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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 749
MODICA - 10/09/2007
Attualità - Il referendum sullo scorporo da Modica a Pozzallo

"Giù le mani dal territorio"
Rando frena sul referendum

Secondo il Movimento azzurro occorre più concertazione Foto Corrierediragusa.it

"Bisogna andarci piano con il referendum per il trasferimento di una consistente porzione di territorio dalla giurisdizione di Modica a quella di Pozzallo". Lo sostiene Salvatore Rando (nella foto), presidente del Movimento azzurro eco sezione Contea di Modica.

"La consultazione referendaria sul progetto di variazione territoriale proposto da Pozzallo ? scrive Rando ? apre una serie di riflessioni che devono necessariamente coinvolgere Modica in tutte le sue espressioni: politiche, istituzionali, economiche, produttive e culturali. Questa autorizzazione al referendum ? prosegue Rando ? prospetta il rischio della perdita, per mano di poche centinaia di residenti, di una fetta di territorio assai significativa per Modica, dal punto di vista economico e culturale.

Un grave danno al progetto di sviluppo programmato dall’amministrazione e dalle forze imprenditoriali verso l’area industriale Modica ? Pozzallo e le contrade limitrofe. Non è giusto ? conclude il presidente del movimento ? che il decreto regionale pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 24 agosto scorso, coinvolga nel referendum solo gli elettori residenti nel territorio interessato dallo scorporo".

Per la cronaca, a seconda dell’esito del referendum potrebbero passare sotto la giurisdizione del comune marinaro le 23 contrade di Fargione, Daniele, Zimmardo, Bellamagna, Cella, Turischedda, Piano Lauro, Benarifi, Musalli, Graffolongo, Arnia, Giarrusso, S. Rosalia, Caranzonza, Busita, Mandra Vecchia, Padre Ignazio, Serrafiori, Liccio, Serra D’Amenta, Badiola, Pietre Bianche e Puntare Scarsi.