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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 529
MODICA - 15/07/2013
Attualità - I residenti delle zone rurali si ribellano

Quando l´acqua è per molti, ma non per tutti: è protesta

Nel mirino il consorzio di bonifica 8

Un miglioramento che non serve, anzi peggiora lo stato delle cose. Nel mirino di allevatori, agricoltori e proprietari di case rurali il Consorzio provinciale 8. Il comitato spontaneo dei residenti nelle contrade di Pozzo Cassero, Balatazza e S. Vito è intenzionato a non mollare e si riunirà per organizzare manifestazioni di protesta "civili ma dure" come precisano i promotori dell´iniziativa, tra cui Rosario Spadola, Gianni Corallo ed Angela Scrofani. «Tutto è iniziato alcuni decenni fa – dicono – allorquando il Consorzio di bonifica decise di investire una montagna di soldi per realizzare una serie di infrastrutture di impianti irrigui a loro dire a beneficio e sviluppo del territorio. Furono anche realizzati i grandi pozzi nelle contrade di «Pozzo Cassero» e «Santo Vito» necessari per alimentare tutto l´impianto. Gli agricoltori hanno subito percepito l´inutilità di tutti questi lavori e lo sperpero di denaro pubblico".

E´ successo che in tanti terreni sono stati dissestati a causa dei lavori, le proprietà mese a soqquadro e, dicono i proprietari, alcune opere realizzate in modo difforme dal progetto. Dice ancora Gianni Corallo «Per fare arrivare l´acqua in una nostra proprietà, ad esempio occorre "spingerla" in salita trovandosi il pozzo ad una quota più bassa con un costo di energia elettrica, in caso di funzionamento, impossibile da sostenere». Al danno si aggiunge la beffa: «Dopo qualche anno in cui non si muove niente e la proprietà continua a restare in quello sfacelo, ci vediamo recapitare le cartelle esattoriali richieste dal consorzio n. 8 per «miglioramento fondiario». Tutti gli altri proprietari e agricoltori della zona, trovandosi nella parte in cui sorge l’impianto già completato, sono nella situazione di "dovere" lo stesso pagare il consorzio per il servizio di fornitura anche se non utilizzato». Oggi, dopo oltre venti anni, la situazione è la seguente: solo qualche residente che ha il villino fruisce del servizio.

Tutte le aziende agricole delle contrade continuano ad alimentarsi dai propri pozzi e cisterne senza attingere una goccia d´acqua dall´infrastruttura del consorzio perché non competitiva e più costosa. Come se non bastasse il Consorzio ha pensato bene di investire ancora in altre due contrade, Raddusa e Valle dell´Acate. Lavori per 150mila euro per un progetto che nessuno ha mai chiesto, che viene ritenuto inutile ed è valutato soprattutto dannoso per l´ambiente e gli stessi fruitori. Sta di fatto che su 148 aziende partecipanti solo 7 sono della provincia di Ragusa e l´appalto è stato aggiudicato ad una impresa di di Trapani. "Siamo piede di guerra - dicono i componenti il comitato - e non si può ancora tollerare che siano sciupate in questo modo tali risorse. Inoltre ci è stato intimato di «far trovare gli immobili liberi da persone e cose» ed in caso di resistenza sarà richiesto l’intervento delle forze dell’ordine ma noi non molliamo e vogliamo essere sentiti".