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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 693
MODICA - 02/02/2014
Attualità - Polemica sull’aumento del numero di licenze per i pubblici esercizi

"Picconate" Ascom sul sindaco di Modica Abbate

Il presidente Paolo Failla entra prima nel metodo e poi nel merito della questione
Foto CorrierediRagusa.it

Per Ignazio Abbate arrivano le bacchettate dell´Ascom. Il sindaco ha aperto la corsa alla concessione delle licenze per la somministrazione di cibo e bevande senza consultare l´associazione di categoria dei commercianti e l´Ascom lo definisce "arrogante, pervicace ed antidemocratico". L´Ascom rimprovera al sindaco il fatto di avere aumentato del dieci per cento il numero dei pubblici esercizi nel centro storico e precisamente nel tratto che va da piazza Municipio a piazza Rizzone. La precedente amministrazione aveva di fatto bloccato la liberalizzazione precedentemente introdotta perchè in questo tratto del centro storico si era verificato una eccessiva presenza di locali che rischiavano di snaturare le peculiarità della zona e di introdurre elementi di sovraffollamento. Grande è stata dunque la sorpresa dell´Ascom rispetto al cambio di indirizzo del sindaco Abbate,anche perchè non annunciata, ed il presidente Paolo Failla entra prima nel metodo e poi nel merito della questione: "Contestiamo al sindaco i principi basilari su cui dovrebbe basarsi la nostra democrazia e il corretto vivere civile. In primo luogo, la normativa prevede che prima di qualsiasi deliberazione è fondamentale, se non principio di buona educazione civica, tenere conto del parere (non vincolante) delle organizzazioni sindacali di categoria riconosciute a livello nazionale, mentre il sindaco giustifica la mancanza di richiesta di parere in quanto l´ampliamento riguarda solo un aumento del dieci per cento.

Tutto ciò per noi è assurdo, infantile e pretestuoso». Il sindaco ha motivato la sua decisione con il fatto che i flussi turistici in città sono aumentati ma basta parlare con la maggior parte degli esercenti di tutto il centro storico per capire che a parte i pochi mesi dell´estate la situazione non è rosea, tutt´altro. Ne fanno fede le tante chiusure di esercizi commerciali e le difficoltà in cui operano tanto che i cartelli "Vendesi" agli ingressi dei locali sono sempre più numerosi La decisione del sindaco appare tra l´altro presa al di fuori di ogni pianificazione che dovrebbe prevedere la differenziazione dei locali mentre oggi succede, e lo sarà ancora di più con le licenze concesse, che nel raggio di cinquanta metri insistano otto bar e pizzerie in quantità. Come sintetizza il proprietario di un bar storico su Corso Umberto: "Questa politica espansiva ci condurrà tutti alla morte commerciale. Chi esiste già vede contrarre il proprio fatturato ai limiti della sopportazione, i nuovi locali resistono per qualche mese, poi vivono di stenti e spesso chiudono. Avremmo invece bisogno di regole certe, di controlli antiabusivismo efficaci e di agevolazioni ed invece assistiamo ad un decisionismo del sindaco che non porta da nessuna parte".

Nella foto in alto da sx Abbate e Failla