Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 630
MODICA - 20/07/2013
Attualità - Un caso mediatico giunto alla ribalta nazionale con sorprendente approssimazione

Grassiccia contro la Kyenge?

Il responsabile provinciale di Forza Nuova Giovanni Cicciarella esprime solidarietà al consigliere comunale
Foto CorrierediRagusa.it

«Non capisco come mai con tutte le professionalità che contiamo in Italia e con i cervelloni costretti a fuggire all’estero perché manca il lavoro, dobbiamo nominare in Italia un ministro straniero come la Kyenge, che potrebbe rendersi più utile direttamente dal suo paese d’origine, il Congo, conoscendone le problematiche e potendo quindi trovare le giuste soluzioni». Queste parole pronunciate dal consigliere comunale Peppe Grassiccia (nel fotomontaggio con la Kienge) della lista civica Fare Modica all’indirizzo del ministro dell’integrazione Cécile Kyenge, hanno suscitato un polverone esagerato, volutamente da «caccia alle streghe», evidentemente ancora «di moda» malgrado i secoli. Neanche uno dei cosiddetti «benpensanti», che si indignano fin troppo facilmente, e nessuno, ahimè, dei cosiddetti «colleghi giornalisti» si è preso la briga di sentire pure il povero Grassiccia sulla vicenda, per dargli modo di spiegarsi, di chiarire il suo pensiero.

Noi lo abbiamo fatto. Non perché siamo più bravi, per carità, quanto piuttosto perché riteniamo di dover svolgere nel migliore dei modi questo lavoro, per non rischiare di distorcere la realtà o creare tantomeno «nuovi mostri» sacrificati sull´altare di una fin troppo facile gogna. C’è chi invece trova più comodo scopiazzare a destra e a manca, strombazzando titoloni allarmistici e dal retrogusto vagamente giustizialista, «condendo» il tutto con sibillini messaggi subliminali. Persino l’Unità online dedica un articolo decisamente «gonfiato» su questa vicenda, pubblicando in maniera quasi integrale il comunicato del deputato nazionale e coordinatore siciliano di Sel Erasmo Palazzotto, ma senza dare però modo alla controparte di esprimere la propria opinione. Complimenti. Eppure, a giudicare dalle parole di Palazzotto, dure come macigni, il diritto di replica sarebbe stato quantomeno sacrosanto. Epperò così non è stato. E allora la copriamo noi, questa lacuna, fornendo la possibilità a Grassiccia di spiegarsi, prima di essere «condannato» senza sé e senza ma, neanche fossimo in un regime dittatoriale.

Palazzotto sentenzia: «È grave che chi amministra una cittadina importante come Modica possa lasciarsi andare a simili stupidaggini e luoghi comuni privi di qualsiasi fondamento. Grassiccia chieda scusa al ministro e all´intera città di Modica che non merita simili amministratori». A questo punto anche Palazzotto dovrebbe doverosamente scusarsi, per aver contribuito a dare luogo a questo imbarazzante e inutile polverone mediatico basato sul nulla e cavalcato con fin troppa superficialità, offendendo Modica e l’intera provincia iblea. Ecco invece le dichiarazioni del consigliere Grassiccia, a margine di questo bailamme, che nessuno ha ritenuto opportuno riportare: «Io sono del parere che la Kyenge sia un’ottima persona, ma che a mio avviso potrebbe essere più necessaria in Congo, suo paese di provenienza, con a fianco proprio l’Italia. Magari non sarà necessario che rivesta la carica di ministro, per aiutare il suo Paese. E’ il mio pensiero e non per questo mi ritengo razzista: ho il privilegio di annoverare tra i miei amici tanti stranieri che rispetto e che mi rispettano.

Le mie parole – prosegue Grassiccia – sono state male interpretate, forse pure volutamente, e a questo proposito non esiterò ad adire le vie legali, se lo riterrò opportuno, contro chi si sarà reso responsabile di parole lesive della mia persona. Non ho mai inteso lanciare messaggi razzisti, né mi interessa il colore della pelle del ministro. Peraltro ho adottato a distanza una bambino della Tanzania, per cui non mi considero di certo razzista. Non ho nulla – ha concluso il consigliere – contro la Kienge. Ho semplicemente espresso il concetto che, in un paese come l’Italia in cui la disoccupazione dilaga a macchia d’olio, sarebbe più opportuno valorizzare le nostre professionalità, piuttosto che quelle estere. Dove sta lo scandalo? A meno che – conclude Grassiccia – non siamo più in democrazia e non me n’ero accorto». In effetti il danno maggiore lo ha provocato il tam-tam incontrollato su Facebook, che, è ormai notorio, se non usato correttamente e a «piccole dosi», può risultare deleterio. E questa vicenda paradossale lo dimostra una volta di più.

Il social network ha alimentato la smania di tante persone superficiali, o volutamente subdole, di travisare un concetto di per sé semplice, accostandolo all’ingiustificabile offesa rivolta dal leghista Calderoli al ministro. Nulla di più fuorviante. E allora diamoci tutti una calmata, prima di gridare allo scandalo, ammantandoci di falsa e ributtante ipocrisia, o, ancora peggio, al solo scopo di fare demagogia vile e meschina. Perché il confine tra informazione e disinformazione sta diventando giorno dopo giorno pericolosamente più labile, anche a causa del già citato Facebook, i cui contenuti sono ripresi fin troppo spesso e, quel che è peggio, senza alcun controllo, da altri cosiddetti «media», specie quelli online. E chi ha orecchie per intendere, intenda. E magari pure rifletta, se ce la fa.

Intanto in una nota il responsabile provinciale di Forza Nuova Giovanni Cicciarella esprime solidarietà al consigliere comunale Grassiccia "Per il becero e vile attacco mediatico da parte dalla solita gente tanto desiderosa di visibilità quanto lontana dal sentire comune di tanti italiani. La stessa gente che, nell´ascoltare le urla disperate delle famiglie vessate da un certo modo di far politica - scrive Cicciarella - preferisce schierarsi sempre in prima fila quando c´è da mettere alla gogna chi ha il coraggio di esprimere un pensiero diverso da quello che il politically correct impone".


Sig. Grassiccia e Ministro Kyenge
31/07/2013 | 16.39.08
Sloth

E´ logico che chi si laurei in medicina, specializzandosi in oculistica, dia il proprio contributo,soccorrendo i più bisognosi, come gli africani; perchè smettere di fare il medico, buttarsi in politica, rinunciare alla cittadinanza d´origine? Se tale ragionamento è razzista, allora siamo messi proprio bene...


Mah!
21/07/2013 | 14.39.04
Salvatore

leggendo l´articolo mi viene il dubbio che il meno colpevole di tutti è proprio Grassiccia. Lui chiede libertà di opinione e licenza di dire tutte le minchiate che vuole. Il che, secondo il mentro che usate a Modica, potrebbe essere anche legittimo, se non che ci sono alcuni errori di fondo nelle sue inusitate dichiarazioni che chi ha stilato l´articolo e il sodale del Grassiccia non solo vogliono ignorare ma con quello che ho visto scritto accentuano nella loro gravità. Poi le minacce di querele hanno il tempo che trovano. Quando si risponde alla cosciente e voluta ignoranza voglio vedere quale giudice darà mai ragione al querelante. Piuttosto, stendiamo un velo pietoso sull´accaduto, auguriamo al Grassiccia dichiarazioni più fortunate e logiche in futuro e, speriamo tutti, perchè stiamo andando a fondo, che chi si butta in politica invece di farneticare, si occupi, anche nel suo piccolo, di cercare di evitare che gli italiani tutti cadano nel precipizio della rovina economica. Auguri,Signor Grassiccia, di essere più "adeguato" nelle sue opinioni future, e si ricordi che la Kyenge è italiana quanto lei e me messi assieme. Ed in quanto a competenza sulla materia dell´Integrazione ne sa certamente più di tutti. Legga il suo curriculum


SOLIDARIETA´ A GRASSICCIA??
21/07/2013 | 13.18.33
RENATO

DOVREBBE ANDARE LEI IN CONGO, MA NON STARE CON I CONGOLESI,BENSI´ CON GLI ALIENI COME LEI.
COMPLIMENTI DAVVERO COMPLIMENTI!!! CONTINUI COSI´.


21/07/2013 | 12.35.58
Filippo Stracquadanio

Non ci sono commenti da fare,egregio dr. Antonio Di Raimondo,io sono stato sempre un suo estimatore oggi però non condivido la sua voglia di scusare il consigliere Grassiccia ad ogni costo:Le sue giustificazioni sono anche offensive nei confronti dei cittadini che giustizialisti non sono.Lo invito ancora una volta a rassegnare le dimissioni.


solidarietà a Peppe Grassiccia
20/07/2013 | 15.00.43
PIETRO PAOLO MESSINA

Legittime e largamente condivise le affermazioni del consigliere comunale. Gretti, strumentali ed ipocriti gli attacchi dei soliti xenofili "buonisti democratici" di una certa sinistra arrogante che non perde mai il tempo di dimostrare di essere quanto mai liberticida in barba alla basilare libertà di pensiero di cui certuni si riempiono troppo spesso la bocca ma poi ne sono i quotidiani assassini.
Concordo in pieno con l´intervento di Gianni Cicciarella di Forza Nuova.