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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 657
MODICA - 30/04/2008
Attualità - Modica - L’accordo di un mese fa è svuotato di ogni senso

Dipendenti e lavoratori ancora a secco. Restano le speranze

Ma la situazione si fa sempre più insostenibile Foto Corrierediragusa.it

S. Giorgio non fa il miracolo. Per i dipendenti e i lavoratori di cooperative non arrivano gli stipendi. Promessi per metà mese restano al momento solo le speranze. Il personale comunale è in arretrato di due stipendi, marzo ed aprile, e del salario accessorio dello scorso anno e la situazione si fa sempre più difficile.

Non è certamente più facile per i 105 operatori ecologici alle dipendenze della Busso che sono in arretrato di due mesi e non vedono l’uscita da un tunnel sempre più buio. Il commissario Giovanni Bologna è in attesa dei trasferimenti di stato e regione ma deve nel contempo far fronte alla massa di creditori che dal suo arrivo si sono riversati alla sua porta per ottenere pagamenti arretrati di anni né mancano i commissari ad acta che sequestrano le somme incamerate quotidianamente dal comune per ottemperare a giudizi emessi dai tar a favore dei creditori. Situazione difficile che mette in apprensione anche i sindacati ormai alle strette e pressati dai loro stessi iscritti.

« L’accordo firmato appena un mese fa con il vicesindaco Giovanni Frasca e con il capo di gabinetto Nino Scivoletto è svuotato di senso alla luce della pessimistica previsione di cassa- dicono tutti i rappresentanti sindacali. « La situazione attuale pone forti e fondati dubbi sugli introiti dati per certi; alla luce dei fatti emergono superficialità, disinvoltura, leggerezza da parte di chi ha il dovere di proporre e sottoscrivere impegni».

La reazione dei dipendenti non si farà attendere. Stasera saranno in gran numero presenti ai lavori del consiglio comunale mentre per lunedì prossimo hanno convocato una assemblea per mettere a punto una strategia di risanamento dell’ente. I sindacati hanno chiesto al commissario straordinario il controllo dei flussi in entrata ed in uscita dei mandati di quest’anno. Da parte loro gli operatori ecologici sono sul piede di guerra; chiedono garanzie e minacciano di fermare il servizio.