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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 740
MODICA - 15/05/2008
Attualità - Modica - Dipendenti comunali, netturbini, addetti delle cooperative

Quando la protesta si fa dura:
500 in corteo per gli stipendi

Lo slogan Cigl: « Lo stipendio per il lavoro, la famiglia, la città» Foto Corrierediragusa.it

Gli operatori ecologici ritornano sul piede di guerra. Insieme a loro anche trecento addetti delle cooperative. I netturbini reclamano il pagamento del mese di aprile mentre le operatrici ai servizi di assistenza agli anziani ed ai portatori di handicap sono in arretrato di sette mesi.

L’aula di palazzo S. Domenico è stata ancora una volta occupata ed il personale non intende lasciare il palazzo comunale se non avrà certezze sui pagamenti. Per stamani è in programma un incontro con il commissario straordinario ma le casse piangono e il fronte delle spese si allarga sempre di più. Sullo sfondo c’è anche il pagamento che l’Ato di Ragusa reclama per il pagamento dell’utilizzo della discarica con l’ultimatum di tre giorni che è piovuto sul tavolo di Giovanni Bologna.

Ieri le strade non sono state spazzate ed i cassonetti sono rimasti ricolmi ; anche oggi gli operatori ecologici resteranno con le mani incrociate perché prima attendono che siano consegnati gli assegni dei loro salari. Servono 380 mila euro ma è la cronicità della loro situazione che non lascia tranquilli perché i mesi si susseguono ed il personale non intende più andare avanti con questo stato di cose. Il sindacato ha denunciato il fatto che 270 mila euro disponibili pochi giorni fa sono stati utilizzati dal commissario per pagare fornitori e decreti ingiuntivi. « Siamo stanchi, il salario è un nostro diritto, non cerchiamo l’elemosina».

Appena due giorni fa tutti erano scesi in corteo a chiedere risanamento, stipendi, mantenimento dei servizi sociali. Oltre 500 tra dipendenti comunali, operatori ecologici, addetti delle cooperative e di tutto l’indotto hanno sfilato ieri lungo il corso Umberto I (nella foto) per la manifestazione indetta dai sindacati di categoria.

Il corteo era aperto dagli operatori della igiene ambientale che con tanto di tamburi e slogan hanno ritmato l’incedere del lungo corteo che ha dovuto fare i conti anche con l’intenso traffico del tardo pomeriggio. E’ stata una manifestazione comunque pacata e caratterizzata dalla consapevolezza dei dipendenti di meritare un futuro più sereno ed un ente risanato per il bene di tutta la città.

Lo slogan della Cigl « Lo stipendio per il lavoro, la famiglia, la città» riassumeva paure e preoccupazioni, ansie ed aspettative mentre tra tutti i lavoratori, dagli iscritti alla Cisl alla Uil, dalla Cgil al Silpol, ma anche tra i senza tessera, non sono emerse fratture o prese di distanza. La manifestazione è stata unitaria nel vero senso del termine e gli organizzatori possono essere soddisfatti anche del numero dei partecipanti visto che da trenta anni a questa parte i problemi dei lavoratori sono stati tenuti all’interno del palazzo e del sindacato.

La città, pur distratta ed in qualche modo innervosita per il blocco del traffico, ha preso atto di uno stato di cose che non funziona ed il messaggio politico insito, seppur non esplicitato nel corteo, potrebbe avere ripercussioni sulle prossime elezioni.

Nel corteo pochi i consiglieri comunali ma spiccavano in prima fila le presenze di Giovanni Avola, neo segretario provinciale della Cgil e di Giorgio Scirpa, che a distanza di pochi metri l’uno dall’altro hanno accompagnato fino a piazza Matteotti il serpentone,poi scioltosi dopo oltre un’ora di cammino.