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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 484
MODICA - 23/08/2013
Attualità - Segnalati disservizi nei 2 impianti

Qualcosa non va nei depuratori di c.da Fiumara e Frigintini

Per la Uiltec il sindaco Ignazio Abbate deve correre subito ai ripari per evitare danni ambientali

C´è qualcosa che non va al depuratore di contrada Fiumara ed in quello che serve la frazione di Frigintini. E´ il trattamento delle acque reflue che, dopo essere state depurate, vengono riversate; quelle di Modica, per esempio, finiscono direttamente, nel torrente Modica Scicli. Per la Uiltec il sindaco Ignazio Abbate deve correre subito ai ripari per evitare danni ambientali ed agli addetti di contrada Fiumara. In una lettera indirizzata ai responsabili dell´Arpa, all´Ufficio del Lavoro ed al settore ecologia della Provincia il sindacato, ed in particolare la sezione tec (Tessile, Energia e Chimica) chiede un intervento specifico per mettere fine ai problemi che si sono evidenziati nelle ultime settimane. Il depuratore è di competenza della Servizi per Modica, di cui Antonio Guastella è amministratore delegato.

Il sindacato denuncia che i lavoratori sono costretti a lavorare in uno stato di continua emergenza e che la gestione del trattamento dei reflui è "assolutamente critica ed instabile". Oltre ai lavoratori è a rischio tutto l´ecosistema della Fiumara perchè lo sversamento di acqua non depurata e di fanghi nel torrente che scorre a valle del depuratore inquina. Non a caso l´Uiltec ha chiesto alla?arpa di intervenire al più presto con controlli ed analisi. Serve infatti un esame dell´impianto ed anche una analisi dettagliata della sua gestione per verificare se i macchinari funzionano secondo i parametri stabiliti per legge.

La mancanza di manutenzione ed il mancato rinnovamento di alcune parti dell´impianto a causa delle note difficoltà finanziarie del comune potrebbero essere alla base dei disservizi e dei problemi denunciati dal sindacato. Sulla questione sindaco ed amministratore non hanno pronunciato parola anche se la questione è da qualche settimana al vaglio dell´amministrazione anche per le pressioni dell´amministratore unico SpM che ha chiesto risorse sia per la gestione dell´impianto sia per il pagamento dei lavoratori che vantano ancora due stipendi arretrati. Il messaggio del sindacato ad Ignazio Abbate è inequivocabile e lo richiama al suo dovere: "Rammentiamo al Sindaco che eventuali rischi sanitari diretti per lavoratori e popolazione possono derivare – prevalentemente - proprio da tale comportamento improprio nella gestione dei due impianti, fermo restando che il giudizio sul "corretto funzionamento" degli stessi e sulla qualità dell’acqua reflua trattata e smaltita non è di nostra competenza ma degli organi di controllo territoriali".