ad un «emergency manager» è una necessità stavolta e non un capriccio; nessuna emergenza come questa richiede calma, sangue freddo e dialogo con i cittadini e le categorie produttive che a breve affolleranno Palazzo San Domenico inferociti. Tanto più che, invece di attendere il periodo estivo, o almeno la chiusura delle scuole, si è scelto di procedere nel momento di massimo traffico sia delle merci che delle persone, turisti compresi.

Pensare ad un differimento degli orari di entrata ed uscita nei singoli istituti scolastici, differenziandoli ed evitando sovraffollamenti, immaginare una disciplina particolare di mercati, fiere ed eventi, limitare ogni altro lavoro pubblico o intralcio al traffico urbano, sembrano essere misure minime per consentire alla città di sopravvivere.

Tutte iniziative che mal si coniugano con il clima che si respira in questi giorni a Palazzo san Domenico, dove l’autorevolezza viene troppo spesso scambiata con il decisionismo, e dove non sembra che confronto e concertazione siano i pezzi forti dell’amministrazione. Anche perché, inevitabilmente chi criticherà avrà gioco ben più facile di chi sarà chiamato a risolvere gli enormi problemi che verranno sollevati dalle attività di manutenzione del Ponte: polemiche che solo la coscienza di essere alle prese con un evento simile ad una sorte di calamità incruenta potrà smorzare.

Altrimenti prepariamoci al solito balletto di responsabilità, alle solite accuse ed alle stentate difese, ma, soprattutto ad una città alla quale la frattura viaria potrebbe infliggere un colpo da cui sarà veramente difficile riprendersi.

PONTE GUERRIERI CHIUSO A MARZO
L´Anas è pronta a mettere in sicurezza il ponte Gurrieri. Il cantiere di lavoro sarà aperto a metà marzo anche se la data esatta sarà stabilita di concerto con l´amministrazione comunale. Si sono già tenute due conferenze di servizio tra i tecnici dell´Anas, il sindaco ed i responsabili della viabilità ed un ulteriore riunione si terrà a metà mese. E´ confermato che i lavori saranno eseguiti e che dureranno per tre mesi. L´intervento riguarda la messa in sicurezza dei giunti, la rimozione e sostituzione della barriera metallica di protezione, la rimozione di alcune parti in metallo che non essendo in sicurezza potrebbero arrecare gravi danni se cedessero nella valle sottostante. L’azienda è stata sollecitata ad effettuare un controllo nella ringhiera metallica a protezione del viadotto perché alcuni cittadini, che abitano nella sottostante vallata della Fiumara, hanno lamentato il pericolo derivante dal distacco di alcune parti metalliche precipitate dalla ringhiera.

Si tratta di interventi di ordinaria manutenzione dettati dalle continue sollecitazioni e dall´usura cui il viadotto è sottoposto ogni giorno. Il ponte è stato inaugurato nel 1967, è lungo 538 metri e fino alla costruzione del viadotto sulla vallata sull´Irminio è stato, con i suoi 134 metri, il più alto d´Europa. Le conferenze di servizio tenute hanno anche affrontato il problema della viabilità lungo la Statale 115 e la possibilità di collegare in modo sicuro ma anche veloce il capoluogo con tutto il versante siracusano. Si dovrebbe andare, come è già stato sperimentato per il viadotto sull´Irminio, all´istituzione di un senso unico alternato solo per il traffico leggero. I mezzi pesanti saranno di certo indirizzati lungo l´asse viario tra Pozzallo e Marina di Ragusa.

La chiusura per tre mesi del ponte Guerrieri comporterà anche una "rivoluzione nel centro storico visto che tutto il traffico da Modica Alta per il quartiere S. Cuore e viceversa non potrà utilizzare appieno il viadotto Guerrieri. L´amministrazione ha chiesto all´Anas di rispettare i tempi di realizzazione dei lavori visto che secondo il cronoprogramma prefigurato si arriverebbe a metà giugno e quindi alla vigilia della stagione turistica che comporta un maggiore volume di traffico.


Soluzione alternativa
05/02/2014 | 19.58.26
Enzo

Soluzione alternativa? Mettere a disposizione dei mezzi pubblici urbani come in tutte le città del mondo. Non dico che abbiamo bisogno di 400 autobus ma qualcuno serve. Un autobus occupa meno di 30 automobili. Magari è il momento che i modicani scoprano la comodità dei mezzi pubblici. Ovviamente non ci saranno fondi per un progetto del genere, certo abbiamo speso 200.000 euro per divertirci a Natale... Come si dice a modica "n´assuppamu"


modica Alta,Bassa e sorda off limits
05/02/2014 | 15.38.47
claudia origoni

sacrifici sì ...suicidi No ! in un momento di crisi come questo ci giochiamo pure la stagione estiva????ne ho già visto un esempio 3 anni fa quando in estate si chiuse via Napoli e Modica alta rimase fuori gioco...Ho invece una proposta operativa perchè non fare come in Francia e Germania e fare turni non stop di lavoro h24????


opportunità?
05/02/2014 | 12.45.22
salvatore

tutti dovranno attraversare il centro storico....siamo sicuri che è solo un problema.....o una opportunità..cerchiamo di organizzare un passaggio comodo senza problemi e mettendo in mostra le cose belle della ns città.....


Inimmaginabile
05/02/2014 | 11.46.16
Francesco

Ti rendi conto dell´utilità di una cosa solo quando questa viene a mancare.

La chiusura del ponte Guerrieri, seppure per pochi mesi, comporterà una congestione del traffico allucinante. Già "in tempo di pace" il traffico dalle 7 alle 8:30 è intenso al quartiere Sorda, dovuta alle scuole e alla gente che si reca al lavoro.

Ancora peggio è messa Modica Bassa, che dovrà contenere tutto il flusso delle auto che normalmente transitano sul ponte.

Speriamo vivamente che i 3 mesi pronosticati non si allunghino, perché si prevedono giorni di fuoco. La cosa positiva è che, essendo programmato tra marzo e giugno, molte persone potranno spostarsi con motoveicoli e quindi ridurre la quantità di auto presenti, ma è una minima consolazione.

Tuttavia, se è per mettere in sicurezza la struttura, dobbiamo tutti fare un sacrificio.

Saluti