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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:06 - Lettori online 1079
MODICA - 27/06/2013
Attualità - Il giovane è stato colpito da atassia spinocerebellare 10 anni fa ed è costretto alla sedia a rotelle

"Sì" del giudice per le staminali a Mauro

Il verdetto del giudice è il primo caaso in Italia. Grande soddisfazione della famiglia dopo la lunga battaglia intrapresa Foto Corrierediragusa.it

Mauro Terranova (nella foto) potrà accedere alle cure compassionevoli per curare la sua forma di atassia spino cerebellare, da cui è stato colpito dieci anni fa e che lo costringe alla sedia a rotelle. Il giudice Rada Scifo, cui si sono rivolti i legali della famiglia Terranova, Roberta Galfo del foro di Modica e Desirè Sampognaro del Movimento Vite di Catania, ha infatti riconosciuto il diritto di Mauro a curarsi con infusione di cellule staminali secondo il metodo Vannoni.

La decisione del magistrato è venuta in modo celere e puntuale ed è stata accolta con grande entusiasmo dalla famiglia di Mauro. La madre Anna, da oltre un mese a digiuno per sollecitare le autorità a prendersi cura del figlio, è ritornata a nutrirsi ed ha ringraziato quanti si sono prodigati per aiutare il figlio. Il magistrato ha anche deciso che l´infusione delle staminali sia effettuata presso il reparto specializzato degli Spedali di Brescia, che è l´unico nosocomio in grado di intervenire per questo tipo di patologia. La decisione del giudice è la prima del genere in Italia e segnerà sicuramente un percorso per quanti sono affetti da questa patologia ed auspicano l´infusione di cellule staminali. "Speriamo di partire presto per Brescia - dice la madre del giovane Mauro - Prenderemo accordi con l´ospedale e con i medici. Sono felicissima e ringrazio tutti anche a nome di mio figlio".

Nei giorni scorsi Mauro ha ricevuto la visita del vescovo di Noto, Mons. Antonio Staglianò, che ha seguito da vicino il caso. Il vescovo ha auspicato una gara di solidarietà umana da parte dei vicini, della comunità parrocchiale per essere solidali e sostenere gli sforzi della famiglia. Anche il prefetto di Ragusa aveva reso visita a Mauro e si è interessato del caso.

La malattia di Mauro, 23 anni, negli ultimi dodici mesi si è aggravata. Mauro non riesce a muoversi, stenta a parlare, reagisce con sempre maggiori difficoltà, cade in crisi epilettiche. Mauro, tuttavia, non si è arreso ed ha lottato insieme ai suoi genitori. Era in terza media ed aveva 13 anni quando di punto in bianco movimenti ed articolazioni cominciarono a non essere più fluide.