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MODICA - 02/10/2013
Attualità - Il giovane 23enne modicano è affetto da "Atassia spino cerebbellare"

Il caso di Mauro Terranova trattato dal giudice del lavoro

Ricorso della famiglia contro l’assessore regionale alla Sanità, Lucia Borsellino

Altro capitolo nella triste vicenda di Mauro Terranova, il 23enne affetto da dieci anni da "Atassia spino cerebbellare". I genitori hanno cominciato da anni la loro battaglia sia medica sia legale per avere accesso alle cure previste dal metodo della Stamina Foundation di Brescia che fa capo al prof. Vannoni. Gli appelli non sono bastati alla famiglia Terranova che ha avuto la solidarietà delle istituzioni, di movimenti, associazioni e singoli cittadini. Si sono anche mobilitati il prefetto Annunziato Vardè ed il vescovo di Noto, Antonio Staglianò, perchè Mauro avesse accesso alle cure compassionevoli. Quando sembrava essersi aperto uno spiraglio la famiglia è ripiombata nel dramma visto cher Mauro peggiora, ha ormai capacità respiratorie del 60 per cento con un aggravamento delle sue condizioni generali di salute.

Ieri davanti al giudice del lavoro è stato discusso il ricorso presentato dal legale della famiglia Terranova per avere accesso alle cure compassionevoli in un centro specializzato in Sicilia. La famiglia ha infatti preso atto che a Brescia la lista per la cura delle staminali è inaccessibile per le tante richieste e si è quindi appellata al giudici per ottenere un posto in una struttura ospedaliera in Sicilia.

La sesta commissione Sanità all´Ars aveva tra l´altro individuato il Ferrarotto di Catania ed il S. Sofia di Palermo quali luoghi per il trattamento del caso di Mauro ma davanti al giudice del lavoro il legale che difende l´assessorato regionale alla sanità ha sostenuto che in Sicilia non ci sono strutture che possono ospitare Mauro. Il giudice si è riservato di decidere entro due settimane. "Sono troppe per noi - dice la madre di Mauro, Anna Carta - Siamo sconvolti da questa insensibilità dell´assessore Lucia Borsellino che pure ci aveva dato la sua disponibilità. Il legale haa detto che il comitato etico istituito presso la Regione aveva detto no alle cure per Mauro ed ha chiuso per noi ogni prospettiva. Io ho fatto un mese di digiuno per far sì che il caso di Mauro venisse preso in considerazione. Ora ho strappato la carta di identità di Mauro visto che non è ritenuto degno di esistere. Cos´altro dobbiamo fare?"