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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 577
MODICA - 01/09/2013
Attualità - L’istituzione giudiziaria è stato il pilastro della ex Contea, la scuola istituita nel 1878

Modica perde in un colpo tribunale e liceo

Il corso Classico ed Artistico confluiscono nello Scientifico "Galilei", gli Uffici giudiziari a Ragusa Foto Corrierediragusa.it

Due colpi in un sola volta. E´ un settembre "nero" per la città che vede scomparire, innanzitutto sul piano formale, le sue due istituzioni più antiche. Dopo 135 anni il liceo Classico intitolato al filosofo Tommaso Campailla (nella foto: la sede del Palazzo degli Studi in corso Umberto) cessa di esistere nella sua autonomia dal primo giorno di settembre, che segna l´apertura ufficiale del nuovo anno scolastico. Le dieci classi del corso Classico e le tredici del corso Artistico confluiscono nel Liceo Scientifico Galilei. Sarà un unico istituto da 800 alunni, ottanta docenti ed una ventina unità di personale amministrativo.

Il dirigente scolastico sarà unico ed anche la memoria storica dell´intitolazione del Classico|Artistico a Tommaso Campailla scomparirà confondendosi nel "Galilei". Naturalmente continueranno a funzionare le classi ed i due indirizzi ma del Liceo Campailla così come da generazioni è stato conosciuto esisterà poco o nulla perchè man mano nel corso degli anni tutto è destinato a stemperarsi e confondersi nel nuovo soggetto scolastico. Amministratori, politici, dirigenti scolastici, classe docente non sono riusciti ad evitare la scomparsa di un´istituzione che, pur difesa fino all´ultimo, ha dovuto soccombere alla ragione dei numeri e degli accorpamenti voluti a livello ministeriale e regionale per contenere i costi dell´istruzione.

La città non ha saputo rispondere a questo progetto centralizzato proponendo una diversa organizzazione e riorganizzazione degli istituti superiori. Troppe gelosie, troppi interessi di parte hanno impedito che si potesse dare al Campailla una sua nuova identità consentendogli di ampliare il proprio bacino di utenza, ormai insufficiente per essere autonomo, inglobando pezzi o indirizzi di altri mega istituti cittadini. Ci sarebbe voluta la buona politica per agire in modo diplomatico e persuasivo ma la classe dirigente della città si è dedicata al problema troppo tardi, con approssimazione e senza sapere dove mettere le mani. Da domani dunque il Campailla, almeno la struttura amministrativa, si trasferisce nei locali di piazzale Baden Powell al Galilei ed al palazzo degli Studi restano solo le aule.

Dicono accorati i dipendenti amministrativi del "Campailla: "Questa fine ci sconvolge, abbiamo lavorato per anni alacremente credendo che il Campailla rappresentasse la "meglio Istituzione". Abbiamo cercato di sopravvivere nonostante le reggenze, e con le reggenze, pedalando al massimo delle nostre capacità e possibilità ma a nulla è valso. Poco o nulla si è fatto per salvarla". Se il caso Campailla non bastasse tra tredici giorni la città vivrà sulla sua pelle un´altra perdita. Ci riferiamo all´accorpamento del Tribunale di Modica con quello di Ragusa. Anche in questo voluto per la legge dei grandi numeri e in ossequio al principio, almeno teorico, del risparmio e della razionalizzazione. C´è chi, come Giovanni Avola, segretario provinciale della Cgil, invoca la mobilitazione e chiede al sindaco azioni politiche efficaci ritenendo che lo spazio di manovra per evitare l´accorpamento ci sia. Il destino del tribunale sembra tuttavia segnato ed a poco serve la moratoria di due anni per la trattazione delle cause civili.

Varrebbe la pena riflettere sull´identità di una città che si impoverisce non solo dal punto di vista economico per via di una crisi strutturale ma anche locale e che perde punti di riferimento importanti per il vivere civile, per la convivenza, per l´arricchimento del suo patrimonio umano e professionale. Le istituzioni fanno la città e la loro scomparsa, piccole o grandi che siano, rendono tutti più poveri, con un passato che diventerà labile e più indistinto facendo perdere quel forte senso di identità che ancora oggi viene riassunto in quella che fu "la città della Contea", termine ormai abusato e che alla luce di quanto accade ha una connotazione solo storica ma è sempre più priva di contenuti.