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MODICA - 10/05/2008
Attualità - Modica - L’ultima fatica letteraria del già sindaco della città

Modica: Presentata opera di Terranova

« Contributo alla storia di Modica» edito da EdiArgo Foto Corrierediragusa.it

Si può credere solo nel turismo come sviluppo futuro della città o non si deve piuttosto pensare a quella rete di piccole e medie imprese diffuse nel territorio che hanno bisogno di servizi ? E’ una delle domande che sono state poste nell’aula del palazzo della cultura in occasione della presentazione dei due volumi curati da Saverio Terranova (nella foto) « Contributo alla storia di Modica» , edito da EdiArgo.

Giuseppe Barone nella presentazione dell’opera di Terranova pone l’interrogativo dopo avere attraversato 65 anni di storia cittadina, di cui ben trenta vissuti da protagonista dal sei volte sindaco Saverio Terranova. La lettura di Barone sintetizza per necessità ma coglie i tre snodi della vita politica e socio economica della città. Quella degli anni 60’ quando emerge la visione diversa e spesso contrastante dello sviluppo da parte dei due delfini della Dc, Nino Avola e Saverio Terranova, che raccolgono l’eredità della vecchia classe politica dei Basile e dei Guerrieri; la fase della industrializzazione che parte negli anni 70’ e con alterne vicende vede il suo epilogo con la dismissione dell’Azasi, e quella più recente dagli anni 90’ in poi quando il sindaco è eletto direttamente dai cittadini.

Saverio Terranova, diventa sindaco ad appena 30 anni nel gennaio del 61’, è il «figlio di un muratore» che ha scalzato la vecchia nomenclatura Dc ed è protagonista nel bene e nel male degli ultimi trenta anni; il suo coinvolgimento nelle vicende emerge tutto dalle pagine di un libro che è testimonianza viva, vibrante, ricca di inediti, ma anche di giudizi tranchant , che non risparmiano nessuno a cominciare dall’ultimo inquilino di palazzo S. Domenico, quel Piero Torchi definito « il sindaco mediatico». Terranova riesce a fare anche autocritica, ma da lui non ci si può attendere un giudizio da storico per cui il suo lavoro risulta una cronaca vissuta da dentro, con le passioni e gli umori del protagonista.

« Saverio ? dice Giuseppe Barone ? è stato uomo di battaglie, penalizzato fortemente dal suo stesso partito. Basti ricordare le politiche del 68’ o anche le regionali del 91’». E’ stato anche uomo di prospettiva; ha creduto nella industrializzazione della provincia creando l’Azasi, ha combattuto a suo modo il potere Dc del 64’ quando si invento nel giro di una notte «Modica cattolica e democratica» trovando in Virgilio Failla la sponda comunista. Nonostante vicende giudiziarie e di salute da cui Terranova è uscito indenne nell’uomo è rimasta oggi la capacità di analisi,la coscienza civile, l’amore per la città, che sono alla base di un lavoro che già divide e fa discutere.