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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:21 - Lettori online 954
MODICA - 12/09/2013
Attualità - Accorpamento con Ragusa. Chiudono pure i tribunali di Mistretta e Nicosia

VIDEO - San Giorgio non ha "difeso" il tribunale di Modica. Amen

La chiesa si è opposta all’iniziativa di un consigliere comunale. E Modica città "perduta" si copre di ridicolo Foto Corrierediragusa.it

Se l’obbiettivo era quello di imporre la vertenza del Tribunale di Modica all’attenzione nazionale, allora sì che ci sono riusciti; peccato che nel frattempo l’intero consiglio comunale e la città si siano coperti di ridicolo dopo che sulle agenzie e sulle testate regionali e nazionali è apparsa l’idea di affidare la salvezza dell’oramai perduto tribunale addirittura al Santo Patrono San Giorgio. (Video servizio tratto da Antenna Sicilia)



E meno male, è il caso di ripeterlo ancora una volta, che è arrivata, pronta e sollecita, la smentita della Chiesa rispetto all’uscita fuori stagione della statua del Santo, che qualcuno, col beneplacito di molti, avrebbe voluto portare venerdì, primo giorno della chiusura ufficiale, in processione davanti al tribunale, senza pensare che San Giorgio ha certamente cose molto più importanti di cui occuparsi, anche in questa città. Al di là delle facili battute, il dibattito di questi giorni nato in città dopo la proposta di un consigliere comunale di affidare la salvezza del tribunale ad un miracolo del Santo Patrono di Modica, nasconde delle gravi e tragiche verità. La prima, la più eclatante, attiene all’incapacità di tutta la classe dirigente modicana di articolare anche una sola protesta degna di questo nome che, attraverso azioni eclatanti, ma anche ragioni inoppugnabili, costringesse il Ministro a prendere in considerazione l’ipotesi di una deroga.

La strada scelta, quella di improbabili ricorsi costituzionali o di appelli al Tar, quasi come se si trattasse di una concessione negata o di un concorso dal quale si è stati esclusi piuttosto che di una decisione politica, stride in maniera irreversibile rispetto a ciò che sta accadendo nel resto d’Italia, laddove in ogni città che da venerdì perderà il suo presidio di legalità si bloccano traslochi, si occupano autostrade e stazioni ( certo con un po’ di difficoltà visto che non abbiamo né autostrada, né stazione ahinoi…), si scende in strada a migliaia. A Modica, invece, la sera in poche decine si va a partecipare ad uno stanco ed inutile consiglio aperto, e di mattina si riprende con zelo a preparare gli scatoloni.

Martedì scorso è andata in scena, durante il Consiglio Comunale aperto, convocato dopo un’estate di colpevole letargo, la commedia dell’assurdo, degna del miglior Ionescu: un gruppo sparuto di consiglieri, nessuno dei sindaci del comprensorio, qualche avvocato annoiato, il solito relatore a caccia di una antica visibilità perduta e una decina di curiosi, oltre ai presidenti di un paio di associazioni. E’ questa la città che si vuole mobilitare per salvare il proprio tribunale? E’ questa la Modica che vuole fare arrivare fino a Roma, fino alla stanza del Ministro la propria voce tonante? Certamente no, al punto tale che anche il Presidente della Regione, senza che nessun deputato regionale della provincia si sia strappato le vesti, ha deciso di appoggiare la protesta di Mistretta e Nicosia e di nemmeno prendere in considerazione quella di Modica. Meno male che gran parte degli uomini illustri che hanno fatto grande Modica, nella stragrande maggioranza, sono passati a miglior vita: almeno si sono risparmiati l’umiliazione di scoprite che la loro città, quella che fu la capitale della Contea, la terza città di Sicilia, che ebbe l’onore di battere moneta propria e di sedere al tavolo dei grandi d’Europa in maniera autonoma, viene oggi dopo Nicosia e Mistretta.

In fondo questa vicenda è solo lo specchio di ciò che questa città è diventata da qualche anno a questa parte: da capitale della Sicilia produttiva e ambasciatrice della sicilianità nel mondo a periferia delle periferie; ed anche la classe dirigente, la stessa che un tempo faceva tremare con la sua autorevolezza Palermo e Roma, si è adeguata; troppo impegnata a diffondere comunicati inutili ed a occuparsi di scerbature e bagni pubblici per accorgersi che quella Modica che era diventata l’orgoglio del Sudest stava sparendo, sepolta sotto la coltre dell’immobilismo, dell’inefficienza e di una selezione imbarazzante della classe dirigente. Allora piantiamola con queste stanche litanie, diciamo pure addio al tribunale, come peraltro abbiamo fatto n questi 5 anni con l’ufficio postale di Marina di Modica, la Caserma dei Carabinieri a Frigintini, l’Università, solo per fare alcuni esempi a caso, e persino il glorioso Liceo classico, e dedichiamoci ad organizzarla una bella manifestazione; non per reclamare aperture o per sostenere velleitarie battaglia, ma per reclamare una classe dirigente all’altezza della storia e della tradizione di questa straordinaria città.

TAGLIO TRIBUNALI: NON SI TORNA INDIETRO
"Il ministero non recede e mantiene almeno per ora la decisione di chiudere i tribunali di Mistretta e Nicosia". E´ il sindaco di Mistretta (Messina), Iano Antoci, ad annunciare l´esito dell´incontro con il dirigente generale dell´amministrazione giudiziaria del ministero, Luigi Birritteri. La riunione era stata convocata dopo le proteste di questi giorni culminate ieri con il blocco dei treni sulla linea Palermo-Messina. La convocazione era stata accolta come un segnale di apertura ma, al termine dell´incontro, il sindaco Antoci ha espresso la propria delusione. "Ci siamo trovati di fronte - dice - a una grande rigidità. Ci è stato ribadito che la riforma sulla geografia delle strutture giudiziarie partirà, come previsto, il 14 settembre. Alle proteste civili delle popolazioni si sta rispondendo irridendo la mobilitazione del territorio. Ancora una volta si affermano i poteri forti".

Secondo Antoci, non sarebbe stata accolta neanche la richiesta di una proroga. Era stata chiesta per valutare la disponibilità della Regione Sicilia a sostenere gli oneri finanziari per il funzionamento dei due uffici giudiziari e per esaminare la possibilità di farli confluire in un unico "tribunale dei Nebrodi". L´incontro comunque non è concluso. Su richiesta del senatore Beppe Lumia, che con altri parlamentari ha preso parte alla riunione, il direttore Birritteri si consulterà con il ministero Annamaria Cancellieri. E ne riferirà nel pomeriggio alla delegazione di avvocati e sindaci del comprensorio Mistretta-Nicosia

SBARACCAMENTO IN CORSO E CARABINIERI PRONTI A TRASLOCARE NEL PALAZZO DI GIUSTIZIA?
Conto alla rovescia per il trasferimento del tribunale a Ragusa. Mentre amministratori ed ordine degli avvocati lanciano l´ultima sfida con un paio di ricorsi al Tar ed all´Ufficio provinciale del Lavoro tutto si muove perchè il trasferimento verso Ragusa si concretizzi entro la settimana. Da ieri è cominciato l´impacchettamento dei fascicoli tanto da rendere impossibile agli avvocati la consultazione delle varie pratiche. Prendono la via del capoluogo anche i mobili ed il sindaco Ignazio Abbate protesta: "Li hanno pagati i miei concittadini con un muto da 650 mila euro che sono serviti ad arredare il nuovo palazzo di Giustizia e non posso consentire che siano trasferiti a Ragusa". Oltre a fascicoli e mobili c´è anche una questione logistica perchè i locali della struttura moderna e funzionale di piazzale Scucces fanno gola. I carabinieri della Compagnia di Modica hanno già fatto il loro primo passo ufficiale. Hanno chiesto al sindaco la planimetria dei locali per preparare un loro insediamento non appena le acque si saranno acquietate.

Nel progetto dell´Arma il primo piano dovrebbe essere destinato alla Compagnia che potrebbe anche disporre dei posti macchina e dei parcheggi e di una sede prestigiosa. I carabinieri sono attualmente sistemati in uno stabile di via Resistenza Partigiana che ormai non soddisfa le aumentate richieste della Compagnia per cui il palazzo di Giustizia sarebbe sotto tutti i punti di vista l´ideale anche perchè, come ha annunciato il sindaco Abbate, il programmato trasferimento di un presidio e degli alloggi nello stabile di piazza Matteotti è saltato. Forse anche in previsione di una più razionale sistemazione al palazzo di Giustizia ed in seguito alle polemiche sorte sulla piena fruizione del bene monumentale del convento del Carmine i carabinieri hanno abbandonato l´idea e preferiscono il palazzo di Giustizia anche se bisognerà vedere, ha puntualizzato il sindaco Abbate, chi dovrà pagare.