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MODICA - 25/10/2013
Attualità - Il presidente dell’Ordine forense del tribunale di Modica non demorde. Possibile ricorso al Cga

Tribunale Modica accorpato pure per il Tar

Rigettati i ricorsi dell’Ordine forense e del sindaco. Ecco le motivazioni Foto Corrierediragusa.it

Sono naufragate davanti al Tar di Catania le residue speranze di salvare in qualche modo il Tribunale di Modica dall´accorpamento con Ragusa. Un accorpamento che è già un dato di fatto dal 13 settembre, che provocato disfunzioni ma è pienamente operativo. Il presidente della seconda sezione del Tar, Salvatore Veneziano, ha rigettato il ricorso dell´Ordine forense e del comune di Modica con il quale è stata chiesto la sospensiva del decreto legge dell´8 agosto scorso con la quale il Ministero della Giustizia ha ridisegnato la mappa degli Uffici giudiziari in Italia.

Davanti al Tar si è costituita in giudizio l’avvocatura dello Stato con l’avvocato Domenico Maimone, mentre l’Ordine degli Avvocati di Ragusa, ha presentato una memoria attraverso l’avvocato Patrizia Gurrieri, con la quale si è stato fatto rilevare, tra l’altro, la difficoltà che incontrerebbe l’utenza e gli addetti ai lavori della zona occidentale della Provincia di Ragusa (Acate, Vittoria, Comiso) per raggiungere il Tribunale di Modica e che ha evidenziato come il comune è pronto ad investire per approntare i locali al servizio degli Uffici giudiziari.

Nonostante il rigetto del ricorso il presidente dell´Ordine forense del tribunale di Modica, Ignazio Galfo, non si dà per vinto ed insieme ai suoi più stretti collaboratori prefigura un ulteriore ricorso al Consiglio di Giustizia amministrativo. Sia il ricorso presentato dal presidente dell´ordine forense, Ignazio Galfo, sia quello presentato dal sindaco di Modica, Ignazio Abbate, tramite il legale del comune, Miriam Dell´Ali, sono stati rigettati frustrando così le aspettative dei due organismi. Il ricorso dell´Ordine forense chiedeva il prolungamento a cinque anni per la prosecuzione delle cause civili presso il tribunale di Modica dagli attuali due concessi dal Ministero della Giustizia.

Nel dispositivo della sentenza si fa riferimento ai"termini ed i limiti nei quali il provvedimento ministeriale impugnato accoglie l’istanza del Presidente del Tribunale di Ragusa. Questi appaiono congruenti – oltre che con le finalità della riforma – anche con le ipotizzate, possibili, soluzioni alle aumentate esigenze di edilizia giudiziaria nel comune di Ragusa, anche alternative a quella rappresentata dal Comune di Ragusa ed implicanti l’eventuale utilizzo di immobili gestiti dall’Agenzia del Demanio".

Il Tar rileva anche che "la fissazione di un limite temporale biennale alla utilizzazione non esclude la possibilità di una eventuale nuova valutazione della situazione esistente in prossimità della scadenza del termine, a fini di una eventuale proroga nei limiti massimi previsti per legge".

Per quanto riguarda la presunta pericolosità strutturale dei locali nel capoluogo "queste non appaiono configurare altro che – pur comprensibili – disagi dell’utenza, ferma restando che eventuali situazioni di concreta e specifica pericolosità non potranno non essere valutate dalle Autorità responsabili ai sensi della vigente normativa in tema di sicurezza pubblica e sui luoghi di lavoro".