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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 721
MODICA - 22/07/2013
Attualità - Riunione a palazzo S. Domenico con i vertici del Consorzio di Bonifica di Ragusa

Agricoltori contro Consorzio bonifica: vertice a Palermo

Ribadita l’inutilità dell’impianto, che ha deprezzato tra l’altro il valore dei terreni, per il quale sono destinatari di cartelle di pagamento del canone di 55 euro a ettaro su base annua pur se non possono e non vogliono usufruire dell’impianto Foto Corrierediragusa.it

Una moratoria di quindici giorni utili a fermare le pratiche per la manutenzione straordinaria dell’impianto di irrigazione del Consorzio di Bonifica di Ragusa non usufruibile dai proprietari dei terreni e dagli imprenditori agricoli e per il quali già pagano un esoso canone; il lasso di tempo dovrebbe essere utile per un incontro a Palermo con l’assessore regionale Dario Cartabellotta e il dirigente generale dell’assessorato all’agricoltura, Rosaria Barresi, per consentire il varo di un decreto che dichiari esenti le zone interessate dall’utilizzo delle acque e quindi del pagamento del canone e rendere possibile una riconversione dell’impianto per uso d’acqua potabile.

La decisione è stata assunta al termine di una riunione svoltasi nell´aula consiliare e convocata dal Sindaco Ignazio Abbate; il direttore del Consorzio di Bonifica, Giovanni Cosentini, accompagnato dai quadri tecnici. Il direttore Cosentini ha condiviso la linea espressa dal primo cittadino e ha dichiarato che non essendo il Consorzio una controparte lavorerà per individuare una soluzione.

I proprietari dei terreni e gli imprenditori agricoli (nella foto a palazzo S. Domenico) di Pozzo Cassero, Balatazza e Santo Vito hanno ribadito l´inutilità dell’impianto, che ha deprezzato tra l’altro il valore dei terreni, per il quale sono destinatari di cartelle di pagamento del canone di 55 euro a ettaro su base annua pur se non possono e non vogliono usufruire dell’impianto. Sulle cartelle sono partiti già i ricorsi. L’impianto, costruito nel 1987, dovrà essere sottoposto a manutenzione straordinaria (è in fase avanzata la documentazione per impiegare un finanziamento di 200 mila euro dei fondi relativi al Piano di Sviluppo Rurale), che si vuole convertire per consentire all’impianto una diversa utilizzazione come impiego di acqua potabile per uso civile.

"Chiederò un incontro a Palermo con l’assessore Cartabellotta - ha detto Abbate - per trovare una soluzione per i proprietari e operatori agricoli che non intendono usufruire dell’impianto e affrancarli dal pagamento del canone che è esoso ma soprattutto ingiusto per quanti non beneficiano di alcun servizio.»