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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 842
MODICA - 25/11/2013
Attualità - Contestata la costruenda stazione di trasbordo e travaso

Il comitato di quartiere accusa Puccia

Non piace per niente ai residenti della popolosa zona di contrada Grotta dell’Acqua la richiesta di autorizzazione avanzata al comune da Giorgio Puccia
Foto CorrierediRagusa.it

Da autoparco per i mezzi da lavoro a stazione di trasbordo e travaso di rifiuti solidi urbani indifferenziati a ridosso delle falde acquifere e a pochi passi dal centro abitato. Non piace per niente ai residenti della popolosa zona di contrada Grotta dell’Acqua la richiesta di autorizzazione avanzata al comune da Giorgio Puccia (foto), titolare dell’azienda che gestisce il servizio di raccolta della spazzatura in città, propedeutica all’utilizzo dell’area attrezzata di sua proprietà come centro per il trattamento dei rifiuti, rispetto all’attuale autorimessa dei mezzi di lavoro. Il comitato di quartiere Dente Piano Ceci ha quindi indirizzato una lettera al procuratore Giuseppe Petralia per paventare presunte irregolarità nella richiesta di autorizzazione e per palesare le preoccupazioni sui possibili rischi alla salute che potrebbero derivare per i residenti e non solo dal concretarsi di una simile circostanza.

Secondo i componenti del comitato, difatti, una stazione di trattamento dei rifiuti solidi urbani indifferenziati in quella zona densamente abitata provocherebbe disagi a non finire e il possibile inquinamento dell’area circostante, con miasmi e altri sgradevoli odori, senza contare la possibile compromissione delle falde acquifere. In un recente incontro sulla complessa tematica, pare che lo stesso Puccia avesse manifestato l’intenzione di recedere dal contestato intento. Ma il sindaco Ignazio Abbate avrebbe in un secondo tempo smentito Puccia, sostenendo che quest’ultimo abbia insistito per il rilascio da parte dello stesso primo cittadino dell’autorizzazione alla mutazione di destinazione d’uso dell’area con i crismi dell’urgenza, senza attendere il parere del competente assessorato regionale al territorio e ambiente.

Il sindaco ha per il momento negato l’autorizzazione. I residenti si dicono comunque preoccupati anche perché i lavori per la realizzazione dell’impianto sarebbero già a buon punto. Da qui la decisione di indirizzare la missiva non solo alla procura di Ragusa, ma, per conoscenza, pure allo stesso assessorato regionale, al responsabile dell’ufficio ambiente del comune e all’omologo dello sportello unico, paventando una mobilitazione generale in caso di mancate risposte.