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MODICA - 02/06/2013
Attualità - La rievocazione della strage del 29 maggio del 1921 nelle parole di un testimone 99enne

Rievocato a Modica Alta eccidio di Passo Gatta

Furono uccisi quattro manifestanti e si contarono molti feriti a causa degli spari degli squadristi fascisti Foto Corrierediragusa.it

Il 92mo anniversario dell’Eccidio di Passo Gatta (29 maggio del 1921) è stato celebrato con una cerimonia promossa dall’amministrazione comunale e da CGIL,CISL,UIL.

Dal concentramento di Piazza San Giovanni si è formato un corteo che ha raggiunto prima la lapide, in ricordo delle vittime, cadute per mano fascista nel corso di una manifestazione di protesta di contadini e braccianti, dove i sindacati hanno deposto una corona d’alloro. Il corteo ha poi raggiunto lo slargo sotto la statua dove sono stati tenuti i discorsi ufficiali. Tra questi una testimonianza. Quella di Rosario Zocco, 99 anni ben portati, che lucidamente ha narrato quella tragica giornata così come nei ricordi di un bambino di sette anni. Descrivendo il corteo dei lavoratori che saliva da Passo Gatta, dove era stato tenuto un comizio lontano dalla Città, con gli squadristi fascisti, che difendevano gli interessi dei latifondisti, ad attenderli sulla sbocco di Via Roma. Dopo varie fasi convulse, in cui le forze dell’ordine non riuscirono a mantenere l’ordine pubblico, furono sparati diversi colpi di fucile e da lì si diede inizio ad una carneficina.

Sulla strada rimasero i corpi di quattro manifestanti (sette compresi quelli che moriranno in seguito alle ferite riportate) e un numero imprecisato di feriti.
A cadere sotto i colpi dei proiettili furono Vincenzo Carulli, di 21 anni, comunista; Raffaele Ferrisi, 33 anni, socialista; Agostino Civello, contadino di 42 anni; Rosario Liuzzo, contadino, di 22 anni. Il numero dei feriti fu maggiore, ma molti manifestanti evitarono il ricorso alle cure ospedaliere per non essere identificati dalla polizia attraverso il referto dei medici. In seguito alle ferite riportate morirono anche F. Caccamo, C. Geloso, L. Azzarelli. Il processo per omicidio plurimo riguarderà l’uccisione di sette manifestanti. La sentenza assolse tre imputati. La mano assassina ancora oggi non ha un nome. La strage è rimasta impunita.

Enzo Campioni (nella foto: a sin. con il sindaco Buscema) in nome di CGIL,CISL,UIL ha contestualizzato quell’avvenimento che segnò la contrapposizione tra l’avanzata socialista in città ( peraltro il PSI aveva conquistato il Sindaco e la maggioranza consiliare) e gli arbori del movimento fascista che a Modica era legato ai grandi proprietari terrieri che difendevano le loro posizioni a scapito dei braccianti e del contadini rimasti inoccupati con le famiglie da sfamare. Il paragone con la situazione economica di oggi non è breve ma significativa per i dati della disoccupazione giovanile.