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MODICA - 23/01/2014
Attualità - Due amministrazioni si sono succedute ma la situazione resta invariata

Modica: illegale primato sulla spazzatura

L’ultima regolare ed autentica gara d’appalto per lo svolgimento del servizio di smaltimento rifiuti, con tutti i crismi del pubblico incanto, fu celebrata nel gennaio del 2007 Foto Corrierediragusa.it

La Città di Modica ha un primato in Italia, consolidato e che difficilmente verrà, anche in futuro, scalfito. Il cioccolato più buono, forse? No, anche se il cioccolato modicano non ha nulla da invidiare alle altre produzioni d’eccellenza nazionali. E allora il ponte più alto d’Europa? Neppure, purtroppo. Molto più mestamente Modica è l’unico Comune d’Italia nel quale da 5 anni il servizio di smaltimento dei rifiuti viene effettuato da una ditta privata senza che sia stata mai fatta una gara d’appalto. L’ultima regolare ed autentica gara d’appalto per lo svolgimento del servizio di smaltimento rifiuti, con tutti i crismi del pubblico incanto, fu celebrata nel gennaio del 2007, ed aggiudicata, dopo ricorsi e controricorsi infiniti, alla ditta Giuseppe Busso. La stessa ditta poco più di due anni dopo aver assunto il servizio, fu sottoposta a rescissione del contratto a causa di un’inchiesta che la coinvolse e che, come troppo di consueto è accaduto in città, alla prova dei tribunali si dissolse nel nulla.

Da allora solo una gara informale, aggiudicata alla ditta Puccia nell’agosto 2009, che doveva servire a superare l’emergenza legata alla rescissione del precedente contratto e ad assicurare, per tre mesi, prorogabili per un massimo di altri tre, lo smaltimento dei rifiuti in città. Da allora sono trascorsi invece ben 5 (cinque) anni e di gare neppure l’ombra, mentre, di proroga in proroga, la ditta Puccia continua a gestire l’appalto milionario legato allo smaltimento dei rifiuti in città. Cosi, semplicemente, senza una gara, senza un bando, solo in virtù di una selezione informale e veloce per superare l’emergenza estiva di 5 anni fa.

E non stiamo parlando di bruscolini, atteso che il servizio in questi anni è lievitato, di milione in milione, fra raccolta e conferimento in discarica e spese di trasporto, fino a toccare la punta di un terzo dell’intera spesa prevista in bilancio dal Comune ed a sfiorare i 9 milioni di euro. Nel frattempo le bollette per i cittadini sono lievitate contestualmente, soprattutto dopo che, stante l’indisponibilità della discariche provinciali di Scicli prima, Vittoria poi e Ragusa infine, la spazzatura modicana ogni giorno attraversa mezza Sicilia per essere depositata a Motta Sant’Anastasia. Un costo di trasporto immane che viene ribaltato direttamente sulle bollette dei cittadini. Cinque anni di amministrazione Buscema (Pd-Mpa) e sei mesi di amministrazione Abbate (Udc) non sono bastati a realizzare quello che, per la totalità dei Comuni italiani è la normalità: un bando che permetta una regolare gara, con un regolare vincitore e che consenta, grazie al prevedibile abbassamento dei prezzi legato alla competitività delle varie offerte, di fare risparmiare i cittadini.

A Modica no. A Modica pensare di ripristinare anche in questo settore strategico e vitale la normalità è una pura utopia. Un’utopia che, a ben vedere sta bene evidentemente a tanti: alle amministrazioni che si sono succedute, alle opposizioni passate ed attuali nelle cui file, tra l’altro, siede anche uno dei figli del titolare dell’impresa che gestisce il servizio (ma che non risulta nell’organico dell’azienda di famiglia, scansando equivoci di incompatibilità). Insomma, una lunga vicenda che sembra lasciare indifferente chi, in altri Palazzi, dovrebbe quanto meno essere incuriosito da un’anomalia del genere. A meno che l’»invidiabile primato» modicano sia da tutelare a tutti i costi, passando anche sopra a legalità e buon senso.


Spazzmilleproroghe
23/01/2014 | 7.25.30
Meno Rosa

Tutto cominciò nel lontano 30 Dicembre 2008 con una Ordinanza Sindacale dell´allora Sindaco Buscema.Chi ha voglia di capirne di più può spiegarsi questo strano metodo delle proroghe a cominciare dai giornalisti.