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MODICA - 20/08/2013
Attualità - La singolare idea del sindaco Abbate piace a molti ma divide in troppi

Custodi in abiti d´epoca per le toilette pubbliche

Per fruire dei bagni con tanto di custodi «d’epoca», i turisti dovranno pagare 40 centesimi Foto Corrierediragusa.it

Anche quando il «bisognino» scappa... l’occhio vuole sempre la sua parte. Così avrà pensato il sindaco Ignazio Abbate mentre partoriva l’idea di abbigliare con abiti d’epoca i custodi dei bagni pubblici. Dopo aver rifatto il look alle decadenti e sudice toilette di corso Umberto I, nei pressi di palazzo San Domenico, il primo cittadino ha pensato bene di non far sfigurare neppure i custodi che saranno chiamati a gestire il servizio tramite bando pubblico, conciandoli... per le feste. Abbate non ha ancora ben chiaro come dovranno essere queste divise d’epoca: «Ci stiamo lavorando», si è limitato a rispondere con un largo sorriso. Si era fatta strada l’ipotesi che i custodi delle toilette dovessero vestire «alla campagnola», ma l’idea era decisamente fuorviante, come confermato dallo stesso sindaco, secondo cui «Le divise che saranno disegnate dovranno comunque riportare alla mente le tradizioni modicane, accogliendo i turisti come si conviene».

Non è ben chiaro cosa ci azzecchino le tradizioni con i bagni pubblici, ma un dato è certo: l’idea, pensata in primis per i turisti, pare piaccia molto. Alcuni forestieri intervistati mentre passeggiavano lungo corso Umberto lo scorso 16 agosto, provenienti da Milano, hanno accolto con favore l’iniziativa: «Ci sembra una bella idea – hanno detto – anche perché un po’ di folklore non guasta mai». Di diverso avviso una giovane turista romana la quale, dopo aver evidenziato che nella Capitale i bagni pubblici non esistono proprio, evidenzia l’inutilità di abbigliare con abiti d’epoca i custodi «che in fondo – dice la turista – devono solo controllare».

Ad ogni modo, i custodi delle toilette abbigliati come si conviene diventeranno ben presto una realtà, con buona pace dei (numerosi) residenti detrattori, i quali sostengono che ci siano cose ben più impellenti (per restare in tema) ed importanti da fare dei custodi in costume. Ma il sindaco prosegue dritto per la sua strada e anzi promette il bis con lo storico «diurno» di via Santa Elisabetta, che, a differenza dei vespasiani di corso Umberto, pensati per i turisti, sarà destinato ai modicani. A proposito di turisti: per fruire dei bagni con tanto di custodi «d’epoca», dovranno pagare 40 centesimi. Chissà se anche questo aspetto della vicenda sarà considerato «folkloristico»?