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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:30 - Lettori online 714
MODICA - 15/10/2013
Attualità - Transazione del comune con l’ente erogatore di energia elettrica

Il sindaco di Modica indebitato con Enel

Da 19 milioni a 14 con un risparmio di ben 5 milioni Foto Corrierediragusa.it

All´inizio erano 19 milioni di euro. Grazie alla transazione potrebbero ridursi a 14 con un risparmio di ben cinque milioni. La trattativa tra l´amministrazione comunale e l´Enel è ormai in dirittura d´arrivo e la proposta formulata dal sindaco Ignazio Abbate (foto) sarà sul tavolo della prossima seduta del Cda dell´Enel per il definitivo via libera che lo stesso sindaco dà ormai per scontato. Palazzo S. Domenico ha potuto articolare la sua proposta grazie alla disponibilità delle somme assegnate con il Piano di riequilibrio finanziario che dopo i primi venti milioni assegnati a giugno dovrebbe far arrivare nelle casse comunali altri venti milioni. Fonti ministeriali hanno infatti anticipato che la seconda tranche dei finanziamenti sarà accelerata ed i comuni avranno la disponibilità delle somme già alla fine del prossimo mese. Chiaro il messaggio del sindaco all´Enel: "Qui ci sono i soldi ma vogliamo uno sconto per chiudere definitivamente la partita. Pagheremo in contanti e azzereremo il tutto".

La prima proposta avanzata dalla precedente amministrazione è stata bocciata dall´Enel; si parlava di una transazione fissata a 12 milioni 800 mila euro che non è stata presa in considerazione. Anzi l´Enel ha rilanciato chiedendo sedici milioni per definire ed azzerare il debito. Da qui l´ultima offerta di Abbate che sembrerebbe vincente grazie ai contanti disponibili. Il debito si è consolidato negli ultimi tredici anni aumentando pervia degli interessi e dei consumi fuori ogni controllo. Nonostante i vari piani di pagamento messi a punto dalle varie amministrazioni non si è riusciti a venirne a capo ed anzi il debito è cresciuto fino ad arrivare ad una somma per certi versi sconvolgente di 19 milioni. Questa situazione ha impedito al comune di attivare utenze importanti che non fossero quelle dovute per motivi istituzionali a cominciare dal teatro Garibaldi per finire ad alcuni edifici pubblici che sono rimasti letteralmente al buio.