Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 793
MODICA - 18/12/2013
Attualità - Aspre critiche su Ignazio Abbate da Ncd, M5S e Sel

Polemiche assenza sindaco da assemblea

Per il parlamentare modicano "Abbate deve pensare a governare bene la città usando il buon senso che è la strada giusta per non fare spropositi"
Foto CorrierediRagusa.it

L´assenza di Ignazio Abbate al convegno promosso dal Comitato pro-Tribunale è diventato un caso. Il sindaco è stato criticato anche da due parlamentari, Nino Minardo (Ncd) e Maria Lucia Lorefice (M5S), gli ricordano il valore ed il senso degli impegni istituzionali in particolari occasioni. "Sempre presente alle sagre, scomparso al convegno sul Tribunale" dice il M5S di Modica. E Nino Minardo rincara la dose: "Abbate pensi a governare bene la città usando il buon senso che è la strada giusta per non fare spropositi". Tornando a Maria Lucia Lorefice, la parlamentare del M5S si è detta disponibile a promuovere un incontro con il presidente del tribunale Tamburini ed ha ricordato di essere stata attenta alla problematica presentando due interrogazioni parlamentari. Il M5S di Modica, tuttavia, è più duro e meno diplomatico della sua parlamentare di riferimento e e sferra un attacco al sindaco: "Ha dimostrato ancora una volta una colpevole impreparazione rispetto ai suoi doveri istituzionali, a cui preferisce il contatto con i propri elettori e soprattutto con le sagre, a cui è onnipresente. Queste assenze sono gravi e ingiustificabili perchè indeboliscono il fronte pro Tribunale in un momento delicatissimo della vertenza per il salvataggio della struttura e si aggiungono al pessimo lavoro dei parlamentari locali della maggioranza, che non solo non hanno saputo convincere i propri colleghi di partito sulle ragioni del foro modicano, ma hanno più volte buttato acqua sul fuoco impedendo di fatto un´adeguata organizzazione a difesa della Giustizia. Come possiamo pretendere di guidare le città limitrofe in una protesta costruttiva ed efficace, se i nostri rappresentanti modicani hanno altro da fare nel momento del bisogno?"

Critiche arrivano anche dal consigliere comunale Vito D´Antona di Sel: "L´assenza fisica e di proposte da parte di chi è chiamato a guidare una città rischia di indebolire una battaglia che ha bisogno di tutti, ma in primo luogo di chi ha l’obbligo di rappresentare una comunità in tutte le occasioni, anche in quelle dove i problemi si presentano certamente più complessi di altri". Ignazio Abbate ribadisce ancora la sua giustificazione che evidentemente è risultata poco convincente: "Ero assente per impegni personali e ho delegato l´assessore alla Cultura Orazio Di Giacomo e il Presidente del Consiglio Roberto Garaffa". Abbate rincara poi la dose nei confronti del portavoce del Comitato pro Tribunale, l´avvocato Enzo Galazzo, reo agli occhi del sindaco di non averlo difeso dall´attacco del primo cittadino di Ispica", il quale aveva dichiarato che «L’assenza del primo cittadino di Modica è stata fuori luogo, anche perché, oltre a fare gli onori di casa, avrebbe dovuto soprattutto fare quadrato con noi quantomeno per tentare di difendere ancora il tribunale, presidio di legalità».
Nella foto in alto da sx Minardo, Abbate, Lorefice

L´ASSEMBLEA DALLE TROPPE CHIACCHIERE E DAI POCHI FATTI
Troppe chiacchiere, qualche recriminazione, e, soprattutto, pochi, pochissimi fatti. E’ il sunto dell’assemblea pubblica «Il tribunale è di tutti, salviamolo» svoltasi ieri mattina all’auditorium «Pietro Floridia», alla presenza, tra gli altri, di parecchie autorità istituzionali. Assente il sindaco Ignazio Abbate, alla quale è stata indirizzata una «strigliata» dal suo omologo di Ispica Piero Rustico, che, parlando anche a nome degli altri due sindaci presenti, Franco Susino di Scicli e Luigi Ammatuna di Pozzallo, ha detto: «L’assenza del primo cittadino di Modica è fuori luogo, anche perché, oltre a fare gli onori di casa, avrebbe dovuto soprattutto fare quadrato con noi quantomeno per tentare di difendere ancora il tribunale, presidio di legalità». Al di là però dell’assenza di Abbate (in rappresentanza della città c’erano il presidente del consiglio comunale e un assessore), da difendere resta comunque ben poco, visto che da Roma non giungono affatto segnali di speranza per il soppresso tribunale di Modica.

Appare quindi come l’ennesima battaglia contro i mulini a vento l’assemblea pubblica di ieri, al termine della quale è stato comunque approvato un documento (che lascia il tempo che trova) da inviare al Ministero della Giustizia. Una iniziativa, quella organizzata dal Comitato pro tribunale, che evidenzia quantomeno la tenacia di alcuni, volenterosi avvocati di difendere ancora con le unghie e con i denti un tribunale, nei fatti, già soppresso. E proprio il Comitato pro tribunale è in questi giorni oggetto di una discussa indagine avviata dalla procura di Ragusa, come confermato ieri dal portavoce dell’organismo, l’avvocato Enzo Galazzo, che, sentito dagli inquirenti sulla vicenda, ha specificato che «L’indagine verte su fatti non costituenti reato sulla base di un esposto. Tutto questo è comunque un paradosso», ha chiosato senza mezzi termini Galazzo.

Per l’avvocato Carmelo Ruta, ex sindaco di Modica, «L´inchiesta a carico del Comitato pro tribunale di Modica è un’autentica intimidazione e risulta oltremodo offensiva per gli avvocati che ne fanno parte e non solo: un legale interrogato da un ufficiale di polizia giudiziaria – ha concluso Ruta – è comunque un fatto increscioso». Il presidente dell´ordine forense Ignazio Galfo ha a sua volta parlato della singolare vicenda, accennando altresì alle proteste, forse un po’ troppo blande, che hanno preceduto senza eco la soppressione del tribunale modicano. Poi è stata la volta delle proposte, per certi versi provocatorie, contro le carenze strutturali della sede del tribunale di Ragusa. L´avvocato Carmelo Scarso, che si è intestato la battaglia, ha suggerito di disertare la struttura dal prossimo primo gennaio «Una volta preso atto – ha detto – delle evidenti inadeguatezze strutturali del tribunale che attentano alla sicurezza di chi vi opera. Non sono le leggi che ci danno torto – ha sentenziato l’avvocato Scarso – ma solo certi uomini».