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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 864
MODICA - 03/08/2013
Attualità - Lo hanno stabilito i giudici della Corte dei conti di Palermo

Nino Minardo condannato a pagare 25mila euro al Cas

Per una vicenda risalente al 2007

Il parlamentare modicano Nino Minardo dovrà pagare quasi 25mila euro al Consorzio Autostrade Siciliane, Cas. Lo hanno stabilito i giudici della Corte dei conti di Palermo che hanno condannato i vertici del Consorzio per una vicenda risalente al 2007. Minardo fu presidente del Consiglio direttivo del Cas per dieci mesi appena prima di essere eletto alla Camera dei Deputati ma nonostante il breve periodo di presidenza ha dovuto affrontare alcune "grane" giudiziarie come per esempio il rinvio a giudizio per la morte di una giovane automobilista deceduta sulla Pa-Me, che poi si risolse con l´assoluzione del parlamentare modicano. La sezione giurisdizionale contabile presieduta da Luciano Pagliaro, (relatore Roberto Rizzi e componente Maria Rita Micci) ha condannato alla pena pecuniaria gli ex vertici del Consorzio per avere bloccato la nomina del dirigente generale dell´Ente Olivia Pintabona e nominato al suo posto alcuni consulenti esterni.

L´avvocato Pintabona aveva vinto il concorso nel 2005 ed era entrata in servizio solo nel 2009 dopo due ricorsi al Tar, due al Cga e una decisione del giudice del lavoro. La mancata nomina è stata ritenuta immotivata e da qui la condanna per il commissario straordinario Benedetto Dragotta a risarcire il Consorzio di 28 mila e 754 euro, il presidente del Consiglio Direttivo Nino MInardo che dovrà pagare 24 mila 998 euro e i consiglieri Carmelo Torre 7 mila 191 euro, Angelo Paffumi 7 mila 191 euro e Giuseppe Faraone 2 mila e 53 euro. ´´Se i vertici del Cas - si legge nella sentenza - avessero provveduto a nominare tempestivamente Olivia Pintabona quale dirigente generale non ci sarebbe stata la necessità di assegnare funzioni surrogatorie ad un consulente esterno. In questa prospettiva, la remunerazione del consulente per lo svolgimento di compiti sostanzialmente sovrapponibili a quelli istituzionalmente facenti capo al vertice burocratico integra un esborso inutile, perché assolutamente evitabile e, come tale, costituente danno erariale per il Consorzio". L´avvocato Olivia Pintabona morì improvvisamente nel giugno del 2011 a 59 anni, pochi mesi prima era andata in pensione.