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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 902
MODICA - 20/08/2013
Attualità - L’ex chiesa dei Gesuiti, annessa al Palazzo degli Studi, è chiusa da oltre 30 anni

Erbacce e transenne: chiesa Soccorso spettacolo avvilente

Da un anno il sagrato è stato è stato transennato. Negato ai turisti uno dei monumenti più significativi del barocco siciliano Foto Corrierediragusa.it

Non è una chiesa di campagna ma siamo nel centro storico della città. La chiesa è S. Maria del Soccorso (nella foto), capolavoro barocco attribuito alla scuola del Gagliardi, chiusa al pubblico da 30 anni. Da un anno a questa parte è stato negato anche l´accesso al sagrato transennandolo per i pericoli derivanti da alcune pietre pericolanti che sporgono dalla facciata.

I tanti turisti restano sbigottiti dallo "spettacolo" che si offre loro e Gianna, che arriva insieme alla famiglia da Bologna, non capisce veramente: "Ma come si può ? - chiede la turista in short, venuta appositamente dal mare per ammirare i monumenti cittadini - Mi sembra veramente uno scandalo tenere una chiesa così bella in uno stato penoso. Il sagrato è invaso da erbacce alte un metro ed i rifiuti si accumulano in ogni angolo per una vista che da un lato è grandiosa per la sua bellezza e dall´altro fa stringere il cuore per come viene tenuto questo monumento. E´ così difficile tenere in ordine almeno il sagrato?. Lo chiedo al sindaco di una città famosa per le sue chiese".

L´avere chiuso il sagrato al pubblico per motivi di sicurezza ha autorizzato di fatto a non pulire e diserbare il sito con un effetto finale che lascia sconcertati non solo i turisti ma anche i residenti. Per non parlare dell´intonaco che si sta man mano sgretolando e completa un quadro assolutamente desolante. Il "Soccorso" è la chiesa annessa al Palazzo degli Studi ed era in origine la chiesa utilizzata dai gesuiti e poi dagli studenti negli anni 60´. Fu chiusa alla fine degli anni 70´ per un restauro che doveva essere conservativo ma che alla fine si rivelò fatale. Il caricamento delle colonne centrali con una massa di cemento spropositata ha messo in pericolo la solidità della struttura e da allora il monumento è stato chiuso al pubblico. Ci sono generazioni di giovani che non hanno mai potuto ammirare la chiesa se non nelle poche cartoline e foto esistenti dell´interno.

L´ultimo intervento a cura della sovrintendenza è stato portato a termine un anno fa ed ha riguardato la messa in sicurezza del tetto. Chi ha sperato in quella occasione che si mettesse mano al recupero è stato deluso. Solo qualche centinaia di migliaia di euro per il tetto ed il cantiere è stato rimosso dopo un mese di lavori per ritrovarsi con le transenne ed il sagrato inaccessibile. E´ vero che c´è un pericolo caduta di pietre, che potrebbero comunque essere rimosse, ma sarebbe davvero il caso di pensare al restauro della chiesa con un finanziamento massiccio per il quale la sovrintendenza farebbe bene a spendersi rendendo così giustizia al patrimonio monumentale siciliano ed alla città stessa.