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MODICA - 30/06/2013
Attualità - Oltre mille fiaccole hanno illuminato dai balconi il percorso della processione

S. Pietro a Modica nel segno della semplicità e della fede

All’uscita del simulacro l’inno di San Pietro cantato con l’accompagnamento della banda musicale e delle lanterne volanti che salivano in alto, quasi a congiungere cielo e terra

Oltre mille fiaccole lungo tutto il corso Umberto sono state l´insolito corollario alla processione del gruppo statuario di San Pietro e il paralitico nella giornata finale della festa del patrono. La processione ha toccato per la prima volta dopo tanti anni anche via Vittorio Veneto, viale Medaglie d’oro e via Marchesa Tedeschi. Mentre all’uscita del santo, alla consueta trepidazione e commozione per l’imponenza del simulacro che comporta l’impegno spontaneo di tanti fedeli, c’erano le novità dell’inno di San Pietro cantato con l’accompagnamento della banda musicale e delle lanterne volanti che salivano in alto, quasi a congiungere cielo e terra. Non sono stati solo segni esteriori, ma scelte della parrocchia, condivise dalla città con entusiasmo: la scelta di una festa che ha messo al centro i testimoni del Vangelo; la scelta di fare la festa malgrado non ci fossero contributi pubblici; la scelta di cogliere questo come l’opportunità di un coinvolgimento corale e di una sobrietà che si è trasformata in carità.

Quanto si è risparmiato, infatti, con le illuminazioni sarà devoluto per le famiglie e i piccoli commercianti colpiti della crisi e per le tre case di pronta accoglienza nel Portico di Betsaida. Prima della processione, nel duomo gremito di fedeli, era stata celebrata la messa presieduta dal vicario generale don Angelo Giurdanella A San Francesco la Cava, nella memoria di Nino Baglieri, si sono ricordati tutti gli anziani e gli ammalati e si è pregato perché non siano lasciati soli, perché con la visita la comunità assicuri presenza e consolazione. Davanti all’edicola in Corso Umberto con la statua in pietra di San Pietro, di recente restaurata, si è ricordato papa Giovanni e il Concilio ed è stato riletto il suo discorso alla luna, al termine del quale invitava a dare una carezza ai bambini e a dare una parola di conforto agli ammalati. In piazza Matteotti si è pregato per i giovani e per la città con le parole di don Tonino Bello, chiedendo il coraggio di osare di più e la sapienza del camminare insieme. Davanti alla chiesa di Santa Maria si è ricordato come le parrocchie si stanno impegnando a collaborare per meglio incarnare il Vangelo nella città ed essere veramente case di Dio tra le case degli uomini. Si è fatta memoria in particolare di don Pino Puglisi.

Durante tutta la processione don Corrado Lorefice ha continuamente abbracciato e salutato i tantissimi fedeli che hanno vissuto con semplicità ma anche commozione e gioia gradi una nella serata di festa, e in modo particolare tanti anziani, ammalati e disabili che venivano accompagnati vicino alla statua, a dire la predilezione per loro. Alla fine don Corrado ha sottolineato come questa è la festa cristiana: un ritrovarsi come città attorno al patrono per non smarrire l’essenziale della fede e della vita, e così diventare più solidali.